IDILLIO DI GIUGNO

Remigio Zena - Poesie grige - Idillio di giugno

O che gaio mattino!
Se tu vuoi nel giardino
Scendere, mia Francesca,
A raccogliere andiamo
Le ciliegie sul ramo
All'aria fresca,
Le ciliegie vermiglie,
Enormi cocciniglie
Tra le fogliuzze appese,
Che fanno rubiconde
Delle piante le fronde
In questo mese.
Colla scala a piuoli
Rubata ai vignaiuoli,
Quest'albero gigante
Io piglierò d'assalto
E cercherò là in alto
Esser galante.

Remigio Zena - Poesie grige

Oh! non aver paura
Di qualche slogatura,
Sono destro anche troppo.
Sul tuo poggiuol due anni
Ho fatto il Don Giovanni
E non son zoppo. Perchè rimani in piedi?
Vieni qua all'ombra, siedi
Tu che sei sempre stanca;
Saprà di maggiorana
La tua veste d'indiana
Azzurra e bianca.
Sull'erba profumata
Segui la cicalata
Mentre dalla mia cima
Ti scaravento in grembo
Di ciliegie un nembo
E qualche rima.
Ve' i coralli e i rubini!
Mettiti gli orecchini
Come fanno i bambini.
Riviver ci parrà
D'una lontana età
Gli anni turchini.




SANS RANCUNE

Remigio Zena - Poesie grige - Sans rancune

Hai tempo ancor prima che parta il treno,
Vieni meco a cenar, ex amor mio;
Se oggi per sempre vuoi lasciarmi, almeno
Innaffiam colla bionda acqua del Reno
L'ultimo addio.
Assai ci amammo una stagione intera,
Or, di me stanca, te ne fuggi ed io
L'omaggio non ti fo d'una preghiera.
Amici sempre, diamoci stassera
L'ultimo addio.
Non ci vedrem mai più.
Bevi tranquilla
Il bicchier della staffa e dell'oblio,
Fissami ancora in volto la pupilla
E con un bacio ultimo sigilla
L'ultimo addio.
Sarà un bacio fraterno al lattemiele,
Un bacio senza fuoco, pari al mio.
Oh lasciamole accese le candele
Perché è sempre il più casto e il più fedele
L'ultimo addio.




AMORE VIVO

Remigio Zena - Poesie grige  - Amore vivo

Amo il biondo ed il fuoco;
amo l'estate
Più della primavera,
Le donne indebitate,
Trenta e quaranta,
la rossa e la nera.
Amo gli acri profumi e la riviera,
Musset, le schioppettate,
La birra di Baviera
E il compagno di Sant'Antonio abate.
Ed amo te, Francesca,
Te bionda come la birra tedesca,
Te infocata che abbruci e che consumi,
Che a Montecarlo sei,
Circondata da un nuvolo d'ebrei.
Spumeggiante nel brago e nei profumi.




L'INVITO

Remigio Zena - Poesie grige - L'invito

«La sera d'Ognissanti
Venga anche lei da me:
Serviremo in famiglia
Quattro marrons-glacés
E una tazza di thè.»
Infilandomi i guanti
E masticando un sì,
Pieno di meraviglia
Sono rimasto lì
Diritto come un I.
Ha aggrottato le ciglia?
In fè mia non lo so;
Una nube davanti
Agli occhi mi passò
Quando lei se ne andò.
E ho mangiato in famiglia
Quattro marrons-glacés
La sera d'Ognissanti . . .
Fu un poema per me
Quella tazza di thè.
Sola voi siete la regina mia,
Regina incoronata
Tra le belle e le ricche.
La vostra corte è tutta poesia
Ed io nell'anticamera dorata
Sono il fante di picche!
(Quella sera sull'album).







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Libri di Remigio Zena

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  L'ultima cartuccia. Racconto   La bocca del lupo
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