I  numeri della follia umana




Tutti i numeri della follia umana


I giovani vivono alla giornata, senza ideali, immersi nel loro effimero mondo.
Gli anziani se ne fregano del futuro perché tanto non lo vivranno.
Gli adulti sono troppo impegnati a fare soldi ed a spenderli.
Ma un giorno non troppo lontano ci verrà chiesto il conto per il nostro insensato modo di vivere.


Il sistema politico, così come lo abbiamo impostato, non consente una gestione saggia con programmi e progetti di salvaguardia dell'ambiente, di rispetto per ogni essere umano e per la natura, di solidarietà e cooperazione, nel breve-medio-lungo periodo, ma riesce solamente a tamponare modeste esigenze nel breve periodo, a volte malamente ed in modo inefficace!

Data la premessa, lascio a voi giudicare se queste affermazioni sono disfattiste o pessimistiche, oppure se sono l'unica realtà con conseguenti conclusioni a cui si possa giungere, valutando attentamente le cifre che espongo.

POPOLAZIONE UMANA

La specie umana è composta di circa 6,5 miliardi di persone, di cui 1,3 miliardi vivono nel Nord, nei paesi industrializzati, e 5,1 miliardi vivono nel Sud, ovvero in paesi poveri o "in via di sviluppo".

popolazione mondiale e superficie

popolazioni e territori occupati

1,6 miliardi di queste persone vivono in condizioni peggiori di 15 anni fa.

1,442 miliardi, ovvero il 25% della popolazione mondiale, vive al di sotto dei livelli di povertà.

Dati spaventosi o no? Un essere umano su quattro fa fatica a trovare cibo e acqua per nutrirsi. Sono individui tali e quali a noi, che muoiono per una sciocchezza o stentano a sopravvivere nella assoluta miseria.

Sappiamo che 1,3 miliardi di essi hanno meno di un dollaro al giorno per vivere. Di questi sappiamo che 110 milioni vivono in America, 970 milioni in Asia, 200 milioni in Africa e 20 milioni in Europa. Sì, avete letto bene, nella vecchia colta ricca Europa ci sono venti milioni di affamati, perché pensate voi come si possa vivere con un dollaro al giorno! Pensate di fare una spesa al supermercato da 50 euro e una volta a casa ditevi che quella roba vi dovrà bastare per 50 giorni!



natalità e mortalità nel mondo

RICCHEZZA E POVERTA'

Sul nostro pianeta iperindustrializzato, iperconnesso, iperinformato, ci sono ancora 1 miliardo di persone che sono analfabete e di queste 600 milioni sono donne.

Ancora 1 miliardo di persone vivono senza acqua potabile. Non sentono la mancanza di una birretta o uno spritz o una redbull... non hanno manco acqua bevibile!

800 milioni di persone risultano sofferenti di denutrizione cronica.

Di queste, 200 milioni di denutriti sono bambini minori di cinque anni. Date le cifre, 11 milioni di bambini muoiono ogni anno per denutrizione.

Mezzo miliardo di donne vivono in povertà assoluta.

Dove si trovano queste situazioni?

mappa paesi poveri
localizzazione della povertà mondiale

89 paesi versano in una situazione peggiore di 10 anni fa.

70 paesi hanno entrate inferiori a quelle che avevano negli anni '60 e '70.

Nel Sud c'è una media di 1 medico ogni 6000 persone, mentre nel Nord la media è di 1 ogni 350 persone.

Basterebbero 6 miliardi di dollari come costo addizionale per ottenere l'accesso universale ai servizi sociali di base in tutti i paesi in via di sviluppo. Mentre -leggete bene!- solo negli USA in un anno si spendono 8 miliardi di dollari in spese per cosmetici!

