Antico Egitto

Testa del re Kheper, IV dinastia, regno di Kheper Testa del re Kheper, IV dinastia, regno di Kheper
Quarzite rossa con resti di vernice
Musée du Louvre, Parigi

Dalla fine del IV millennio a.C., civiltà di agricoltori che vivevano lungo il Nilo, il Tigri, l'Eufrate e tra il mar Caspio e il Mediterraneo crearono sistemi sociali molto sviluppati e sofisticate culture artistiche.

Gran parte di tutto ciò è rimasto come base di sviluppo dell'arte moderna.

Tra il 3100 e il 3000 a.C., i regni dell'Alto e Basso Egitto erano uniti da un re di nome Narmer, che fondò la Prima dinastia. Questo fu effettivamente il primo grande Stato, con numerose città tra cui Memphis, dove il re risiedeva.

Relief of Itush, Quinta dinastia, regno di Djedkare-Isesi Per gli Egiziani, l'arte fu associata al processo creativo dell'universo. Secondo la tradizione religiosa, Khnum, il dio vasaio con la testa d'ariete, formò il mondo e modellò ogni forma di vita manipolandola con la sua ruota da vasaio.

Gli egiziani furono profondamente influenzati dalla magia e dalla fede nelle forze trascendentali, che dovevano essere assecondate o placate, al fine di contrastarne i loro effetti negativi.


Rilievo di Itush, V dinastia, regno di Djedkare-Isesi
Limestone, Brooklyn Museum of Art



L'arte egizia

Rilievo di Hesi-RE, Terza dinastia, regno di Djoser - Legno di acacia Museo Egizio, Il Cairo Esistono, in forma di tavole (palettes), testimonianze dell'intensa attività culturale che ha caratterizzato il periodo predinastico (5000-З00 a.C.).

Queste lastre di ardesia, spesso decorate in rilievo, si pensa che siano state utilizzate inizialmente per la macinazione dei pigmenti per gli occhi.

Dal tardo periodo predinastico, hanno assunto un carattere celebrativo ufficiale, e la loro decorazione è stata ispirata da specifici eventi storici.

La tavolozza di Narmer è stata un simbolo di potere e può avere commemorato l'unificazione dell'Alto e Basso Egitto.

La sua creazione ha segnato l'inizio dell'era storica, tradizionalmente suddivisa in dinastie, in cui il faraone era l'emblema del potere politico e religioso.

Gli elementi compositivi trovati nella tavolozza di Narmer rimasero una costante dell'arte egizia. La divisione del fondo nei registri, le dimensioni maggiori date alla figura del sovrano e il valore pittorico di certe immagini, si ritroveranno sempre nelle opere d'epoca successiva.

mastaba schema Il falco è la personificazione della grandezza del delta del Nilo (Basso Egitto), che è rappresentato da un papiro con una testa umana. Gli oggetti sono presentati così come sono concepiti non come si vedono nella realtà.

L'artista egiziano mira a riflettere le gerarchie sociali e religiose nella composizione e ad assegnare le giuste proporzioni alle figure ed agli oggetti, le cui reciproche relazioni erano costanti.

Ad esempio: il faraone-dio era superiore all'uomo comune e quindi doveva essere dipinto come tale.

Le epoche della I e II dinastia (2850-2б50 a.C.) hanno visto anche la nascita dell'architettura monumentale, comprese le prime mastabe (tombe piatte con i lati inclinati) e le piramidi.

 
Schema di una Mastaba
Durante questo periodo, i faraoni avevano due cimiteri reali, uno ad Abydos, l'altro a Memphis; elementi architettonici di entrambi i siti si sono conservati fino ai giorni nostri.

