Descrizione dipinto di Leonardo da VInci La Gioconda




Storia e descrizione del dipinto "La Gioconda" del 1503

Storia del dipinto

L'opera più famosa al mondo ha una strana storia.

Perché Leonardo avrebbe scelto come modella una donna che non apparteneva alla nobiltà?

Francesco del Giocondo, il marito, si occupava di sete ed era ricco, ma non faceva parte dell'élite fiorentina.

Malgrado ciò era un uomo pubblico, importante in città. Lisa Gherardini era giovanissima e il Vasari dice anche che era molto bella.

Il marito, infatti ne parlò in modo molto originale nel testamento, definendola come "moglie ingenua", che è una definizione che va tradotta come donna di nobiltà d'animo, di grande personalità e con valori piuttosto saldi.

Lisa del Giocondo era la terza moglie di Francesco, la nascita del loro secondo figlio e il trasloco nella nuova casa potrebbero essere all'origine della commissione del ritratto.

Firenze all'epoca era considerata una metropoli e a Leonardo la scelta di modelle più prestigiose non mancava certamente.

Una circostanza precisa potrebbe aver fatto incontrare Leonardo e Francesco. Piero da Vinci viveva non lontano da Francesco ed era uno dei notai più influenti di Firenze, nonché padre di Leonardo.

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Francesco aveva fama di usuraio e finiva spesso in tribunale. Per questo ed altri affari aveva di frequente bisogno di un notaio.

Quindi c'è una relazione molto stretta tra la famiglia di Giocondo e quella di Leonardo.

Leonardo lasciò Milano e tornò a Firenze attorno al millecinquecento. Aveva 48 anni ed era inquieto, senza famiglia e non aveva importanti commissioni in vista.

Si sa che i ritratti sono le opere più facilmente remunerative per un artista del suo calibro, quindi è possibile che Francesco del Giocondo abbia commissionato a Leonardo il ritratto della moglie

Ma ci sono dei dubbi in proposito perché il registro di commercio della famiglia del Giocondo, che era la base delle dichiarazioni a fini tributari, dove venivano minuziosamente annotati tutti i movimenti in denaro, nei movimenti del 1503, anno di esecuzione dell'opera, alla voce "uscite" non presentava traccia del costoso dipinto!

Inoltre il prezioso dipinto non viene neppure citato nell'eredità testamentaria di Francesco del Giocondo ed anche nei documenti di Leonardo non v'è traccia di incassi da parte di Francesco.

Quindi il denaro non passò di mano.

A Leonardo serviva un mecenate a Firenze, ma sapeva di non poter contare su Lorenzo de Medici. Si rivolse quindi a Milano, dove il duca Lodovico Sforza stava radunando artisti e studiosi per formare una nuova "Atene".

Leonardo scrisse una lettera di presentazione descrivendo al duca Sforza le sue idee per nuovi apparati da guerra, proponendosi come ingegnere bellico e aggiungendo le sue intenzioni di realizzare nuove sculture e dipinti di grande pregio. Si può dire che si trattò del primo curriculum presentato ad un possibile datore di lavoro.

Però è anche il primo curriculum falso, perché Leonardo non era un esperto di armi belliche, ma stava semplicemente studiando moltissimo l'argomento, utilizzando un testo che fu tra i primi a presentare anche delle illustrazioni.

Comunque Leonardo nel 1508 lasciò Firenze.

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Come mai la Gioconda è in Francia?

Che Napoleone avesse trafugato molte opere d'arte dall'Italia è assodato, ma per quanto riguarda la Gioconda, l'opera è veramente di appartenenza alla Francia ed è tutt'ora esposta al Louvre.

In pratica fu Leonardo stesso a portare con sé la Gioconda in Francia e questa fu acquistata, assieme ad altre opere, da Francesco I.

Il dipinto si trova in Francia fin dal 1517, come dimostra uno scritto del canonico Antonio de Beatis, segretario del cardinale Luigi d’Aragona, che annotò nel suo diario l’incontro tra Leonardo da Vinci e Luigi d’Aragona.