Ma non sentiamoci più saggi in Europa, dove ogni anno spendiamo 11 miliardi solo in gelati!
Ogni anno per il cibo prelibato che diamo ai nostri amatissimi cani e gatti spendiamo 17 miliardi in Europa e USA.
Proseguo? Sempre in Europa si spendono 50 miliardi/anno in sigarette.
105 miliardi/anno ce li beviamo in bevande alcoliche, solo in Europa, figuriamoci negli USA!

E per finire il peggio del peggio: ci massacriamo la salute e arricchiamo la malavita mondiale spendendo 400 miliardi/anno per droghe stupefacenti nel mondo!

ricchezza e povertà
troppo ricchi e troppo poveri

E pensare che basterebbero 9 miliardi di dollari per dare acqua bevibile e risanamento a tutti i cittadini del mondo che oggi non l'hanno.

In compenso, però, siamo tanto bravi che facciamo arricchire i fabbricatori di armi donando loro ogni anno qualcosa come 780 miliardi di dollari.
Una cifra SPAVENTOSA, concepita con l'unico scopo di massacrare un po' di quella popolazione di esseri umani di cui sto parlando!

"Già, ma queste infondo sono solo fredde cifre insignificanti. Non coinvolgono la mia vita. Altra gente, problemi non miei e poi IO cosa ci posso fare se il mondo va così? "

Questo ragionamento lo fa solamente quel miliardo e mezzo di persone che ha avuto la fortuna di nascere al Nord, nei paesi ricchi, dove gli sprechi sono più dei consumi necessari e che si indignano per i milioni di persone che vogliono venire ad abitare vicino a loro.

Divario super ricchi contro super poveri
divario tra estrema ricchezza e povertà

Senza pensare che non avendo fatto carico nel modo giusto di tutti questi problemi spiattellati in nude e crude cifre, quei milioni di profughi presto diventeranno miliardi...visto che la situazione, senza intervenire in modo serio, non sarebbe sanabile, ma destinata a peggiorare.

Ma al limite abbiamo pur sempre quei 780 miliardi di armi e macchine da guerra con cui bloccare i suddetti profughi della fame, no?

Questo è il genere umano, l'homo sapiens sapiens, che il massimo che riesce a fare, grazie ad ammirevoli volontari che pur ci sono, è tamponare alla belle e meglio l'enorme problema, con risorse disponibili che sono una inezia rispetto a quanto si dovrebbe investire.

Ma chi mai voterebbe un partito che vi dicesse che sarebbe ora di fare qualche rinuncia per aiutare tutte le popolazioni bisognose?

Si chiama "democrazia" e dunque tornerete a votare per chi vi abbaglierà con le sue luccicanti promesse infattibili o idiote.

Questo, però, era solamente il problema delle popolazioni povere contro il benessere delle popolazioni ricche o straricche.

Mi spiace dirlo, ma non è assolutamente l'unico problema del genere umano.... c'è di peggio!

C'è qualcosa che non riguarda i soldi e come vengono spesi, ma riguarda lo stile di vita e l'ingordigia dell'uomo consumista.

Questo "qualcosa" di cui parlerò si è tradotto nell'ultimo secolo nella devastazione totale del nostro pianeta, fino a presagire che ormai anche con una ipotetica reazione contraria (impensabile!), non si sarebbe più in tempo a salvarlo dal degrado ambientale in cui lo abbiamo posto.

Allora vediamo un po' di dati su PRODUZIONE e CONSUMO

Nel 1950 spendevamo 6,2 miliardi per la produzione dei nostri beni.
Nel 1990 siamo saliti a 31 miliardi.
Nel 2000 siamo saliti a 42 miliardi.

Lo spazio ‘bio-produttivo’ globale – necessario agli esseri viventi – sarebbe di 12 miliardi di ettari, sui 51 miliardi disponibili nel pianeta: ovvero 1,8 ettari a persona.

Ma lo spazio consumato pro-capite è di 2,2 ettari, con punte di 10 per un cittadino medio americano, 5 per un francese, 4 per un italiano.

