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Curiosità su cactus

Cactus giganti

Esistono dei cactus che sono giganteschi (arrivano fino a 13 metri di altezza) perché “mangiano” tanto.

I saguari (Carnegiea gigantea) infatti, subito dopo le rare piogge, nel deserto del Sonora in Arizona dove vivono non piove quasi mai, succhiano dal terreno, attraverso le potenti radici, 5 tonnellate di acqua. Gli esemplari più “in carne” possono arrivare a pesare anche 12 tonnellate, come un elefante di grossa taglia.

Questi giganteschi vegetali sono molto longevi: possono vivere fino 200, forse 300 anni. Una piccola pianta grassa d’appartamento come la Echinocactus (comunemente chiamata “cuscino della suocera”) vive al massimo 80 anni. Joshua Tree

Nel parco nazionale di Joshua Tree, in California, dove si congiungono il deserto del Colorado e quello di Mojave, ci si può imbattere in spinose cactacee, ovvero "barrel cactus" della California (Ferocactus cylindraceus) che possono anche raggiungere i due metri e mezzo di altezza.

Gli indiani usavano i fiori del cactus per uso alimentare, mentre usavano le sue spine come pungoli o aghi adatti anche a praticare tatuaggi.

Cactus Peyote e gli effetti allucinogeni

La Lophophora williamsii, comunemente chiamata Peyote (carne degli dei), è una pianta grassa appartenente alla famiglia della cactacee, originaria delle regioni semi-desertiche del nord e del centro del Messico, presente anche nel sud degli Stati Uniti. Il peyote è costituito da un fusto sferico, di colore grigio-verde, leggermente schiacciato al centro, dove si sviluppano dei ciuffi lanosi e dove, in primavera-estate, sboccia un fiore di colore bianco o rosa che contiene i semi, di colore nero. La superficie presenta delle coste arrotondate con piccole areole ricoperte da peluria grigiastra.

Il peyote cresce in parte nascosto nel terreno, è dotato di radici molto grosse e raggiunge un diametro di circa 15 cm. Il principio attivo della pianta è la mescalina, un alcaloide contenuto nel peyote, che venne sintetizzata nel 1919 da Ernst Spath. La mescalina si può presentare sotto diverse forme: sali, cristalli, polvere o liquido.

Il peyote, invece, viene consumato masticando i “botones”, le estremità superiori che fuoriescono dal terreno, sia freschi che essiccati. Dal momento che la pianta non contiene un’alta concentrazione di mescalina, al fine di ottenere l’effetto voluto, vengono generalmente ingeriti dagli 8 ai 16 “bottoni”.

Il sapore del cactus è generalmente molto amaro, per cui viene spesso preparato allo scopo di ricavarne una pasta o un infuso che possono essere addolciti e che conservano tutte le proprietà psico-attive.

Gli effetti cominciano a sopraggiungere nella mezz’ora successiva all’ingestione con la comparsa di malessere caratterizzato da nause e vertigini, forte salivazione, tensione dei muscoli del collo e della mandibola, alterazioni percettive, acutezza visiva (visualizzazione di schemi geometrici in movimento e in sovrapposizione). Riduzione della sensazione di fatica, della fame e della sete.

Possono insorgere, inoltre, episodi psicotici, aspetti depressivi e paranoici e disturbi al fegato.

La mescalina agisce a livello del Sistema Nervoso Centrale intervenendo sui recettori della serotonina e della dopamina e insistendo particolarmente sull’area cerebrale collegata al nervo ottico che genera così allucinazioni e sinestesie. Assorbita dai tessuti periferici, si lega prevalentemente con le proteine del fegato dal quale è successivamente metabolizzata.
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