ADDIO A MARIENHOF

Sergej A.Esenin - Addio a Marienhof

Arrivederci, amico mio, arrivederci,
tu sei nel mio cuore.
La predestinata separazione
un futuro incontro promette.
Arrivederci amico mio,
senza strette di mano e parole,
non rattristarti e niente
malinconia sulle ciglia:
morire in questa vita non è nuovo,
ma più nuovo non è nemmeno il vivere




SVEGLIAMI PRESTO DOMATTINA (1917)

Sergej A.Esenin - Svegliami presto domattina

Svegliami presto domattina,
O madre mia paziente!
Camminerò sulla strada oltre il colle
Per incontrare un caro ospite.
Sul prato oggi, dentro il fitto bosco
Ho visto tracce di larghe ruote.
Il vento sotto una cappa di nuvole
Gli scuote la sua dugà dorata
Domani all’alba passerà in un lampo,
Curvando la luna-berretto sotto un cespuglio,
E la giumenta agiterà per scherzo
La coda rossa sopra la pianura.
Svegliami presto domattina,
E accendi la luce nella stanza.
Si dice che presto diventerò
Un famoso poeta russo.
Io canterò per te e l’ospite,
La nostra strofa, il gallo e il tetto...
Sui miei canti si verserà
Il latte delle tue mucche fulve.




HO LASCIATO

Sergej A.Esenin - Ho lasciato la casa paterna

Ho lasciato la casa paterna,
L’azzurra Rus’ ho lasciato.
Con tre stelle sullo stagno il betulleto
Scalda della vecchia madre la tristezza.
Come una rana d’oro la luna
Si è riflessa nell’acqua calma.
Come il colore di melo, la canizie
Si è versata sulla barba del padre.
Non presto, non presto io ritornerò!
A lungo dovrà cantare e suonare la bufera.
Custodisce l’azzurra Rus’
Il vecchio acero su una sola gamba.
E io so, c’è allegria in lui
Perché, la pioggia gli bagna le foglie,
Perché, quel vecchio acero
M’assomiglia con la sua testa.




NON HO RIMPIANTI

Sergej A.Esenin - Non ho rimpianti

Non ho rimpianti, non chiedo aiuto, non piango
Tutto passerà come la bruma dai meli bianchi
Appassito in una decadenza dorata
Io non sarò più giovane.
Anche il mio cuore toccato dal gelo
non batte più come una volta
ed il paese della tela di betulla
non mi spingerà più a vagabondare a piedi nudi.
Spirito randagio! Sempre meno
attizzi il fuoco delle mie labbra,
freschezza della giovinezza
ardore degli occhi, fiume di sentimenti dove siete!
Ora sono diventato avaro nel desiderio
forse ti ho sognato vita mia?
Davvero all'alba della mia primavera tuonante
ho cavalcato un destriero rosa?
Noi tutti a questo mondo siamo votati alla fine
Il colore ramato delle foglie d'acero goccia silenziosamente
Siamo dunque felici, siamo stati benedetti
d'essere nati per fiorire e poi morire.




SI E' SOLLEVATO UN INCENDIO AZZURRO

Sergej A. Esenin - Si è sollevato un incendio azzurro

Si è sollevato un incendio azzurro,
Le lontananze natie offuscando.
Ho cantato d'amore, ho rinunciato
A far scandali: per la prima volta.
Non ero che un giardino abbandonato,
Ero avido d'alcool e di donne.
Non amo più bere, ballare e perdere
la mia vita, senza voltarmi indietro,
Vorrei solo guardarti, contemplando
L'oro-castano abisso dei tuoi occhi
E, rinnegando il passato, far sì
Che con un altro tu non te ne vada.
Dolce andatura ed elegante vita:
Tu, dal cuore inflessibile, sapessi
Come è capace un teppista d'amare,
Come è capace d'esser sottomesso.
Le bettole per sempre scorderei,
Smettendo anche di scrivere versi:
Soltanto per sfiorare la tua mano
E come un fiore autunnale i capelli.
E vorrei sempre seguirti da presso,
Sia in patria che in paesi forestieri...
Ho cantato d'amore e ho rinunziato
A far scandali: per la prima volta.




IO NON SONO CAMBIATO

Sergej A. Esenin - Io non sono cambiato

Io non sono cambiato.
Non è cambiato il mio cuore.
Come fiordalisi nella segala fioriscono gli occhi nel viso.
Stendendo stuoie dorate di versi,
vorrei dirvi qualcosa di tenero.
Buona notte!
A voi tutti buona notte!
Più non tintinna nell'erba del crepuscolo la falce del tramonto.
Stasera ho tanta voglia di pisciare
dalla finestra mia contro la luna.







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Sergej A. Esenin biografia

Sergej Esenin nasce il 3 ottobre 1895 a Konstantinovo (oggi Esenino), in Russia.

Figlio di genitori contadini, è cresciuto dai nonni, iniziando a scrivere poesie già a nove anni.