10% è l'aumento percentuale dal 1992 al 1999 dei consumi globali di carburanti fossili
6,4 tonnellate di petrolio per anno consumati pro-capite nei paesi sviluppati
0,63 tonnellate di petrolio per anno consumati pro-capite nei paesi in via di sviluppo

Abbiamo sentito parlare tantissimo della necessità di risparmiare sull'ENERGIA, no?

Bene, mentre 2,5 miliardi di persone non dispongono di energia, noi incrementiamo il consumo annuale di un bel 2%!
Alla faccia del dobbiamo risparmiare!

Del resto se devi comprare le sigarette, mica ci vai a piedi dal tabaccaio, no? Poi al mattino ti metti in tuta, incuffiato, e vai a fare jogging, sulla provinciale così ti vedono tutti e ti respiri un po' di gas di scarico, ma così è la moda.

Ci sono 2 miliardi di persone che usano ancora il legno o altre biomasse nel SudEst asiatico e nell'Asia meridionale e mezzo miliardo di persone che lo fanno nell'Africa subsahariana.

Dal 1971 al 2001 il consumo di combustibili fossili mondiale è sceso di un misero 6%.

In compenso le emissioni globali di carbonio dal 1965 al 1998 sono aumentate di un 2,1%. Cioè inquiniamo di più!


emissioni CO2 continentali


emissioni CO2 pro-capite

Col pericolosissimo nucleare produciamo un 16% di energia.

Con le energie rinnovabili, invece, in totale produciamo un 4,5% di energia utile. Decisamente un'inezia!

Restando sui problemi dell'ambiente è chiaro che stiamo distruggendo l'intero pianeta con i nostri rifiuti, il nostro menefreghismo, gli assurdi prodotti "usa e getta". Già! Getta dove? In mare! E così oggi abbiamo scoperto che tutto ciò che riversiamo in mare non è che galleggia bellamente senza produrre danni, ma invece di danni ne sta facendo in modo colossale, visto che già solo la plastica ha il difetto di frantumarsi fino a diventare piccolissime particelle che finiscono nelle pance degli animali e successivamente nelle nostre che li mangiamo!

montagne di rifiuti...persino sull'Everest!
montagne di rifiuti...persino sull'Everest!

Ho citato il mare, ma sappiamo tutti che ci sono un sacco di rifiuti tossici che non vengono smaltiti regolarmente, grazie a simpaticissime persone che pur di fare affari non badano a inganni, così quei rifiuti finiscono nei terreni e di conseguenza inquinano anche le nostre risorse idriche, oppure prendono "accidentalmente" fuoco.

Facciamo ora un bilancio sulla SALUTE delle persone nel mondo

Ho già detto che 11 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono nei paesi "in via di sviluppo" (che è un modo ipocrita per non dire nei paesi attualmente poveri).

bambini africani malati e denitriti
bambini africani malati e/o denutriti

Al 70% le cause di queste morti sono: diarrea, infezioni apparato respiratorio, malaria, morbillo, malnutrizione. Già, pure il famigerato morbillo, tanto caro agli anti-vaccinari.

Abbiamo poi 6 milioni di persone che muoiono a causa di malattie che si sviluppano nell'acqua e dall'inquinamento atmosferico, sempre nei paesi poveri.

Un 25% di tutte le malattie che si potrebbero prevenire sono causate dalla scarsa qualità dell'ambiente nel mondo.

60 milioni di persone hanno contratto l'HIV/AIDS, che è la quarta principale causa di morte nel mondo. Se non hai soldi per mangiare ne hai ancor meno per gli anticoncezionali, ovviamente. Senza contare che la povertà va a braccetto con l'ignoranza, quindi la maggior parte dei poveri non sa neppure che esistano, i contraccettivi!

Ma teniamo presente che, data la povertà e ignoranza, il 92% è la percentuale di persone colpite da HIV/AIDS nei paesi poveri rispetto al totale mondiale.