E' da queste basi che si è sviluppata l'arte reverenziale del Regno Antico, dalla III alla VI dinastia (2б50-2150 a.C.).

chefren
1) Re Chefren seduto - IV dinastia,
regno di Chefren -roccia grigia-
Museo Egizio, Il Cairo

menkaure
2) Re Menkaure e regina - IV dinastia,
regno di Micerino
Museum of Fine Arts, Boston

triade re micerino
3) Triade di re Micerino - IV dinastia
Museo Egizio, Il Cairo




Le Piramidi

Piramidi di Cheope, Chefren e Micerino, Giza
Piramidi di Cheope, Chefren e Micerino, Giza
 

Fu il faraone Djoser, con l'aiuto di Imhotep (visir ed architetto) che nel corso della III dinastia creò il complesso di Saqqara. Saqqara è una vasta necropoli situata in Egitto a 30 km a sud della città moderna del Cairo.


Quest'ampia area era racchiusa da una parete bianca calcarea, all'interno della quale sorgeva la piramide a gradini e diverse strutture più piccole.

Il progetto era sorprendente per il suo impiego (senza precedenti) di pietra calcarea, al posto di materiali deperibili, come i mattoni e il legno, che erano d'uso comune in epoche precedenti.

Durante la IV dinastia, strutture a scalinate, come ad esempio la piramide romboidale di Re Nebmaat a Meidum, hanno dato l'ispirazione per la realizzazione di piramidi con pareti uniformemente lisce dei re Cheope, Chefren e Micerino nella necropoli di Giza, vicino al Cairo.

Erette tra il 2550 e 2470 a.C., sono state definite dai Greci come una delle Sette Meraviglie del Mondo.

Le dimensioni di questi grandiosi monumenti funerari, costruiti per conservare per l'eternità i corpi dei re morti, ci continuano a trasmettere un senso di eternità e immutabilità.

In un certo senso erano come le stelle circumpolari verso le quali i lati delle piramidi erano orientati e nelle quali i faraoni, dopo la loro morte, sarebbero tornati come dèi per prendere il loro posto tra le divinità.

Le piramidi fanno parte di un ampio complesso, che comprende templi funerari e mastabe, luoghi di sepoltura di sacerdoti, nobili e alti funzionari.



La grande sfinge di Giza, 2500 a.C. La conoscenza era dominio degli uomini di potere e le loro criptiche scritture, oltre a non essere decifrabili dalla comunità dell'epoca, venivano seppellite con i loro corpi.




Scene di vita quotidiana

Scene di vita quotidiana sono raffigurate in bassorilievi e dipinti nelle tombe e mastabe di tutte le epoche della storia egiziana.

Scolpite o dipinte sulle pareti dei sepolcri, scene figurative rappresentavano momenti d'attività della vita terrena, con l'obiettivo di garantire loro il mantenimento in vita dopo la morte.

Fino al momento del Nuovo Regno, queste non ritraevano eventi specifici, ma erano semplici rappresentazioni naturali delle generiche attività comuni, quali l'aratura, la raccolta, l'allevamento del bestiame e gli uccelli, gli animali da caccia e la pesca.

Tuttavia, i soggetti ritratti divennero sempre più vari durante il Nuovo Regno (1550-1070 a.C.).

Akhenaton offre un'anatra ad Aton-RaMentre la vita quotidiana era stata precedentemente rappresentata in una successione continua di eventi tipici, pitture tombali ora includevano le immagini che evocavano gli aspetti personali della vita passata ed esaltavano lo status sociale del proprietario della tomba.

Il dipinto murale della tomba di Nakht a Tebe, per esempio, è un buon esempio di questo tipo di osservazione personale: qui, vediamo scene dettagliate della vendemmia, la vinificazione e la conservazione del vino in anfore. Nakht, un astronomo nobile e regale, è stato anche il custode dei vigneti del re.


Akhenaton (Dio del Sole) offre un'anatra ad Aton-Ra
XVIII dinastia, 1345-1335 a.C.
Metropolitan Museum of Art, New York



La pittura e scultura

Oche dalla Mastaba di Itet Meydum, Pittura Antico Regno, Museo Egizio del Cairo
Oche dalla Mastaba di Itet Meydum, Pittura Antico Regno, Museo Egizio del Cairo
I dipinti più importanti e le sculture dell'Antico Regno provengono dai mastabe.

