Video della Maremma Toscana con drone







Guida della Maremma


Come arrivare al Parco della Maremma

Mappa della MaremmaA pochi km da Grosseto e dalla Via Aurelia (SS1), il Parco della Maremma è una area protetta che si estende su 9.800 ettari.

Comprende la  foce dell’Ombrone, la splendida Pineta Granducale a Marina di Alberese, l’aspra dorsale calcarea dei Monti dell'Uccellina, che culminano nei 417 metri del Poggio Lecci e le Paludi della Trappola.

In auto:
Prima di tutto raggiungere Grosseto, poi proseguire sulla SS1 fino Rispescia seguendo poi le indicazioni stradali per Alberese

In autobus:
Le corriere della società R.A.M.A collegano Alberese e Marina di Alberese a Grosseto.

In bicicletta:
Presso l'Ente Parco (all'inizio del paese di Alberese) è possibile noleggiare biciclette e percorrere il tratto fino a Marina di Alberese su un percorso in pianura: i primi chilometri su una pista ciclabile, gli ultimi sulla strada.

A piedi:
Dal paese di Alberese alla spiaggia di Marina di Alberese ci sono circa 9 km.
La zona centrale dell’area protetta si raggiunge utilizzando i mezzi del Parco che collegano il Centro Visite del Parco ad Alberese con la località i Pratini, dalla quale si prosegue a piedi lungo quattro itinerari segnati. Tutti i giorni, invece, sono accessibili i sentieri faunistico-forestali di Alberese, l’anello di Bocca d’Ombrone e i due sentieri del versante di Talamone.

Cosa vedere in Maremma - L'Ombrone

Grosseto - L'OmbroneIl fiume Ombrone, che nasce dalle colline del Chianti e percorre ben 161 Km. di giravolte prima di gettarsi nel Tirreno, presenta aspetti molto vari e suggestivi, ideali per una vacanza immersi nella natura.

Parte del suo corso, da poco prima di Grosseto fino alla foce, è protetto dal Parco Regionale della Maremma.

La zona intorno a Bocca d'Ombrone, è la più bella e si presenta come un mosaico di aree allagate da acque con diverse percentuali di salinità.

La durata del ristagno d'acqua ed il suo grado di salinità favoriscono, via via, le zone a pinete, a pascolo, a "padule" o a "tomboli", colonizzate da arbusti tipici della macchia mediterranea.

Cosa vedere in Maremma - La foce dell'Ombrone

 L'Ombrone a PrincipinaLa foce dell'Ombrone è raggiungibile attraverso la grande spiaggia libera di Principina a Mare che, più ci si avvicina al fiume, più si presenta coperta dei grandi tronchi d'albero sbiancati dalla salsedine, relitti di alberi trascinati nei secoli a mare dal fiume Ombrone nei periodi di piena.

L'aspetto di questa zona ricorda un'isola da naufraghi, ed è molto suggestiva, oltre che molto bella.





Cosa vedere in Maremma - Monti dell'Uccellina

Grosseto - Monti dell'UccellinaI Monti dell'Uccellina sono dolci rilievi, quasi completamente coperti da fitta vegetazione forestale (macchia mediterranea), che culminano nei mt. 417 di Poggio Lecci.

Nella zona, parzialmente disboscata, sono allevati dai "butteri", cavalli e bovini maremmani che pascolano allo stato brado.

Sui Monti dell'Uccellina si possono vedere antiche torri ed edifici diroccati, testimoni della presenza dell'uomo nei secoli passati, fino ai ruderi di una villa romana ed ai reperti preistorici nelle grotte.

Cosa vedere in Maremma - La Trappola

Grosseto - La TrappolaA Nord della foce dell'Ombrone, La Trappola si trova a ridosso della duna costiera ed è costituita da laghetti, pozze e acquitrini.

Si chiamava così già nei tempi antichi: l’Ombrone, in questo punto, formava una piccola insenatura in cui, per errore, si infilavano le navi saracene che poi non avevano la possibilità di riprendere il mare e restavano "in trappola".

Nelle Paludi della Trappola vivono tutto l’anno aironi cenerini ed i martin pescatore, mentre in primavera arrivano dall’Africa il gruccione, un uccello dalle penne variopinte, il falco pescatore e le cicogne.






Guida della Maremma di Grosseto


Cosa vedere in Maremma - Le Dune

Grosseto - Le DuneTra i monti ed il mare, ai lati della foce dell'Ombrone si estende un territorio caratterizzato da un compatto sistema di dune intercalate da strette lingue di terra coperte in buona parte da pinete.
La pineta di pino domestico è separata dal mare da una fascia di pino marittimo, che assolve la funzione di proteggere il territorio retrostante dall'azione dannosa dei venti salati.

