La RIFORMA GLOBALE dopo la Democrazia pag. 5

La struttura sociale

L’habitat ideale l’umanità ha la fortuna di possederlo già: è il nostro splendido pianeta, anche se stiamo già arditamente pensando di andare a imbrattare altri mondi.

L’idea in sé di poter trovare altri pianeti abitabili non è deprecabile, perché risponderebbe al principio di salvaguardia della specie umana. Qualsiasi cataclisma potesse accadere al nostro pianeta ci potrebbe far rischiare l'estinzione, mentre se avessimo colonizzato altri pianeti saremmo maggiormente al riparo da queste eventualità. Ma è il "come” andare a colonizzare altre terre. Se ciò avvenisse con lo spirito selvaggio colonialistico sin qui praticato sul nostro pianeta, meglio rinunciare all’idea.

Sulla Terra sono presenti tutte le condizioni ideali per la nostra sopravvivenza, ma non in termini assoluti.

Ci sono, come ben sappiamo, zone aride e zone ghiacciate in cui la vita è decisamente molto difficile, anche se molte comunità hanno saputo adattarsi pure in quelle inospitali situazioni.

Comunque il nostro ambiente naturale non presenta difficoltà di vita, in generale, ed è ricco di ogni prezioso elemento a noi utile sia per sopravvivere che per vivere bene.

Il problema, semmai è dato da quanto utilizziamo di questi beni e quanto devastiamo i nostri territori.

Ora concentriamoci sugli esseri umani e sui loro comportamenti, memori di quanto così bene ci ha chiarito Eric Fromm (e tanti altri illustri studiosi prima o dopo di lui).

Una società per essere sana deve disporre di singoli individui sani, dove col termine "sani” s’intenda non solamente il mantenimento di una sana costituzione, ma anche la formazione di un bagaglio di saggezza, cultura, equilibrio psicologico, rispetto per l’ambiente e verso i propri simili.

L’Uomo ha una psicologia complessa e molto variabile. A seconda delle sue caratteristiche temperamentali e delle sue conoscenze e condizionamenti, può comportarsi in modi molto differenti. Comunque non facciamoci illusioni: generalmente la tendenza dominante nell’Uomo è di tipo egoistico e quindi dobbiamo armarci di robusti tutori per far crescere dritto e sano ogni alberello umano.

Il nostro primo dovere in tal senso è di provvedere ad una crescita equilibrata, con un adeguato sviluppo intellettuale dei nostri figli, dando loro esempi comportamentali cui ispirarsi e da imitare. Seminare in un buon terreno oggi per avere un ottimo raccolto domani, insomma.

Questo punto coinvolge tre strutture differenti: La famiglia, la scuola, la società.

Le tre strutture devono essere coerenti tra loro e orientate al meglio, altrimenti si presentano delle vie di fuga dall’una all’altra o dei modelli contrastanti che creerebbero squilibri ai giovani in via di formazione.

La tendenza attuale delle società contemporanee è verso un unico modello, quello produttivo-consumistico. Questo modello ha il gravissimo difetto di indurre i singoli individui alla competitività, mentre in una società sana i singoli componenti devono attivarsi verso il massimo spirito collaborativo.

In questo contesto si devono stimolare i consumi di beni materiali per aumentarne le produzioni, in un circolo di crescita infinita. Ciò garantisce lavoro per tutti (in teoria!), a condizione che tutti desiderino sempre più beni di consumo, collaborando così ad incrementarne la famelica insaziabile produzione.

Se ci pensate bene sembra o no un’idea idiota? Se il processo subisse solo un momentaneo calo del desiderio o un freno alle reali necessità della popolazione tutto il meccanismo s’incepperebbe e sprofonderebbe in una crisi economica ingovernabile. E questo succede!

Abbiamo avuto già due pesanti esempi di cosa ciò significa, con la depressione del 1929 e la crisi economica mondiale del 2008.

In questo scenario è ovvio che tutto gravita attorno non già all’Uomo, ma al denaro, su cui sono concentrate tutte le attenzioni e le speculazioni possibili. Inoltre questo meccanismo produce beni sempre più superflui, di durata sempre più breve e di qualità sempre più bassa. Il peggio del peggio, insomma!

Inoltre nel frattempo abbiamo sviluppato nuovi sistemi nel mondo dell'impresa che abbattono i costi delle forze lavorative sostituendole con sistemi automatici meccanici. Mi riferisco a: automazione, informatica, domotica, robotizzazione.

In futuro, grazie a queste novità tecnologiche, saranno disponibili sempre meno posti di lavoro per esseri umani.

Con queste considerazioni ci stiamo avvicinando a capire perché, dopo le leggi universali per l’intera Umanità definite nel precedente capitolo, si debbano mettere a fuoco le leggi della società in generale. Non ci possono essere figli "sani” in famiglie corrotte dal consumismo sfrenato e incosciente, e società che presentano situazioni di grande divario tra cittadini ricchi (dediti al consumo sfrenato) e cittadini poveri, che subiscono la frustrazione di sentirsi esclusi non solo dal lavoro e consumo, ma anche dalle necessità basilari di sopravvivenza (cibo, acqua e cure mediche).

I valori umani e sociali degenerano. La smania di possedere supera di gran lunga il desiderio di essere, come ancora una volta ebbe modo di scrivere in tempi ormai lontani Eric Fromm nel suo breve trattato ”Avere o Essere”.

Quando Fromm scrisse quella denuncia rivolta alla società americana (cui fecero seguito alcuni suoi saggi molto più approfonditi) fece molto scalpore, ma è doloroso ammettere che ben pochi ne seguirono i precetti e le società moderne proseguirono imperterrite nei decenni successivi con i loro deplorevoli comportamenti, in barba alla mercificazione dell’Uomo! Anzi, è avvenuto l'opposto: lo stile della società americana, promotrice del consumismo illimitato, è stato esportato in Europa e via via in tutte le altre parti del mondo!

Del resto va detto che l’umanità non aveva (e non ha ancor oggi) modelli migliori a cui ispirarsi, pertanto la società basata su produzione e consumo era pur sempre la più utile, così come il modello politico di democrazia rappresentava (e rappresenta) la forma più auspicabile di condizione sociale, in mancanza di meglio.

Ma si tratta pur sempre di un modello speculativo e di una democrazia distorta, che crea l’illusione di libertà (termine abusatissimo da tutti i partiti), rendendo schiavi i propri cittadini.

Come se ne esce? Come si può figurare un modello sociale migliore?

Autore: Enrico Riccardo Spelta


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