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Curiosità su Acquari

Storia degli acquari

I primi acquari risalgono a circa 4.000 anni fa. Furono i Sumeri i primi ad amare i pesci e gli acquario.

La storia racconta che fino dall'antichità l'uomo amava i pesci soprattutto come fonte di cibo, ecco perché si usava tenere una scorta vivente di pesci, allevandoli in stagni.

Per gli Egizi i pesci erano amati anche dai faraoni tanto che ad esempio la Perca neolitica era addirittura venerata come divinità.

Sotto gli antichi romani invece si allevavano utilizzando metodi ben sviluppati come dighe, canali e chiuse che servivano per catturare il pesce senza danneggiarlo.

In Europa e Medio Oriente: i pesci venivano allevati essenzialmente a scopo alimentare mentre in Cina e Giappone: l’allevamento era anche a scopo ornamentale, non solo in vasche e laghetti nei giardini, ma anche negli acquari di casa, infatti l’allevamento del pesce rosso era già diffuso sotto la dinastia Sung tra il 960 ed il 1279.

In Europa l’allevamento del pesce rosso si diffonde dopo il 1600.

Differenze fra acquari d'acqua dolce e salata

Gli acquari possono essere d'acqua dolce o salata. Nei pesci di acqua dolce il sangue è più concentrato dell’acqua in cui vivono e quindi, per evitare di “scoppiare” a causa dell’acqua assorbita dalla pelle, devono emettere ogni giorno grandi quantità di liquido sotto forma di urina poco concentrata inoltre, per evitare un accumulo di sali nel sangue, reni e branchie effettuano un’efficace regolazione.

Al contrario i pesci d'acqua salata nuotano in un liquido molto più concentrato del loro sangue, quindi hanno un continuo passaggio di liquido dal loro sangue all’acqua di mare, per cui devono bere copiosamente per reintegrare il liquido perduto ed i sali che si accumulano sono escreti dall’urina, poca, ma molto concentrata.

Certi pesci marini hanno come prodotto di escrezione l’urea e non l’ammoniaca, che viene immagazzinata nel loro corpo per aumentare la concentrazione salina dei loro liquidi sino quasi ad avvicinarsi a quella dell’acqua circostante; ciò agisce come equilibratore salino, come meccanismo tampone, tanto che alcuni pesci di questo gruppo possono spostarsi.

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