2 Giugno: Inizia la Festa della Repubblica, Mattarella sottolinea l’importanza dell’impegno collettivo e del rispetto della Costituzione

Bandierine alle finestre, passi veloci verso il centro, una città che si sveglia già vestita di tricolore: il 2 giugno non è solo una data, è un gesto collettivo. Lo riconosci nella luce limpida, nei tamburi in lontananza, nelle parole che ciascuno porta con sé mentre l’Italia si conta e si racconta.

Oggi è la Festa della Repubblica. Il 2 giugno ci riporta al voto del 1946, quando l’Italia scelse la Repubblica. Non è un rito antico e distante. È un giorno semplice, vicino. A Roma si concentrano le cerimonie ufficiali. Ma il senso, quello vero, scorre anche nelle strade di provincia, nei paesi dove una banda intona l’inno e il barista appende una bandiera alla porta.

Cosa succede oggi a Roma

La mattina si apre, come da tradizione, con la deposizione di una corona all’Altare della Patria, davanti al Milite Ignoto. Poi la parata ai Fori Imperiali, con la presenza delle Forze Armate e dei corpi civili. Il cielo si colora con le Frecce Tricolori. Nel pomeriggio, di norma, i Giardini del Quirinale si aprono ai cittadini con musica e incontri. Gli orari precisi seguono il programma ufficiale: se cerchi un dettaglio, verifica sempre le comunicazioni istituzionali aggiornate.

Il cuore, però, batte anche nella memoria. Nel referendum del 1946, con un’affluenza oltre l’89%, il 54,3% scelse la forma repubblicana. Le cifre restano nette: più di 12,7 milioni per la Repubblica, circa 10,7 milioni per la monarchia. Fu il primo voto nazionale anche per le donne. Due anni dopo, dal 1° gennaio 1948, entrò in vigore la nostra Costituzione. Parole semplici, ferme, ancora vive.

A metà mattina, mentre i passi risuonano sui sampietrini, arriva il punto centrale. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, richiama l’importanza dell’impegno collettivo e del rispetto della Carta. Non un invito astratto. Un promemoria quotidiano. Riguarda la scuola che tiene aperta la biblioteca anche d’estate. Riguarda l’infermiere che resta un’ora in più per chiudere un turno difficile. Riguarda il vicino che si ferma e ascolta. Riguarda noi, con i nostri sì e i nostri no, le scelte piccole che sommate fanno una comunità.

Dalla memoria all’oggi

Rispetto della Costituzione vuol dire diritti e doveri insieme. Libertà di parola e lotta alle parole d’odio. Iniziativa economica e salario che rispetta il lavoro. Partecipazione e responsabilità. Se ami l’ambiente, lo proteggi anche separando bene i rifiuti. Se ami la giustizia, pretendi trasparenza e paghi le tasse. Se ami la pace, rifiuti scorciatoie violente nella vita di tutti i giorni.

A chi dice che le cerimonie sono solo parate, rispondono i dettagli. Una studentessa che porge la mano a un reduce. Un vigile del fuoco che saluta un gruppo di bambini e mostra l’elmetto. Un quartiere che organizza un torneo gratuito nel campetto pubblico. Sono tasselli di cittadinanza attiva. Non fanno rumore, ma cambiano l’aria.

Forse oggi passerai sotto un balcone con un tricolore lungo, mosso dal vento. Fermati un attimo. Pensa a chi, 80 anni fa, scelse di cambiare forma allo Stato. Pensa a chi, oggi, tiene insieme i pezzi. Qual è il passo piccolo, concreto, che puoi fare tu perché quella bandiera non resti un colore, ma una promessa mantenuta?