La vita della duna è strettamente legata a piante resistenti all'alta salinità del substrato e che tendono ad elevare lo spessore del terreno.

A ridosso della duna, verso l'interno, la vegetazione si fa più varia, con specie appartenenti ad ambienti più evoluti; l'insieme di tutte queste specie va a costituire la cosiddetta "prateria retrodunale" ricca di lentisco e olivastro.

Attraverso una fascia di transizione costituita di Ginepri si passa quindi alla vegetazione della classica macchia mediterranea.

Cosa vedere in Maremma - La flora

Parco della Maremma - Fiori sulla sabbiaSulla sommità delle dune tende a instaurarsi una serie di bassi cespugli e fiori litoranei fino a formare la cosiddetta "prateria psammofila di duna".

Questa prateria, secondo la stagione offre una bella varietà di fiori, fra cui il bellissimo giglio bianco che spunta dalla sabbia: il pancratium maritimum oltre che belle eringi e la soldanella.

Più all'interno, verso terra, la prateria dietro alle dune protegge e nutre una grande quantità di piccoli animali ed uccelli che si nutrono di semi ed insetti.

Quando visitare il Parco della Maremma

Il Parco può essere visitato a piedi, in bicicletta o in macchina.
Animali allo stato brado in Maremma
La visita non è possibile il giorno di Natale, 25 Dicembre ed il pomeriggio del 1 ° Maggio.
L'ingresso al Parco prevede il pagamento del biglietto al Centro Visite del Parco ad Alberese, via del Fante.

La visita è consigliata nei periodi di Autunno, Inverno ed in Primavera, ricordando però che i periodi di maggior affluenza sono le festività Pasquali, del 25 Aprile, del 1° Maggio.

Durante il periodo estivo e segnatamente durante il Ferragosto, può essere difficile l'accesso per il numero chiuso stabilito per visitatori ammessi per ogni giorno di visita, per non disturbare troppo gli animali. e per non rovinare il sottobosco.

Informazioni e prenotazioni tel. (0564)/40.70.98 - fax (0564)/40.72.78.



Foto della Maremma


slideshow
slideshow




Argomenti correlati



Libri e Guide sulla Toscana

Voga! Il palio marinaro dell'Argentario
De Maria Andrea, cur. Conforti R., 2008, Moroni
Navigare lungocosta. Vol. 3: Dall'Argentario a Santa Maria di Leuca
Mancini Mauro, cur. Mesturini G., 2009, Class
Guida di Fosdinovo. Cultura, storia e natura di un angolo di Toscana tra alpi Apuane e mare
Dadà Massimo, Fornaciari Antonio, Paribeni Emanuela, 2010, Giacché Edizioni
Italia settentrionale. Dal confine italo-francese all'Argentario e Sardegna
Heikell Rod, cur. Penati A., 2007, Il Frangente
Frontiere di terra, frontiere di mare. La Toscana moderna nello spazio mediterraneo
cur. Fasano Guarini E., Volpini P., 2008, Franco Angeli
Vini di Maremma. 30 produttori e 30 vini nella Maremma Toscana
Orfino Giuseppe, Carresi Lorenzo, Tisi Marco, 2010, Arca (Grosseto)
Soglia di mare d'Elba. Le onde sulle spiagge dell'isola. DVD. Con libro. Ediz. italiana, inglese e tedesca
Fino Cristina, 2011, Alamar Life
Isola d'Elba. Atlante delle fornaci
Ramacogi Fiorella, 2011, BetaGamma
Il relitto «A» di Punta Ala. Castiglione della Pescaia, Grosseto
Dell'Amico Piero, Pallarés Francisca, 2006, Edizioni dell'Ateneo
Per mare e per palude. L'organizzazione della pesca a Castiglione della Pescaia nella seconda metà del Settecento
Parigino Giuseppe V., 2003, Polistampa
Tutti in pista. 60 anni di pattinaggio a Follonica
cur. Oretti L., 2011, Colordesoli
La Fonte di Follonica e le fonti medievali di Siena. Con DVD
cur. Tronti C., Valenti M., 2004, All'Insegna del Giglio
La Toscana delle balene. Quando grandi cetacei, squali e sirene popolavano le acque marine che si estendevano tra Grosseto, Pisa, Livorno, Lucca, Firenze e Siena
Batini Giorgio, 2009, Polistampa
Maremma e Argentario
2008, Touring
Carta geomorfologica dell'arcipelago Toscano
2010, Ist. Poligrafico dello Stato
Follonica e la sua industria del ferro. Storia e beni culturali
Rombai Leonardo, Tognarini Ivan, 1986, All'Insegna del Giglio