Come aspettativa di vita ecco alcuni esempi:
47 anni di aspettativa in Sud Africa (dati del 2003)
70 anni in Botswana (1979), che scende a 36 anni sempre in Botswana nel 2002. Forse perché il 36% della popolazione adulta è colpita da HIV/AIDS.

8,8 milioni di persone si prendono ancora la tubercolosi ogni anno. E al 99% sono tutti residenti in paesi poveri

1 milione di persone muore ancora ogni anno a causa della malaria.

E veniamo alla AGRICOLTURA

L'11% delle terre emerse del pianeta è utilizzato per produzione agricola.

Produzione che non basta perché 250 milioni di persone sono direttamente interessate dal fenomeno della desertificazione. Senza contare che 1 miliardo di persone sono a rischio di essere coinvolte da questo fenomeno nei prossimi anni, grazie ai cambiamenti climatici provocati dal "progresso" umano.

Negli USA ogni anno servono 157 milioni di tonnellate di cereali, legumi, ortaggi, impiegati per produrre 28 milioni di tonnellate di proteine animali. In pratica sono i mangimi che servono agli allevamenti di animali che vengono poi venduti come carne da macello in America.
In questo conteggio non si tiene conto anche dell'effetto inquinante per l'atmosfera dovuto ai gas prodotti dagli animali.

Vista la situazione negli USA, in Giappone hanno voluto fare di meglio e così hanno aumentato del 360% il consumo di carne negli ultimi trenta anni.

L'80% dei bambini che soffrono la fame vive in Paesi che impiegano parte dei loro cereali per produrre carne destinata ai Paesi ricchi.

Per produrre un chilo di carne da portare in tavola si consumano 100 mila litri d'acqua. Mentre per avere un chilo di soia si consumano solo 2 mila litri.

Questa invece è la situazione dell'ACQUA

Il 70% della superficie terrestre è coperta di acque. Di tutta questa acqua solo il 2,5% è acqua dolce, il resto è acqua salata.

Il 70% delle riserve d'acqua dolce si trova tutta nelle calotte polari.

Delle risorse mondiali di acqua dolce, solo lo 0,8% può essere utilizzato dall'uomo.

Il 40% è la percentuale stimata di incremento di risorse idriche di cui avremo bisogno nei prossimi vent'anni.

Entro il 2025 si stima che il 66% della popolazione mondiale vivrà probabilmente in nazioni che avranno moderate o gravi insufficienze idriche.

mappa distribuzione demografica oggi
le zone più sviluppate del pianeta

Numeri sulla BIODIVERSITA'

Terreni desertificati sul pianeta: 26%. Il 71% delle terre aride di tutto il mondo è esposto ad ulteriore degrado.

deforestazione
deforestazione

Ogni anno perdiamo 94 milioni di ettari di foreste, più della superficie dell'intero Venezuela! Ciò avviene per la necessità di espandere le produzioni agricole.

Negli ultimi 10 anni il 4% delle foreste tropicali è andato perso.

Degrado degli ecosistemi costieri nel mondo prodotti dall'attività umana: 57%
In Europa 80%, in Asia 70%.

L'80% dell'inquinamento marino è causato da fonti che si trovano sulla terraferma.

Nei paesi in via di sviluppo il 90% delle acque di scolo è scaricato direttamente nelle acque di superficie, senza ricevere alcun trattamento.
Così come, sempre nei paesi in via di sviluppo, il 70% dei rifiuti industriali è scaricato direttamente nelle acque di superficie, senza ricevere alcun trattamento

400 milioni di persone sopravvivono direttamente o indirettamente dai banchi di pesca.

Però il 75% dei banchi di pesca mondiali necessiterebbero di iniziative immediate per bloccare o diminuire la pesca, in modo da assicurare adeguate disponibilità ittiche del futuro.