Secondo alcuni fu lo stesso Leonardo a darla al re, per altri fu il suo allievo Gian Giacomo Caprotti, detto il Salai, a mediare la vendita dopo la morte del pittore toscano.

Non è stata dunque rubata da Napoleone, a differenza di come alcuni ancora oggi ritengono.

C’è però un forte legame con Bonaparte, innanzitutto perché pare che amasse così fortemente la Gioconda da metterla nella camera della moglie Josephine e poi al Louvre che all’epoca si chiamava Musée Napoléon.


Si dice Mona Lisa o Monna Lisa?

Il termine deriva da "Madonna" e dunque sarebbe "Monna" all'origine, ma nel tempo i due modi sono stati usati indifferentemente o con lieve prevalenza del "Mona".


La Gioconda è veramente il ritratto di Mona Lisa?

Torniamo al dipinto. Visto che non ci sono prove sulla reale vendita del quadro a Francesco del Giocondo, non è assolutamente sicuro che la persona ritratta sia proprio la moglie Lisa.

Negli anni molte diverse ipotesi si sono affacciate sulla reale identità del ritratto, anche se il Vasari ebbe modo di scrivere quanto segue:

"Prese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di Monna Lisa sua moglie, e quattro anni penatovi lo lasciò imperfetto, la quale opera oggi è appresso il re Francesco di Francia in Fontanableò"

Nello stesso tempo, però, sempre il Vasari descrive il ritratto parlando della peluria delle sopracciglia magnificamente dipinta, che nella realtà, però, la Lisa non ha nel dipinto e fa riferimento alle fossette sulle guance, altro particolare che non corrisponde nel quadro che vediamo oggi.

Ma bisogna dire che dalle analisi ai raggi X s'è constatato che sulla tela ci sono ben 3 versioni della Monna Lisa, sottostanti a quella attuale!

E si deve anche chiarire che il dipinto seguì Leonardo fino alla sua morte in Francia e che la tela fu ritoccata molte volte dall'artista.

Stando a queste incertezze, negli anni si sono viste emergere altre attribuzioni al ritratto, tra cui la stessa madre dell'artista, Caterina Sforza, la sorellastra Bianca, Caterina Butti Del Vacca, Isabella d'Aragona (figlia di Ludovico il Moro) e Pacifica Brandani, amante del duca Giuliano de Medici.

Descrizione della Gioconda

Il ritratto è un dipinto ad olio su tavola di legno di pioppo realizzato da Leonardo da Vinci, (77×53 cm e 13 mm di spessore), e databile tra il 1503-1504 circa, che presenta come soggetto una mezza figura femminile con un paesaggio fluviale sullo sfondo.

L'esecuzione è perfetta al punto che non si nota alcuna pennellata, grazie al magnifico "sfumato".

Lo sfumato, di cui si fa largo uso nella Gioconda, consiste in un passaggio soffuso e graduale dalle superfici che descrivono i volti e gli incarnati a ciò che li circonda.

Nel suo Trattato della Pittura Leonardo raccomanda di non tracciare il viso con contorni netti, perché questo li renderebbe rigidi e spigolosi.

Nel viso di Monna Lisa, l’impossibilità di individuare una precisa linea di contorno delle gote, del mento e delle labbra fa sì che l’espressione appaia cangiante, in divenire.





Mona Lisa in versioni buffe e di fantasia

Ma va in mona, Lisa!

L'esclamazione è in dialetto veneto e dunque spiritosa solo per chi lo conosce!

 

Il ritratto della Gioconda negli anni s'è prestato a mille manipolazioni, interpretazioni, ritocchi, caricature, versioni rivisitate da altri artisti, pose ridicole o spiritose e via dicendo.

Era ovvio e naturale che ciò accadesse, dato che si tratta dell'opera più famosa al mondo, e nelle tante copie o prese in giro si può dire che alcune sono veramente spiritose ed hanno a loro volta avuto un bel successo.

Per queste ragioni ti proponiamo una galleria fotografica di alcune versioni sicuramente interessanti.

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