Guida di Montefalco pag. 1


Come arrivare a Montefalco

Mappa MontefalcoMontefalco per la sua posizione elevata (473 mt.), la città è stata definita “Ringhiera dell’Umbria”.

In auto:
- Da Nord - A1 direzione Roma uscita a Valdichiana; SS75 bis direzione Perugia, a Ponte San Giovanni  prendere per Assisi - Foligno con uscita a Foligno Nord; imboccare la SS316 direzione Bevagna, poi sulla SP443 seguire le indicazioni per Montefalco.

- Da Sud - A1 direzione Firenze, uscita Orte; SS204 direzione Narni, deviazione su SS3 direzione Terni fino all'uscita di Spoleto;seguire le indicazioni stradali per Montefalco, passando per Mercatello e per Madonna della Stella.

- Dall'Adriatica A14 uscita Cesena, poi SS3 bis direzione Perugia; a Ponte San Giovanni prendere per Assisi - Foligno con uscita a Foligno Nord; imboccare la SS316 direzione Bevagna, poi sulla SP443 seguire le indicazioni per Montefalco.

In treno e autobus:
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Foligno distante circa 15 km e collegata a Montefalco dal servizio di trasporto pubblico di linea.



Montefalco cenni storici

Montefalco - Panoramica Abitata in tempi remoti da popolazioni Umbro-Falische subì probabilmente influssi etruschi.

Durante la dominazione Romana, questi vi costruirono molte ville patrizie, delle quali rimangono i toponimi come Camiano, Rignano, Cortignano, Vecciano, ecc... che derivano dai nomi delle famiglie patrizie (con il suffisso -anus).

Al disfacimento dell'Impero Romano, sui resti di ville e fattorie romane sorsero insediamenti che in seguito furono fortificati dai Longobardi.

Uno di questi fu proprio Montefalco, con il nome di Coccorone, nome probabilmente derivato da quello dal senatore romano Marco Curione.

Durante l'Alto Medioevo l'abitato venne sottomesso dal Ducato di Spoleto, nelle cui vicende il borgo si trova spesso coinvolto a causa della sua posizione strategica, essendo territorio di confine fra Longobardi e Bizantini.

L'abitato di Coccorone fu libero comune prima metà del XII secolo, ma nel 1177, Federico Barbarossa la volle sottomessa a Foligno.

Montefalco ancora storia

Montefalco - Palazzo Comunale In seguito, nel 1209 Montefalco venne coinvolto nella guerra fra i Comuni limitrofi e passò alle dirette dipendenze dell'Imperatore Ottone IV.

Dopo il 1244 assunse il nome odierno di Montefalco, in onore dell'Imperatore Federico II di Svevia, grande appassionato di falconeria.

Nel 1249 a causa delle lotte tra Papa Innocenzo IV e Federico II, il borgo è preso e devastata dalle truppe di Federico per finire sede della Curia del Ducato di Spoleto.

Durante l'epoca delle Signorie, dal 1383 al 1439, Montefalco resta sotto la sovranità della Chiesa rappresentata dalla famiglia dei Trinci di Foligno.

Dopo circa un decennio di contese dal 1446 al 1860, Montefalco ritorna sotto l'autorità della Santa Sede che ne riconosce l'autonomia di governo e infine, le concede il titolo di città nel 1848.

Poi la storia locale s'intreccia, con l'Unità d'Italia, a quella nazionale.




Montefalco - Il Centro

Stemma di Montefalco Montefalco ha cercato da sempre la perfezione nella sua struttura urbana con tutte le principali vie che convergono verso il grande invaso circolare della piazza, un tempo chiamata "Piazza dei Cavalieri" o "Campo del Certame", posta nel punto più alto della città.
Sulla Piazza si affacciano il Palazzo Comunale (1270) con un portico a sei archi a tutto sesto, che nel tempo fu arricchito fino all'aspetto attuale; l'ex chiesa di S. Filippo Neri (1705), trasformata nel 1895 nel Teatro Comunale, la piccola ma antichissima chiesa di S. Maria de Platea e le principali residenze signorili, ossia i cinquecenteschi palazzi Senili, Santi-Gentili, Camilli, Langeli, Tempestivi, Moriconi-Calvi e Palazzo de Cuppis.

Montefalco - Mura Medievali

Percorrendo la compatta cerchio delle sue, ben conservate, mura medievali (sec. XIII), intramezzate da torrioni si apre in possenti porte; da notare Porta Federico II (1244) e Porta S. Agostino con la trecentesca Torre merlata.

