Tradizione della pastorella

Logo della Pastorella di FaleriaLa tradizione della “Pastorella di Faleria” risale sicuramente almeno al 1800: purtroppo non siamo riusciti a trovare testimonianze o ricordi più antichi.

La Pastorella è in sintesi un canto popolare che i pastori di questo suggestivo paese solevano intonare, la sera del 5 Gennaio, prima del tramonto, per le vie e le piazze del paese, per annunciare la nascita di Gesù Bambino, e chiedere alle anime buone offerte da donare ai poveri richiamando alla mente antiche atmosfere e antichi valori.

La melodia del canto è sempre la stessa, come non è cambiato l’entusiasmo con cui i gruppi di adulti e ragazzi cantano e suonano questa melodia.

Altrettanto non è cambiato il modo in cui si canta con una voce solista ed un coro che vengono accompagnati dall’organetto o dalla fisarmonica.

Solo negli anni più recenti alcuni gruppi di ragazzi hanno accompagnato la Pastorella con strumenti alternativi come il flauto o il clarino, vista la difficoltà di trovare persone che sappiano suonare gli antichi strumenti.

Quello che cambia ogni anno invece, come la tradizione vuole, sono i versi. Il tema della natività di Gesù viene infatti rielaborata e reinterpretata alla luce di fatti e accadimenti dell’anno appena passato.

Il testo del canto è scritto ovviamente con una metrica ben precisa, con versi endecasillabi ed ottonari.
Si divide in tre parti: strofe, ritornelli e versi terminali.

Mascherine nel costume della PastorellaLe strofe sono costituite da una ottava, ossia una strofa di otto versi endecasillabi.
La melodia è lenta e ben scadenzata, come in una passeggiata tranquilla.

I ritornelli sono rappresentati da due quartine di versi ottonari, e la melodia è più briosa e gioiosa di quella delle strofe.

Le strofe terminali sono di tipo distico, formate cioè da due versi a rima baciata, con testo augurale, la seconda delle quali, come unica eccezione, ha un testo fisso che dice: “Ed infine il ciel ci dia Buona Pasqua Epifania”.

Che sia una tradizione molto importante lo testimonia il fatto che nel 2003 sia stata chiamata il 6 Gennaio a partecipare ad una grande manifestazione che da 20 anni viene celebrata per Via della Conciliazione fino a Piazza San Pietro: “Viva La Befana”.
 
Questo evento ha portato il nostro paese, con altri, a sfilare con le nostre tradizioni popolari.
In quell’occasione la “Pastorella” ha avuto molto successo, riscuotendo molti applausi e consensi della gente che interessata ha anche battuto le mani al ritmo della nostra melodia.

Il 3 Gennaio 2007 si è costituito il "Comitato per La Pastorella di Faleria" che svolge la sua attività esclusivamente per perpetrare e tramandare la più antica tradizione del paese ed i suoi antichi, ma sempre validi valori.

Per 2 anni abbiamo fatto un corso totalmente gratuito per i ragazzi per insegnare a scrivere il testo della “Pastorella”.   Lo scorso anno abbiamo poi anche proposto all’attuale Preside di far entrare nel p.o.f (programma di offerta formativa) il corso, sempre in modo totalmente gratuito per ragazzi e scuole, e quindi totalmente a nostre spese.

Ci è però stata negata questa possibilità adducendo che il corso avrebbe fatto perdere tempo ai ragazzi, ma preferendo corsi invece a pagamento.

Quest’anno (2011) il Comitato diventerà un’Associazione Culturale.

Testo di Gina Marcantonini e con tanti auguri da parte di settemuse per il successo della Vostra iniziativa
http://www.faleria.info/

Passa a Guida di Faleria




Argomenti correlati




Libri e Guide su Lazio

  A piedi nel Lazio vol 1-3   Alla scoperta dei monti del Lazio. Itinerario dei parchi montani 
  Al parco con i tuoi. Guida a un itinerario tra i monti del Lazio    Gli eremi di Celestino V. 29 giorni a piedi e in treno attraverso Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e Lazio
  Lazio. La guida per il turista curioso e goloso    Escursionismo d'autore nella terra degli etruschi. Viaggio nella Maremma laziale 
  Lazio perenne. Pittori, cronaca e storia tra Settecento e Novecento   Termalismo antico e moderno nel Lazio
  Escursionismo d'autore nella terra degli etruschi. Viaggio nella Tuscia. I monti Cimini e le valli delle antiche civiltà rupestri   Lazio montano. Turismo e territorio: Analisi demografica e patrimonio abitativo-Offerta ricettiva e domanda turistica