Con il nostro scriteriato comportamento siamo riusciti a distruggere il 24% delle barriere coralline mondiali, ma tranquilli perché un altro 27% di quelle barriere riusciremo a distruggerlo entro i prossimi 10 anni!

Parliamo dell'ARIA

aumento temperatura e co2 nella atmosfera
drammatico aumento CO2 e temperatura media

Ciascuno degli ultimi tre decenni è stato nell’ordine il più caldo sulla superficie della Terra rispetto a qualsiasi decennio precedente a partire dal 1850.

Prima della rivoluzione industriale i gas serra, in particolare l'anidride carbonica, presenti nell'atmosfera erano concentrati in 270 parti per milione. Nel 2017 i gas serra sono saliti a circa 400 parti per milione.

L’anidride carbonica è indispensabile per la vita e per la fotosintesi clorofilliana, ma allo stesso tempo è uno dei maggiori responsabili dell’effetto serra dopo il vapore acqueo. La CO2 si trova un po’ dappertutto in natura: nell’atmosfera terrestre, negli oceani e in tutto il sistema solare. Purtroppo però le emissioni di CO2 derivanti dai combustibili fossili impiegati dall’uomo sono in continuo aumento e sono acuite dalla deforestazione, sempre per opera dell’uomo. Questo determina quei fenomeni ambientali preoccupanti in un’ottica futura come il surriscaldamento globale.

A titolo d'esempio riportiamo la situazione di inquinamento provocata dai voli degli aerei commerciali (ma si dovrebbero aggiungere anche tutti i voli militari), di cui stranamente si parla poco o nulla, orientando l'attenzione quasi esclusivamente sull'inquinamento degli automezzi.

aerei in volo ogni giorno
Voli in corso durante un momento qualsiasi della giornata.

Negli ultimi 24 anni il traffico aereo è aumentato dell'80% e stessa percentuale di aumento si è registrata per le emissioni di CO2, ma si prevede che cresceranno di un altro 45% entro il 2035.

Gli aerei commerciali generano oltre 600 milioni di tonnellate di CO2 l'anno e rilasciano ossidi di azoto (NOx) direttamente nella troposfera, sede dei fenomeni metereologici.

Un solo aereo di linea inquina come circa 600 auto non catalizzate.

Si dovrebbe accettare il fatto che occorra tornare ad essere cittadini a chilometro zero, su tutti i fronti, ma ciò è impensabile!

Nel 2018 sono stati tracciati oltre 202 mila voli in un sol giorno, e che hanno messo a disposizione 30 milioni di posti.

Come dire mezza Italia in volo ogni giorno dell'anno!

Nel suo bollettino presentato agli inizi di giugno la IATA stima che nel 2018 i passeggeri toccheranno quota 4,36 miliardi.

Cioè il 75% in più rispetto a dieci anni fa quando i viaggiatori imbarcati sono stati 2,49 miliardi.

Teniamo presente che:

“Il danno che abbiamo fatto con un nostro viaggio internazionale ha sicuramente neutralizzato tutto il bene che abbiamo
saputo fare nel corso dell’anno come riciclatori, eco-consumatori e contribuenti finanziari alle organizzazioni ambientali“


Ma oltre ai voli aerei ci sono altre cause terribili di inquinamento atmosferico non prodotto dalla Natura, ma dovute a incendi dolos, e ai roghi per incidenti industriali, bombardamenti, sommosse, inquinamento elettromagnetico, ecc.

incendi tossici
incendi dolosi (smaltimento rifiuti tossici)

Senza contare, ovviamente, tutto ciò che finisce in atmosfera partendo dalle nostre fabbriche.

Oltre a tutto ciò si cela un altro tipo di inquinamento difficile da determinare, ma che sicuramente esiste e fa danni: l'inquinamento elettromagnetico, dovuto a tutti gli apparati inventati e costruiti dall'uomo che emettono frequenze radio.

inquinamento elettromagneteico
Inquinamento elettromagnetico

Il problema maggiore dell’inquinamento elettromagnetico è che rimane “nascosto” e non lo si può vedere come avviene invece nel caso dello smog.