Il fregio di oche nella tomba di Itet a Meydum, presente nella parte inferiore di un grande dipinto raffigurante la caccia di uccelli con reti, è forse il dipinto su stucco più antico.

La funzione dei bassorilievi e dei dipinti era di fornire alla tomba duraturi immagini che imitassero, trascendessero e ricreassero la natura.

nebamon a caccia
Nebamon a caccia, pittura su stucco, (da Tebe) British Museum di Londra

La necessità di garantire la sopravvivenza dei morti e di riunire in una sola figura o oggetto gli elementi fondamentali per la loro resurrezione magica è alla base del repertorio iconografico egiziano.

Sia le opere in bassorilievo che quelle in pittura raffigurano le stesse tematiche con gli stessi linguaggi espressivi, svolgendo il ruolo, non soltanto di imitare la natura, ma di oltrepassarla e di ricostruirla, in una composizione di immagini sempre subordinata a un canone dettato dalla magia, che predomina sempre sulle opere artistiche.
nebamon a caccia2
Dipinto murale a Tebe raffigurante Nebamon a caccia.
British Museum, Londra


Il desiderio di mostrare tutte le caratteristiche essenziali della figura umana in una singola immagine ha indotto gli artisti egiziani a rappresentarla in modo innaturale.
rilievo akhti

Il volto era mostrato di profilo, ma con l'occhio preso di fronte, le spalle e il petto erano pure a vista frontale, mostrando la congiuntura delle braccia, mentre invece le gambe erano mostrate di profilo per indicare la direzione del movimento.

scultura egiziaOgni parte era esposta dalla sua angolazione più significativa, al fine di presentare l'intera figura sulla superficie piana.

Regole simili disciplinarono anche le arti plastiche. Racchiusa nella sua struttura cubica, l'effigie funeraria di Chefren è il prototipo delle statue dei faraoni, con la sua immobile, ieratica, imperturbabile posa: l'essenza stessa della regalità.

In piedi o sedute, in legno o in pietra, queste figure, a dispetto delle loro rigide pose, sono entità indipendenti e vivide che immortalano l'individuo.


A Saqqara, la statua di Djoser era posta all'interno di una camera in muratura accanto alla Piramide, da dove poteva "osservare" le prestazioni di rituali per i defunti attraverso piccole aperture nelle pareti, senza essere a sua volta osservato.

Anche se non sono paragonabili alla grande monumentalità delle piramidi, le sculture e le pitture rivelano grande chiarezza e rigore compositivo.

Testa della Quarta dinastiaTesta della Quarta dinastia
Tipiche del regno intermedio, le statue reali sono colossali sculture in granito rosso di Sesostri III e le sfingi di Amenemhêt III, che personificano il faraone e la sua potenza.

Fuori dalle convenzioni dell'arte ufficiale sono, invece, le piccole sculture in legno dipinto, in cui gli artisti sapientemente e naturalisticamente colgono aspetti della vita quotidiana.

Il Secondo Periodo Intermedio (dinastie XIII-XVII, 1778-1570 a.C.) presenta situazioni di malessere interno e il declino del potere centralizzato.

Praticamente senza difesa dalle incursioni degli Hyksos dell'Asia Occidentale, l'Egitto era comunque risorto come un'araba fenice dalle ceneri e si accingeva ad entrare nel suo periodo di massimo splendore della espressione artistica: la XVIII dinastia.




Il libro dei Morti

Particolare del Libro dei morti dello Scriba Hunefer, papiro della XI dinastia, British Museum di Londra
Particolare del Libro dei morti dello Scriba Hunefer, papiro della XI dinastia, British Museum di Londra

Gli egiziani consideravano la vita terrena come un attimo fuggente, il preludio alla felicità eterna.

