poesie e poeti italiani e straieri


Prima di leggere, la dovuta premessa

L’Araba Fenice è un uccello mitologico che rinasce dalle proprie ceneri dopo la morte e proprio per questo motivo, simboleggia anche il potere della resilienza, ovvero la capacità di far fronte in maniera positiva alle avversità, coltivando le risorse che si trovano dentro di noi.

L'Araba fenice in questa poesia rappresenta l'amore che se n'è andato, una, dieci, cento volte, per poi rifiorire quando meno te lo aspetti, infiammandoti più di prima.


ARABA FENICE

Araba fenice

Dal suo maestoso tempio di Eliopolis
eretto a ricordo della Grande Collina Primordiale,
il super Dio del Sole al Tramonto
Signore dell'Occidente e dell'Aldilà,
(che di tanto in tanto Seth smembrava
spargendone le parti ovunque nel Mediterraneo),
sempre risorge a nuovo splendore

"Che ci sia ognun lo dice,
dove sia nessun lo sa"
si lamenta il Metastasio,
ma la sosia di Osiride esiste davvero
e ritorna puntualmente alla sua meta
rigenerando sè stessa dalle antiche spoglie

sbatte le grandi ali, s'apposta e scruta l'orizzonte,
pronta a ghermire nuove prede innocenti

non sa cedere alla tentazione dell'amore
che nulla esiga salvo l'essere inteso

perché l'amore per sé stessa,
superstite ogni cinquecento quarant'anni,
è l'unico sentimento in grado di provare

dalla collina sulle acque del diluvio
allora sgorga un pianto di strazio e di dolore
nella consapevolezza della sua solitudine

e i giorni passano avvolti nel silenzio
lassù, ove solo l'araba fenice usa volare
per scontare la sua ciclica condanna
che da sola s'è voluta regalare

Autore: Enrico Riccardo Spelta

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