Per questo motivo desta preoccupazioni: ci sono milioni di onde che attraversano il nostro cervello ogni giorno e questo lascia un po’ di perplessità: siamo davvero sicuri che queste non abbiano alcun tipo di effetto sulla salute umana?

La questione è purtroppo ancora oggi controversa: le evidenze scientifiche non esistono ma non esiste nemmeno una prova certa ed inconfutabile che queste onde non siano pericolose per il nostro cervello.

Inoltre, visti i fenomeni mondiali di "dipendenza da smartphone" qualche dubbio sulla innocuità del cellulare può anche venire.

Ma torniamo al problema più grave.

Tutti i Paesi sono ormai più che consapevoli dei rischi che stiamo correndo e le misure volte a cercare di limitare la produzione di CO2 sono molteplici. L’aspetto più preoccupante, adesso, rimane la situazione americana: il nuovo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta dando chiari segni di indifferenza nei confronti delle problematiche ambientali e questo sicuramente non può farci sentire tranquilli. Gli USA hanno livelli di inquinamento e di emissioni inquinanti tra i più elevati del pianeta: non possono rimanere indifferenti e non ci resta che sperare che non lo facciano.
 

Passiamo ad analizzare lo stato dei MARI e del CLIMA

inondazioni disastrose
inondazioni devastanti

A partire dal 1900 si è rilevato un innalzamento del livello del mare pari a 18 centimetri.

46 milioni di persone ogni anno sono vittime di inondazioni dovute alla anomala violenza delle piogge.

Se il livello del mare subisse un innalzamento di 1 metro, 118 milioni di persone sarebbero vittime per inondazioni dovute alla violenza delle piogge.

Estinzione di specie ANIMALI


animali in estinzione

5300 specie sono potenzialmente a rischio a meno che non vengano compiuti degli sforzi per proteggerle.

Situazione del continente AFRICA

Nel 1900 l'Africa presentava il 2,7% del commercio mondiale. Nel 2000 la percentuale è scesa al 2,1%.

In Africa si perdono ogni anno 5,3 milioni di ettari di foreste in seguito a deforestazione prodotta dall'Uomo.

Il 40% delle famiglie urbanizzate dell'Africa vive in condizioni di povertà assoluta, con meno di 1 dollaro al giorno.

13,2 milioni di bambini africani sono rimasti orfani a seguito dell'epidemia di AIDS.

CONCLUSIONI

Il report 2018 dell’International Panel on Climate Change non lascia più spazio non dico all’ottimismo, ma alla semplice speranza, che è sempre l’ultima a morire ma è in seria agonia.

Primo: è necessario mantenersi sotto +1,5 C di riscaldamento - entro il 2100 - per avere qualche possibilità di gestire il cambiamento.

Secondo: bisogna pure farlo in fretta, entro circa un decennio.

Terzo: sarebbero necessari dei cambiamenti economici, politici, culturali tali e talmente globali in un lasso di tempo talmente ridotto da essere praticamente impossibile.

+2 gradi di riscaldamento sono garantiti.

Anche seguendo alla lettera gli attuali patti per tagliare le emissioni, ci troveremo serenamente a +3 gradi entro il 2100.

Ogni decimo di grado fa differenza, perché gli effetti del riscaldamento globale non sono lineari.

Per esempio se inizia a sciogliersi il permafrost, il terreno gelato nell’Artico, si scongeleranno anche tonnellate di materia organica che diventerà ulteriore CO2 in atmosfera, creando un circolo perverso.

Tre gradi di riscaldamento medio significa, secondo varie previsioni, il collasso delle foreste amazzoniche e desertificazione galoppante.