L'Uomo, assolto da tutti i suoi peccati, dopo la morte avrebbe continuato a vivere tra i beati nei Campi di Lalu, simbolicamente identificato con il dio Osiride.

Apertura della boccaAlla fine dell'Antico Regno, questo privilegio, una volta riservato solo ai faraoni, divenne prerogativa di tutti.

Elementi essenziali del rituale della morte sono stati la mummificazione, l'apertura della bocca, e la tutela del cadavere.

Per aiutare il defunto nel suo passaggio davanti al tribunale di Osiride, in ogni tomba veniva posto il Libro dei Morti, un rotolo di papiro contenente testi religiosi e magici.

Il libro dei Morti era una raccolta di testi funerari di epoche diverse, contenente formule magiche, inni e preghiere che, per gli antichi egizi, guidavano e proteggevano l'anima (Ka) nel suo viaggio attraverso la regione dei morti.

Pesatura del cuoreIl libro comprendeva la rappresentazione del tribunale di Osiride e le risposte alle domande poste da 42 divinità sedute in giudizio.

Al fine di verificare se il defunto era stato un peccatore, sotto la supervisione del dio Anubi il suo cuore era posto su un piatto della bilancia, mentre sull'altro piatto era posta una piuma di struzzo, simbolo di Maat, dea della verità.

Horus sulla sinistra e Anubi, il dio dei cimiteri e dell'imbalsamazioneIl sarcofago conservava i resti mortali, indispensabili per la vita eterna.

Nell'Antico regno il sarcofago era decorato con brevi testi e, di tanto in tanto, con pannelli decorativi.

Nel periodo del Medio e Nuovo Regno, era ricoperto di magiche iscrizioni religiose e con le immagini delle divinità tutelari.


Horus sulla sinistra e Anubi, il dio dei cimiteri e dell'imbalsamazione



Le tombe Tebane

dipinto XVIII dinastia
Arte Egizia - Dipinto dalla cappella tombale del funzionario Nebamun, XVIII dinastia (circa 1350 a.C.) - Luxor


I faraoni della XVIII dinastia, provenienti da Tebe, avevano scelto la riva sinistra del Nilo come luogo di riposo celeste.

Al di là della lunga fila di templi funerari, che si estendono ai bordi del terreno coltivato, è la sconfinata Valle dei Re, con le sue tombe dei sovrani del Nuovo Regno scavate nella roccia.

La base delle prime tombe era asimmetrica, mentre quelle successive erano di forma simmetrica, come esemplificato dalla tomba di Seti I.

La stanza dove era collocato il sarcofago era originariamente dipinta in giallo, con la mummia ospitata in una bara d'oro. L'inalterabile natura del metallo prezioso si credeva garantisse l'incorruttibilità della mummia.

Nella piazza, sala colonnare, erano collocati il carro reale e corredi funerari.

Pareti e pilastri erano decorati con testi e scene che simboleggiavano la migrazione del re morto verso il sole e la trasmissione del potere al suo successore.

A sud della Valle dei Re si trova la Valle delle Regine, luogo di riposo di regine e di altri membri della famiglia reale. Una vasta necropoli privata ospita le tombe dei nobili.





Altre immagini sull'Arte Egizia

valle dei re luxor
Valle dei Re - Luxor

geb dio della terra
L’accoppiamento di Geb, dio della Terra e Nut,
dea del Cielo, assistito da  Iside e Neftis


tomba ramesse 1
Tomba di Ramesse I

tomba ramesse iv
Tomba di Ramesse IV

tomba ramesse vi
Tomba di Ramesse VI

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Tomba di Seti I

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Tomba di Amenofi II

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Tomba di Horemhab

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Tomba di Tutankhamen

barca alabasatro
Barca e Poggiatesta in alabastro

porta unguenti
Porta-unguenti in alabastro






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