All'interno della prima cinta di mura sono presenti molte chiese, tra cui vale la pena menzionare S. Agostino, costruito insieme al convento nella seconda metà del Duecento su un piccolo edificio preesistente, probabilmente consacrato a San Giovanni Battista.

Montefalco - Le Porte

Montefalco - Porta sant'Agoatino Montefalco Palazzo De Cupis Nel XIII secolo, nella costruzione dalle Nuove Mura, vennero inglobate le vecchie porte e l'accesso alla città avvenne attraverso cinque porte: Porta S.Agostino, la più maestosa coi suoi merli ghibellini, Porta della Rocca, demolita allinizio del XX secolo, Porta Camiano, dal nome della frazione verso cui è rivolta e Porta Federico Il, dedicata all`Imperatore, o di San Bartolomeo perchè costruita a fianco dell'abside romanica della chiesa omonima e Porta San Leonardo.

Dalle porte, tortuosi vicoli portavano e portano ad antiche chiese, rimandano ad un’atmosfera sospesa nei secoli, all’opera delle gloriose magistrature comunali e degli ordini religiosi, promotori di sviluppo sociale ed economico e di un’intensa attività artistica.




Montefalco - Chiesa Museo di San Francesco

Montefalco - Affreschi di Benozzo GozzoliDalla piazza s'imbocca la strada che conduce al duecentesco rione di Colla Mora, dove si trova la chiesa di S. Francesco, costruita insieme al convento tra il 1336 e il 1340, ricca di opere d'arte (dal 1895 è diventata museo civico) tra cui pitture di fine Trecento.

Richiamano molti cultori dell'arte rinascimentale le Scene della Vita di S. Francesco e la Cappella di San Girolamo, dipinte con grande capacità narrativa e decorativa nel 1452 da Benozzo Gozzoli, allievo del Beato Angelico.

Sempre all'interno della chiesa, altri significativi cicli di affreschi sono quelli di Giovanni di Corraduccio, in alcune cappelle laterali, le decorazioni di Ascenzidonio Spacca, nella cappella Bontadosi, di Jacopo Vincioli e l'ornato della controfacciata, dove nel 1503 il Perugino realizzò "La Natività".

Tra i dipinti conservati nella chiesa è, una croce dipinta attribuita al Maestro espressionista di Santa Chiara.
Nella cripta si trova la raccolta archeologica con reperti di epoca romana e altomedioevale, mentre negli ambienti del complesso conventuale sono conservati dipinti di Jacopo Vincioli, Antoniazzo Romano, Francesco Melanzio, Melozzo da Forlì, Tiberio d’Assisi e della bottega dell’Alunno, oreficerie, arredi e manufatti tessili.

Montefalco - Chiesa di Sant'Agostino

Montefalco - Interno Chiesa di San FrancescoRisalendo nel centro lungo lo "stradone" (oggi corso Mameli) si incontra la chiesa di S. Agostino, dalla splendida facciata gotica e con un bel chiostro costruito insieme al convento nella seconda metà del Duecento su un piccolo edificio preesistente, Fu edificata tra il 1279 e il 1285 sulle fondamenta della preesistente chiesa di San Giovanni Battista a cura dei frati Agostiniani.

La semplice ed elegante facciata, in pietra, ha un bel portale della fine del XIII secolo con colonnine e ricchi capitelli.

La pianta è a navata unica con tetto a capriate lignee a vista e le pareti della chiesa sono ricoperte da affreschi.

Da menzionare alcune pregevoli opere: un frammento di affresco raffigurante la Madonna del Latte riferibile ad un artista umbro del XV secolo.

Montefalco - I Dintorni da visitare

Montefalco - Vigne del Sagrantino A Montefalco esiste un originale “itinerario urbano” del vino, un piccolo vigneto collezione, che porta alla scoperta di rare ed antiche vigne di Sagrantino, per valorizzare lo stretto legame tra il simbolo sacro della vite e la civiltà rurale.

Nel convento di Santa Chiara, dove vivono le suore di clausura, c’è la vite di Sagrantino, più vecchia di Montefalco e dell'Umbria, che ha 150 anni.

Studiando le caratteristiche di questo antico vitigno anni, attraverso le più moderne tecniche di genetica molecolare, sono state censite e classificate le viti di Sagrantino esistenti.

Dai belvedere di Montefalco si scopre una parte dell'Umbria e si ammirano tutto intorno i centri di Perugia, Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Spoleto, Gualdo Cattaneo, Bevagna.

Nei giorni più limpidi si scorgono i rilievi dell'Appennino, del Subasio e dei Monti Martani, ma sono le vicine, verdeggianti ondulazioni collinari ricoperte di oliveti e di vigneti a colpire maggiormente.






Foto di Montefalco pag. 1


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