Nel 1912 si trasferisce a Mosca dove si guadagna da vivere lavorando come correttore di bozze e frequentando come studente esterno per più di un anno all'Università statale di Mosca; qui a Mosca sposa Anna Izrjadnova, collega di lavoro presso la casa editrice, ed ha un figlio, Yuri.

Nel 1915, Sergej Esenin si trasferisce a San Pietroburgo, dove frequenta i circoli letterari, conosce i poeti Aleksandr Blok, Sergej Gorodeckij, Nikolaj Kljuev e pubblica "Radunica", il suo primo libro di poesie, subito seguito da "Rito per il morto" (1916).

Esenin, bellissimo, romantico, bisessuale, spregiudicato capace di usare sia uomini che donne per raggiungere le sue mete, cerca appoggio presso uomini influenti.
Aleksandr Blok fu utile a promuovere le fasi iniziali della carriera di Esenin come poeta. Esenin stesso disse che Belyj gli insegnò la forma, mentre Blok e Kljuev gli insegnarono il lirismo.

Durante l'ultimo anno della prima guerra mondiale Sergej Esenin viene arruolato e nell'agosto del 1917 sposa l'attrice Zinaida Raikh da cui ha una figlia, Tatjana ed un figlio, Konstantine.

Intanto, allo scoppio della Rivoluzione d'Ottobre Sergej  sostiene la rivolta credendo che la rivoluzione avrebbe comportato una vita migliore, ma ben presto si disillude arrivando persino a criticare il governo bolscevico (di questo periodo è la poesia "L'ottobre severo mi ha ingannato".

Nel settembre del 1918 fonda una propria casa editrice chiamata "Compagnia lavorativa moscovita degli artisti della parola".

Sergej Esenin si innamora facilmente e nell'autunno del 1921, mentre visita lo studio di un pittore conosce la celebre ballerina americana Isadora Duncan, che sposa nel maggio dell'anno dopo.

Isadora ha 17 anni più di lui e non conosce il russo e Sergej non conosce l'inglese, ma l'incontro riempie per mesi la sua poesia e la vita con la ballerina è tormentata e difficile, piena di stravaganze e scandali.

Esenin accompagna la sua celebre moglie in tournee in Europa e negli Stati Uniti.

La Duncan profitta del giovane marito spesso ubriaco o drogato, che faceva notizia con le sue crisi di rabbia , per ravvivare la sua notorietà in declino.
Il matrimonio dura poco e, nel maggio del 1923, il poeta sposa l'attrice Augusta Miklaševskaja e coltiva molte relazioni extraconiugali.
Sergej Esenin vive tra eccessi, spesso ubriaco, cosa che non gli impedisce di scrivere bellissime poesie.

Nella primavera del 1925 sposa la sua quinta moglie, Sofia Andreevna Tolstaja, nipote di Lev Tolstoj.

La moglie cerca di aiutarlo, ma Sergej  non riesce ad evitare un esaurimento nervoso.

Nel Novembre 1925 è ricoverato in un ospedale psichiatrico dove resta per un mese e viene dimesso per il Natale: due giorni dopo si taglia un polso e scrive con il suo sangue la sua ultima poesia, che rappresenta il suo addio al mondo e si impicca nella stanza di un albergo a San Pietroburgo.

Tuttavia ci sono ombre sulla morte del poeta, alcune persone sostengono che il suicidio sia stato una montatura: Esenin sarebbe stato in realtà ucciso da agenti del GPU.

Nonostante la sua breve vita Sergej Esenin resta l'esponente più importante della cosiddetta scuola dei "poeti contadini".

I suoi versi cantano il folclore russo ed il mondo rurale di una Russia che stava morendo; le sue parole esaltano le bellezze della campagna, l'amore verso gli animale, ma anche l'amore per la vodka e le donne.

Sebbene fosse uno dei poeti più famosi della Russia e gli fosse stato dato dallo Stato un funerale importante, la maggior parte dei suoi scritti furono messi all'indice dal Cremlino durante la dittatura di Josif Stalin e il governo di Nikita Chruščëv e solo nel 1966 la maggior parte delle sue opere fu ripubblicata.



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Libri di Sergej A. Esenin

  Russia e altre poesie
Esenin Sergej, 2007, Baldini Castoldi Dalai
  Stanco di vivere e altre poesie
Esenin Sergej, 2002, Via del Vento
  Mosca delle bettole
Esenin Sergej, 2005, Acquaviva
  Poesie e poemetti. Testo russo a fronte
Esenin Sergej, 2000, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
  Confessione di un teppista. Poesie e poemetti
Esenin Sergej, 1999, Passigli
  Poesie
Esenin Sergej, 1995, La Vita Felice
  Serghej A. Esenin. L'estremo cantore dell'antica Russia di fronte alla rivoluzione
Arpino Giovanni, 1997, Marsilio
  Pugacëv
Esenin Sergej, 1977, Einaudi
  Favola e mito nella poesia di Sergej Esenin
Palin Crisanaz M. Pia, 1971, Olschki