Ottone Rosai Paesaggio (1950)




Biografia e vita di Ottone Rosai (1895-1957)

Foto di Ottone Rosai Ottone Rosai, grande pittore ed incisore, nasce a Firenze il 28 aprile del 1895.

Terzo di quattro figli di un intagliatore, con una spiccata attitudine per l’arte, viene iscritto all’Istituto di Arti Decorative di Piazza Santa Croce per studiare disegno ornato.

Di temperamento impulsivo ed irrequieto, Ottone Rosai viene presto espulso dalla scuola, ma continua da autodidatta la sua preparazione artistica senza trascurare la letteratura.

Dipinto di Ottone Rosai- Piazza del CarmineLegge Mallarmé, Baudelaire, Kipling, Dostoevskji, Wilde e avvicina gli scrittori e poeti fiorentini, fra i quali Papini e Palazzeschi.

Ottone Rosai a sedici anni è già in grado di esporre le sue incisioni, ma al chiuso delle aule o dello studio, preferisce osservare le strade della sua città e la gente che frequenta la bottega del padre.


Nel 1913, a soli diciotto anni, Ottone Rosai si avvicina al Movimento Futurista, vede le opere di Umberto Boccioni, traendone ispirazione e diventa amico di alcuni esponenti del gruppo fra cui Soffici, Carlo Carrà e Severini.

Pittura di Ottone Rosaii - Cupolone con campanile 1957Dall’aprile al maggio dell'anno dopo Ottone Rosai partecipa alla "Esposizione libera futurista" della Galleria Sprovieri a Roma, interviene ad alcune serate futuriste ed incomincia a collaborare alla rivista artistica “Lacerba”.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, aderendo alla filosofia futurista, si arruola come volontario ed è presto inviato al fronte.

L'esperienza reale della guerra, le sue vicissitudini personali e le convinzioni politiche lo fanno aderire ai "Fasci Futuristi" di Marinetti, per opporsi ai politici che avrebbero voluto "mutilare", come si diceva allora, "la vittoria italiana" e che precedono i "Fasci di Combattimento" di Mussolini.

Dopo la guerra, Ottone Rosai continua nella elaborazione di un proprio linguaggio pittorico, costruito sulle precedenti esperienze futuriste, cubiste e metafisiche.

Quadro di Ottone Rosai - Via Toscanella 1922Nelle sue opere del periodo, si nota la vicinanza di Carlo Carrà e di Giorgio Morandi, l'ammirazione per Paul Cézanne e per il Quattrocento toscano, del quale utilizza un'antica tecnica, preparando il colore mescolato a lattice di fico come legante per la tempera.

I soggetti dei quadri del pittore fanno riferimenti alla realtà ed all’uomo, sono nature morte, paesaggi e composizioni con figure.

Ottone Rosai ama riprendere i quartiere popolari di una Firenze minore, dimessa ed angusta, le viuzze ed i suoi omini nelle osterie, dove l pittore sa catturare elementi metafisici.

La morte del padre, suicidatosi per debiti, nel 1922, lo costringe a lavorare nel laboratorio di falegnameria della famiglia, rallentando la sua produzione di pittore, per raddrizzare la difficile situazione economica dei suoi.

Ottone Rosai raggiunge finalmente il successo tanto atteso nel 1932 con la personale nella sua città, presso la Galleria di Palazzo Ferroni.

Opera di Ottone RosaiNel 1933, Ottone Rosai firma il "Manifesto Realista" in contrapposizione all’idealismo di Gentile, manifesto che esalta la cultura e l'arte fascista, ma dipinge ritratti antiretorici di un'umanità di "vinti".

E' questo tipo di pittura che ha dato a Rosai la fama, ma anche l'accusa di "provincialismo" e di facile "bozzettismo".

In realtà la valutazione corretta di Rosai è stata ostacolata dalla sua adesione al fascismo e dalla sua omosessualità, che lo hanno reso odioso sia ai critici di sinistra che a quelli di destra.

Infatti, nel 1938, il pittore viene addirittura "ammonito" dalla polizia fascista per la sua frequentazione di "prostituti" ed evita di essere deportato al confino solo grazie al suo passato di squadrista.

Nel 1939 Ottone Rosai viene nominato Professore di figura disegnata presso il Liceo Artistico e nel 1942 gli viene assegnata la cattedra di pittura all’Accademia di Firenze.

In questo periodo Ottone Rosai si dedica alla pittura di paesaggi e ritratti, ma, dopo la Seconda Guerra Mondiale, alla caduta del regime, è duramente attaccato e contestato dagli antifascisti. Sicuro ed orgoglioso della propria arte, Ottone Rosai partecipa ad esposizioni collettive milanesi, nel '46 e nel '47 e apre coraggiosamente una personale a Roma.

Biografia di Ottone Rosai - Paesaggio 1950A partire dal 1950 si fa conoscere in ambito internazionale, partecipando a rassegne artistiche a Zurigo, Parigi, Londra ed a Monaco di Baviera, la sua attività espositiva si fa più intensa, come la sua pittura che lo assorbe completamente.

Partecipa ad una mostra sugli artisti italiani a Madrid e ad importanti collettive sul Novecento a New York.

Un'esposizione organizzata a Firenze girerà poi nei musei di molte città tedesche.

Nel 1956, all'interno della Biennale di Venezia, viene allestita una grande retrospettiva dell'opera di Ottone Rosai, che continua ad esporre a Bologna e a Trieste, fino al 13 maggio del 1957 giorno della sua morte per un infarto che lo coglie ad Ivrea dove stava curando l’allestimento di una sua nuova personale.






Galleria opere d'arte di Ottone Rosai

slideshow
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Ottone Rosai Figure al caffè
Figure al caffè

Ottone Rosai Giocatori di toppa
Giocatori di toppa

Ottone Rosai Muro rosso (1945)
Muro rosso (1945)

Ottone Rosai Paesaggio (1950)
Paesaggio (1950)

Ottone Rosai Ulivi (1950)
Ulivi (1950)

Ottone Rosai Giocatori di carte (1943)
Giocatori di carte (1943)

Ottone Rosai Ragazzo ridente
Ragazzo ridente

ottone rosai Paesaggio
Paesaggio

ottone rosai Chiesa
Chiesa

ottone rosai Carmine (1924)
Carmine (1924)

ottone rosai Natura morta futurista (1913)
Natura morta futurista (1913)

ottone rosai Dinamismo bar San Marco (1913)
Dinamismo bar San Marco (1913)

ottone rosai Adunata
Adunata

ottone rosai Nudo di donna
Nudo di donna


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Libri su Ottone Rosai

  Rosai. Alla deriva delle illusioni. Disegni e acquarelli (1933-1956). Catalogo della mostra (Ostuni, 3-18 giugno 2006;Simeri, 9-24 giugno 2006) 2006, Masso delle Fate   Il libro di un teppista
Rosai Ottone, 2010, Vallecchi
  Rosai. Umanità: pittura e segno
Cavallo Luigi; Faccenda Giovanni; Nicolini Oretta, 2006, Masso delle Fate
  Carteggio (1914-1951)
Rosai Ottone, Soffici Ardengo, 2010, Abscondita
  La morte assurda di Ottone Rosai
Pancera Mario, 2003, Acquaviva