Vincenzo Monti breve biografia e contenuti dei suoi libri

Ritratto di Vincenzo Monti Vincenzo Monti il maggior esponente della letteratura neoclassica in Italia, nacque ad Alfonsine, in Romagna in località Ortazzo, il 19 gennaio 1754, in una famiglia di umili origini ma con entrate che potevano permettere ai genitori di pagare i primi studi del figlio.

A Fusignano Vincenzo Monti venne affidato ad un sacerdote per i primi studi, che proseguì poi nel seminario di Faenza, dove si appassionò alla poesia latina.

All'uscita del seminario, in un primo tempo il padre gli affidò la gestione dei suoi poderi, ma visto il disinteresse del figlio per l'agricoltura lo spinse ad iscriversi alle facoltà di medicina e giurisprudenza dell'Università di Ferrara.

Ma Vincenzo Monti si sentiva poeta e trascurando anche l'Università compose e pubblicò a Ferrara, presso la Stamperia Camerale, il poemetto "Visione di Ezechiello" che gli diede una certa popolarità, ma anche l'ostilità paterna.

Nel maggio del 1778, il Monti, abbandonati definitivamente gli studi universitari si trasferisce a Roma, sceglie come dimora il palazzo Doria Pamphili in piazza Navona.

Nell'ottobre del 1781 diviene "...segretario del Principe Braschi nipote di Nostro Signore <Pio VI>..." che gli concederà una casa in Roma, gli garantirà un’entrata di almeno 20 scudi al mese e lo ospiterà alla sua tavola.
Biografia di Vincenzo Monti, Aristodemo
Nel 1782 Monti mentre si trova a Firenze in casa dell’improvvisatrice dei versi Fortunata Sulgher Fantastici, incontra una giovane donna, di nome Carlotta della quale di innamora e che diventa la sua musa ispiratrice.

Nel 1785 Vincenzo Monti soffre per la morte del padre ed anche del fatto che questo lo ha diseredato, ma nel 1791, nella Chiesa di S. Lorenzo in Lucina, sposa la bellissima e raffinata Teresa Pikler.

Allo scoppio della Rivoluzione Francese l'Abate Monti scrisse prima un Poemetto antirivoluzionario, ma poi conquistato dalle idee di libertà anche per l'Italia, aderisce Repubblica Cisalpina come altri intellettuali intellettuali del tempo, fra i quali l'amico Ugo Foscolo.

Lasciate le agiatezze della Corte Papale, per i nuovi ideali Napoleonici, Vincenzo Monti fu prima a Bologna e poi a Milano, sempre onorato e ben remunerato dai suoi nuovi padroni, nel 1799 compone un Inno, considerato una delle liriche più belle di quel genere, cantato alla Scala, che inneggia alla libertà dall'oppressione straniera, ma, solo tre mesi, dopo gli Austriaci riconquistano Milano e Monti è costretto a rifugiarsi a Parigi.

Durante l'esilio a Parigi Vincenzo Monti si dedica alla traduzione della "Pulzella" di Voltaire e, ritornato con i Francesi in Lombardia dopo la battaglia di Marengo, fece valere la sua posizione di "fedele", riuscendo ad ottenere prima la cattedra di eloquenza all’Università di Pavia, poi la carica di "poeta del governo italiano" ed infine quella di "storiografo del Regno" (1806).

Biografia di Vincenzo Monti All'epoca l'influenza del Monti sul mondo letterario è confermato dal fatto che un giovane poeta dell'epoca, Alessandro Manzoni, pubblica un poemetto "Il trionfo della libertà" di chiara ispirazione montiana.

Ma l’astro di Napoleone era destinato al tramonto ed a trascinare nella rovina i suoi estimatori. A nulla valse il repentino voltafaccia del Monti che indirizzò ai nuovi vincitori pagine di commosso e fervido ossequio che lo ignorandolo completamente, emarginandolo da ogni carica pubblica.

Vincenzo Monti trascorse oscuramente l’ultima parte della sua vita, ospite a Milano nella villa dell’amico Luigi Aureggi, muore il 13 ottobre 1828 in assoluta povertà lui che, unico caso nella storia della nostra letteratura, aveva tenuto la scena per oltre un cinquantennio, lasciando ci le sue opere maggiori: "Prosopopea di Pericle" (1779), "Al Signor di Montgolfier" (1784), "Bassvilliana" (1793), "Musogonìa" (1793-1799), "Feroniade" (1784-1828), "Promèteo" (1797), "Inno per l’anniversario del supplizio di Luigi XVI" (1799), "Beneficio" (1804), "Bardo della Selva Nera" (1806), "Spada di Federico II" (1806), Traduzione dell’ "Iliade" di Omero (1810), "Mistico omaggio" (1815), "Su la mitologia" (1825) quasi tutte inneggianti a questo o quel personaggio politico.




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Tutti i libri di Vincenzo Monti

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Romano Angelo, 2009, Cisalpino
  Vincenzo Monti nella cultura italiana
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  Gli scritti di Vincenzo Monti sulla lingua italiana
Dardi Andrea, 1990, Olschki
  Vincenzo Monti nella cultura italiana. Vol. 2: Monti nella Roma di Pio VI.
cur. Barbarisi G., 2006, Cisalpino
  Vincenzo Monti. I testi, i documenti, la storia
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  Galeotto Manfredi principe di Faenza
cur. Bruni A., 2005, CLUEB 
  Poesie (1797-1803)
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  Lezioni di eloquenza e prolusioni accademiche
2002, CLUEB
  Vincenzo Monti, la ricerca del sublime e il tempo della rivoluzione
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  Postille alla crusca «veronese»
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  Le polemiche romane di Vincenzo Monti
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  Vincenzo Monti a Roma
Romano Angelo, 2001, Vecchiarelli 
  Iliade di Omero
cur. Bruni A., 2004, Salerno
  Il Prometeo. Ediz. critica, storia, interpretazione
cur. Frassineti L., 2001, ETS
  Lettere d'affetti e di poesia
cur. Colombo A., 1993, Salerno
  Iliade del cav. Vincenzo Monti. Il manoscritto Piancastelli
Omero, cur. Bruni A., 2000, CLUEB


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