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Gli edifici di origine normanna ancora oggi visitabili: il sud Italia normanno

Per millenni il territorio che oggi chiamiamo Italia ha visto l’arrivo di moltissime popolazioni diverse, molte delle quali sono rimaste anche per secoli, si sono mischiate con gli abitanti del luogo e hanno lasciato in eredità opere d’arte che ancora oggi possiamo ammirare.

Questo discorso vale anche per i normanni, il cui regno si estendeva per gran parte del sud del Paese.

La conquista normanna del sud Italia

Chi sono i normanni? Quando pensiamo ai popoli scandinavi, i primi a venirci in mente sono i pagani vichinghi, diventati celebri negli ultimi anni grazie alle piattaforme di streaming come Netflix, in cui troviamo serie TV, come Vikings, e film che raccontano le gesta dei loro capi, oppure grazie alle slot machine come come Thunderstruck 2 di Betway Casinò, che ha come protagonista il dio del tuono della mitologia norrena e le valchirie, oppure ancora per via di serie di film come Thor offerti da Marvel in cui appaiono diverse divinità come Loki, Freya e Heimdallr e, infine, grazie anche alla diffusione di festival di rievocazione storica come Ragnarök Viking Fest, la cui pagina Facebook raccoglie più di quattromila like.

Non tutti sanno però che questi vichinghi espansero il loro dominio a territori limitrofi e non solo, dando vita a nuove popolazioni e culture.

Come raccontato da un articolo pubblicato da East Journal, secondo gli studiosi, furono dei vichinghi instauratisi nell’odierna Ucraina a creare il regno detto Rus’ di Kiev che oggi è considerato il progenitore dell’odierna Russia.

L’influenza delle popolazioni nordiche arrivò anche al nord della Francia, in particolare nell’odierna Normandia, dove venne fondato il regno normanno.

Nei secoli, i normanni si cristianizzarono e diventarono un popolo indipendente dalla madrepatria che arrivò anche a conquistare diversi territori europei.

È ad esempio celebre l’invasione normanna dell’Inghilterra, la cui principale battaglia viene celebrata nell’arazzo di Bayeaux, e che giustificò il lungo dominio inglese, e le relative guerre, sul nord della Francia.

Tra il XI e il XII fu la volta anche dell’Italia, raggiunta dai normanni in diverse ondate.

La conquista iniziò nelle odierne Puglia e Campania e vide nascere l’egemonia della famiglia Altavilla.

Fu proprio un membro di quel casato, Ruggero d’Altavilla, a sbarcare nel 1061 a Messina dando così il via alla conquista della Sicilia che durò trent’anni e vide la sconfitta degli arabi che occupavano precedentemente il territorio.

Le aree del sud Italia occupate dai normanni vennero unificate sotto un unico regno, il Regno di Sicilia, nel 1130 quando venne incoronato Ruggero II.

Durante la conquista i normanni sconfissero diverse popolazioni come i saraceni, gli arabi e i bizantini senza però scacciarli del tutto: questa convivenza si rivelò molto fruttuosa per la costruzione di monumenti che possono essere ammirati ancora oggi.

Castelli, chiese e palazzi normanni

Il grande potere militare normanno e la nascita di feudi e ducati sul territorio conquistato rese necessaria la costruzione di fortezze e castelli allo scopo di difendere il territorio e creare centri di potere.

Ecco perché oggi tra gli edifici di origine normanna che possiamo visitare spicca un vasto numero di castelli distribuito su tutto il sud Italia.

Tra questi uno dei più celebri è il castello di Melfi in Basilicata, la cui struttura particolare include ben dieci torri.

Costruito nel XI secolo, il castello vanta una ricca storica perché venne utilizzato dagli aragonesi e dagli angioini e porta ancora i segni del passaggio di tutti questi proprietari.

Il castello normanno di Ariano Irpino, in Campania, è in realtà di origine longobarda, ma, vista la sua posizione strategica, venne poi occupato dai normanni che lo ingrandirono e ristrutturarono, e lo resero la sede delle Assise del Regno, cioè le adunanze durante le quali si votavano riforme e nuove leggi.

Rovinato più volte da incendi e terremoti ma poi sempre ricostruito, il castello oggi ospita il museo della civiltà normanna.

È di origine normanna anche il castello normanno-svevo di Bari, che sorge sui resti di fortificazioni di origini romane ed è stato rimaneggiato da Federico II di Svevia e dagli angioini.

Divenuto poi una caserma, oggi il castello ospita la Sopraintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici e Storici della Puglia.

Se i siti in cui si possono trovare edifici di origine normanna sono molto numerosi, non si può non citare Palermo, la vera capitale dell’arte normanna.

Qui sorgono infatti numerosi edifici di origine arabo-normanna, a testimonianza dell’incontro culturale tra queste popolazioni, tanto che la Palermo arabo-normanna è dal 2015 tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO.

Tra gli edifici che possono essere ammirati nella città spicca sicuramente la Cattedrale che risale al 1185 e fu edificata sui resti di una moschea saracena.

Il Palazzo Reale, detto anche dei Normanni, sorge invece sui resti di edifici di origine punica e araba e divenne presto il centro del potere dei regnanti normanni.

Il castello della Zisa fu costruito dai normanni sfruttando però lo stile e le tecniche arabe, creando così un edificio unico utilizzato all’epoca come residenza estiva del re e che oggi ospita il museo di arte islamica.



Il regno normanno nel sud Italia fu un periodo di grandissima fioritura artistica e soprattutto architettonica e gli edifici all’epoca eretti sono ammirabili ancora oggi e ci raccontano di un regno multietnico e complesso.



(pubblicita' VI CP)