Significa distruzione di terre coltivabili: il flusso di fiumi come l’Indo potrebbe crollare, annientando l’agricoltura di regioni estremamente popolate.

Significa che intere città finiranno sott’acqua, città come Osaka, Shanghai, Rio de Janeiro, Miami.

Significa la distruzione delle barriere coralline, la perdita dei ghiacciai, e così via: di descrizioni delle Apocalissi climatiche ne trovate finché volete.

Frenare il riscaldamento globale portandolo tra 1,5 e 2 gradi è un’utopia.

Per farcela, saremmo costretti a troncare l’uso di combustibili fossili della metà in 15 anni e azzerarlo entro 30 anni.

Dovremmo abbandonare subito benzina o gas, riconvertire tutta l’industria petrolchimica, riadattare tutta l’industria pesante acciocché catturi la CO2 o usi solo fonti prive di emissioni.

Fatto questo?

Non basta!

La CO2 che è già in atmosfera ci porterà comunque per inerzia a scaldarci, come bambini che soffocano dentro un’automobile sotto al sole d’agosto, e quindi bisogna rimuovere i gas dall’aria. Creare tecnologie per risucchiare via anidride carbonica ed evitare di farne sfiatare un soffio da tutti gli impianti industriali.

Ripiantare foreste su qualcosa come 10 milioni di km quadrati (la superficie della Cina, suppergiù) entro il 2050 – poco meno del Belgio ogni mese.

Coltivare massicciamente piante che assorbano CO2, trasformarle in carbonio inerte e seppellirle.

Aspirare e sotterrare nuovamente il carbonio che abbiamo estratto dal petrolio e dal carbone, fondamentalmente.

Questo ventaglio di tecnologie, noto come bioenergia con cattura di carbonio e stoccaggio, o BECCS, è alla base di quasi tutti gli scenari IPCC per contenere il riscaldamento, ma è fondamentalmente ancora allo stadio embrionale, come descriveva un lungo reportage di Wired l’anno scorso.

Vi pare che le condizioni politiche internazionali siano propizie per interventi di comune armonioso accordo su una scala inimmaginabile?

Vi immaginate gli Stati Uniti fare dietrofront nei prossimi giorni su tutta la loro politica energetica?

Credete sia possibile che non solo l’intero Occidente ma anche tutta l’Asia diventi in gran parte vegetariana?

Ritenete realistico che domani i governi di tutto il mondo prendano l’industria pesante, quella dei combustibili fossili, l’agricoltura e le ribaltino da cima a fondo, con le conseguenze in termini di posti di lavoro, sussidi, economie locali distrutte, eccetera eccetera?

Se anche un governo, uno solo, avesse la volontà e il pugno di ferro di fare tutto il necessario, pensate che tutto ciò possa accadere senza che il giorno dopo intere popolazioni assaltino i palazzi e annientino quello stesso governo?

La verità è che la sfida del riscaldamento globale era già persa fin dall’inizio.

Non perché non potessimo gestirlo meglio - potevamo - ma perché non siamo nati per questo.

Noi Homo sapiens non siamo fatti per gestire questo tipo di problemi, troppo grandi e lontani dal nostro piccolo mondo personale.

Non ci sono eventi che possiamo attribuire con certezza al riscaldamento globale e che perciò ci suonino come allarme.

Ci sembra sempre, anche ora, una questione remota, futura, di cui si occuperà sempre qualcun altro.

Non riusciamo a scindere l’apparentemente ridicolo aumento di temperatura media - cosa vuoi che siano due gradi? - con il fatto che ci saranno degli estremi climatici molto gravi, contenuti in quella media.

È sempre una storia di catastrofi lontane nel tempo, apocalissi improbabili paventate da scienziati e descritte svogliatamente da giornali un po’ perplessi o alla ricerca del catastrofismo.


Enrico Riccardo Spelta
22 ottobre 2018







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