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Curiosità su elefanti

Le origini degli elefanti

L’antenato dell’elefante era un ippopotamo. Per dimostrarlo i ricercatori hanno studiato i resti di smalto presenti nei denti fossili rinvenuti di recente nel nord dell’Egitto, dove gli animali probabilmente vivevano quando il territorio non era ancora desertico.

Una via di mezzo tra rinoceronti, tapiri e ippopotami col muso da cavallo, questi sono gli antenati degli elefanti, recentemente studiati dagli scienziati della Oxford University (New York, Usa).

Il Moeritherium, così è stato chiamato l’antico elefante, si comportava in modo del tutto simile agli attuali ippopotami: era vegetariano e si muoveva prevalentemente in acqua e su terreni acquitrinosi. «Abbiamo sempre dato per scontato - spiega uno degli autori dello studio, Erik Seiffert - che gli elefanti si siano evoluti da antenati terrestri. A quanto pare non è così». Il motivo per cui i Moeritherium hanno abbandonato l’acqua è però ancora ignoto. Non mancano le ipotesi: secondo alcuni ad esempio una drastica variazione delle temperature durante l’Eocene (tra i 54 e i 37 milioni di anni fa) avrebbe prosciugato fiumi e stagni imponendo agli animali di mutare abitudini di vita.

L'elefante comune può essere alto sino a 3 o 4 metri, un esemplare può raggiungere anche le 6 tonnellate di peso, si tratta del più grosso animale terrestre vivente. Caratteristica dell'elefante è la proboscide, prensile, di cui si serve per raggiungere il cibo e l'acqua e portarli alla bocca. Vive in branchi generalmente guidati da un capogruppo e si nutre di vegetali. L'elefante africano è caratterizzato dagli enormi padiglioni auricolari che gli coprono le spalle e dalle zanne estremamente sviluppate.

Un tempo diffusi in tutta la zona africana sotto il deserto del Sahara, oggi questi animali rischiano l'estinzione, e vivono protetti nelle riserve. Tra le principali ragioni del loro sterminio c'è il bracconaggio, dovuto proprio alla preziosità delle loro zanne di avorio.

L'elefante asiatico ha dimensioni leggermente più piccole del parente africano, e anche le orecchie e le zanne sono modeste. Alto al massimo 3 metri, vive nelle regioni umide e miti. Di indole pacifica, è spesso addomesticato e impiegato per il trasporto di persone e di pesi.

L'olfatto degli elefanti

Gli elefanti riconoscono i loro nemici dall'odore degli indumenti che indossano. L'hanno dimostrato I ricercatori dell'Università di St Andrews coordinati da Lucy Bates e Richard Byrne. Se è noto da tempo che gli elefanti africani hanno ottime doti di percezione degli odori, soltanto oggi si scopre che l'olfatto "fine" dei pachidermi serve loro (tra le altre cose) a tenersi alla larga dal pericolo rappresentato dall'uomo. I ricercatori hanno sottoposto al naso di alcuni gruppi di elefanti diversi indumenti indossati per molto tempo da due popolazioni che vivono a fianco a fianco con gli animali: i kamba e i masai. I primi sono agricoltori assolutamente innocui per gli elefanti, mentre i maschi masai sono molto più pericolosi: sin da giovani danno prova della loro virilità ferendo gli animali con lance.

Quando le vesti dei guerrieri masai erano sottoposte al fiuto degli elefanti, questi iniziavano ad allontanarsi a velocità spedita, una reazione decisamente più forte rispetto a quella che mostravano dopo aver annusato le vesti dei kamba oppure indumenti mai indossati. Non solo, dopo la fuga dalle vesti dei masai gli animali si fermavano a riposare molto più a lungo, quasi per riprendersi dalla paura.



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