ARABA FENICE

Araba fenice

Dal suo maestoso tempio di Eliopolis
eretto a ricordo della Grande Collina Primordiale,
il super Dio del Sole al Tramonto
Signore dell'Occidente e dell'Aldilà,
(che di tanto in tanto Seth smembrava
spargendone le parti ovunque nel Mediterraneo),
sempre risorge a nuovo splendore

"Che ci sia ognun lo dice,
dove sia nessun lo sa"
si lamenta il Metastasio,
ma la sosia di Osiride esiste davvero
e ritorna puntualmente alla sua meta
rigenerando sè stessa dalle antiche spoglie

sbatte le grandi ali, s'apposta e scruta l'orizzonte,
pronta a ghermire nuove prede innocenti

non sa cedere alla tentazione dell'amore
che nulla esiga salvo l'essere inteso

perchè l'amore per sè stessa,
superstite ogni cinquecentoquarant'anni,
è l'unico sentimento in grado di provare

dalla collina sulle acque del diluvio
allora sgorga un pianto di strazio e di dolore
nella consapevolezza della sua solitudine

e i giorni passano avvolti nel silenzio
lassù, ove solo l'araba fenice usa volare
per scontare la sua ciclica condanna
che da sola s'è voluta regalare

Autore: Enrico Riccardo Spelta

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