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Curiosità sul sistema solare

Quando si è formato il sistema solare?

Il Sole, la stella che ci dà la vita, si è formato poco meno di 5 miliardi di anni fa. Siccome si calcola che il Big Bang sia avvenuto tra i 13 e i 14 miliardi di anni fa, si può affermare che il Sole abbia poco più di un terzo dell'età dell'Universo.

Dopo il Big Bang, infatti, si formarono quelle che vengono chiamate stelle di prima generazione (o popolazione III) costituite soltanto da idrogeno ed elio.
A causa delle notevoli dimensioni la loro vita fu molto breve, in quanto l’enorme massa rese molto intensa la forza gravitazionale, che accelerò i processi di fusione nucleare.

Le stelle di prima generazione formarono i metalli più leggeri e dalla loro morte si formarono le stelle di seconda generazione (o popolazione II), che tra i loro elementi costituenti avevano quindi anche elementi più pesanti dell'idrogeno e dell'elio.

Le reazioni nucleari presenti nelle più grandi stelle di popolazione II portarono alla formazione di tutti gli elementi fino al ferro ma soltanto con l'esplosione di queste come supernovae si poterono formare i metalli più pesanti come il cobalto, l'uranio, il nichel, l'oro, ecc...

Essendo il Sistema Solare ricco di questi metalli pesanti, si ritiene che debba essersi formato dal collasso di una nube protostellare, prodotta dalla precedente esplosione di una supernova, generatasi da una antica stella di popolazione II.
Secondo questa teoria, il nostro Sole è una stella di terza generazione (o popolazione I), come la maggior parte delle stelle conosciute. Subito dopo essersi formato, assunse un'orbita quasi circolare attorno al centro della Via Lattea. Attualmente si trova nella sua sequenza principale, ossia in una lunga fase di equilibrio.


Perchè il sole è sempre più leggero?

Al centro del Sole, nel nucleo, avviene la fusione nucleare che sta alla base della produzione di energia da parte della nostra stella.

La temperatura prossima ai 16 milioni di gradi e l'elevatissima pressione scindono gli atomi di idrogeno in protoni ed elettroni. Ma l'energia termica è così alta che più protoni, vincono la repulsione elettrica e si uniscono (in coppie) a formare nuclei di elio.

Ogni secondo, 594 milioni di tonnellate di idrogeno vengono convertite in 590 milioni di tonnellate di elio, rilasciando un'energia di 386 miliardi di miliardi di megawatt (pari alla massa di 4 milioni di tonnellate).

Quindi il sole, ogni secondo, si alleggerisce di 4 milioni di tonnellate. La sua massa totale è però abbastanza grande perché questa riduzione sia quasi impercettibile.


Il sole per gli antichi egizi.

Nell’antico Egitto, il Sole (Ra o Re o Atum) era venerato, fino ai periodi più tardi del regno faraonico, come la più importante divinità, nonostante il fatto che gli antichi egizi non sapessero esattamente che cosa fosse il Sole, ma intuivano che la vita sulla Terra esiste solo grazie alla forza del Sole.

Il suo nome “Ra” o “Re” significa semplicemente “sole”. Il suo maggiore santuario si trovava a Heliopolis nel Basso Egitto.

Talvolta, il Sole era considerato l’occhio destro (solare) del signore dei cieli; altri consideravano il Sole come un corpo autonomo dell’universo. Esisteva anche il concetto che vedeva nel Sole un disco a forma di lente, altri ancora pensavano che fosse un disco ardente che percorre il cielo a bordo di una barca (barca solare).

Ai suoi tempi, il faraone eretico Akhenaton introdusse l’adorazione di Aton, il disco solare.

Il sole rappresentava però anche il ciclo di vita di un egiziano, ridotto alla lunghezza di un giorno. In questo concetto il Sole nasce alla mattina come bambino (Chefre), è adulto a mezzogiorno (Re) e alla sera muore come anziano (Atum).

A partire dalla IV dinastia (ca. 2600-2480 a.C.) ai faraoni era attribuito il titolo di „Figlio di Re“, come, per esempio, a Chefren. In periodi storici più tardi, Re si fuse con Amun, dio maggiore di Tebe, diventando così la divinità maggiore di tutto l’Egitto Amun-Re.

Nel culto del Sole, anche diversi altri dèi sono uniti con il dio Sole, per esempio Khnum-Re, Sobek-Re, Montu-Re ecc. Il suo simbolo di culto era l’obelisco, ma le raffigurazioni simboliche di Re sono molteplici, come, per esempio, il serpente alato, normalmente come disco solare avvolto dalle spire del serpente Ureo, ma anche sotto spoglie umane, in unione con Horo, come Re-Harakhte-Atum con testa di falco incoronata dal disco solare.


Il sole nella mitologia nordica.

Nella mitologia nordica, sono state le Divinità a creare il Sole da una scintilla ed a depositarlo su un carro.

Con questo carro, tirato dai cavalli chiamati Alsvidr e Arwakr, la Dea Sol attraversa il cielo, seguita dal lupo Skalli o Skoll che inghiottirà il Sole alla fine del mondo (Ragnarök).

Fra i popoli celtici, sono stati i Druidi a possedere elevate conoscenze astronomiche e ad osservare il Sole e gli astri. L’analisi dell’architettura di monumenti come Stonehenge e di altri templi, ha rivelato che questi, erano stati orientati verso i punti astronomici fondamentali dell’anno: levata del sole nel giorno dei solstizi e degli equinozi.

Le grandi festività dei popoli celtici furono tuttavia fissate piuttosto in rapporto alla Luna (calendario di Coligny) mentre presso i germanici, le feste più importanti sono state quelle in occasione dei solstizi.


Perchè re Luigi XIV era chiamato Re Sole?

Il re sole, dal francese "Le roi soleil", nato nel 1638 da Luigi XIII e Anna d'Asburgo, regnò per ben 72 anni fino alla morte avvenuta nel 1715.

Luigi XIV venne definito "re sole" per la sua politica assolutistica tesa a far ruotare tutta la Francia attorno alla figura del re proprio come il pianeta Sole.

A questo proposito Luigi XIV non nominò un Primo Ministro, svestì il Parlamento del potere, creò un Consiglio dei Ministri con persone di fiducia e spostò la sua residenza nella sfarzosa Versailles ove riuscì ad ingraziarsi i nobili con denaro e feste.



Libri e manuali sulla fotografia

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Fotografia
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Storie di sguardi
La fotografia da Nadar a Elliott Erwitt. Dall'invenzione all'arte della fotografia. Il mezzo dei tempi moderni. Dall'istante all'immaginario
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Dizionario di fotografia
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Con questa opera si intende dare un quadro completo sulla fotografia, che spazia dai fotografi alle informazioni tecniche più aggiornate, dalle scuole nazionali alla critica d'arte, passando per la storia culturale dell'immagine negli ultimi 150 anni. Le oltre 1700 voci del dizionario sono state scritte da un gruppo di più di 140 specialisti internazionali.

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Scrittore e artista, David Campany conduce in questo volume un'indagine sulla presenza della fotografia nella pratica artistica contemporanea, dagli anni Sessanta in avanti. L'immagine fotografica, infatti, ha acquisito sempre più peso nell'arte del Novecento, e così anche il dibattito teorico sul suo ruolo.

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