Capodanno e Glamour: L’Inizio della Stagione dei Premi e le Nuove Star da Osservare nel 2026
Tra calici che tintinnano e valigie piene di abiti, il primo giorno dell’anno riaccende un rito collettivo: guardare il futuro mentre scorrono i titoli di coda del passato. Si apre la porta della stagione dei premi, e con lei l’attesa per nuovi volti pronti a salire sul red carpet come se fosse un trampolino.
Gennaio e l’industria del cinema
Gennaio non porta solo bilanci. È il mese in cui l’industria si compatta attorno ai Critics’ Choice Awards, ai Golden Globes e all’orizzonte degli Oscar. Lì si decidono tendenze, si consolidano carriere e si osservano scelte che, a volte, contano più di una vittoria. Abiti, interviste, stretti di mano. Ma soprattutto film: perché il glamour, senza sostanza, evapora.
Il centro della questione
Il centro della questione sta qui: capire chi, nel 2026, potrà spostare conversazioni e mercati, tra cinema d’autore e mainstream. Non solo volti: metriche, premi, coerenza di percorso. I calendari di uscite per il 2026 sono ancora in movimento, e molte produzioni restano non confermate: lo segnaliamo chiaramente. Ma alcune traiettorie sono già visibili.
Le 5 da tenere d’occhio nel 2026
Jessie Buckley. Attrice duttile, capace di scivolare dal musical all’incubo psicologico. Candidata all’Oscar per The Lost Daughter, premiata con un Olivier Award per Cabaret a Londra, ha alternato il corale di Women Talking a progetti indipendenti come Wicked Little Letters. Scelta dopo scelta, ha costruito un profilo “antifragile”: rischia, e spesso vince.
Renate Reinsve. Palma d’oro a Cannes 2021 come miglior attrice per The Worst Person in the World. Da allora non ha smarrito il gusto per la complessità emotiva, passando da set europei a produzioni anglofone. È una presenza magnetica: regge i silenzi, piega il tempo della scena. Quando c’è lei, l’inquadratura sembra respirare meglio.
Charles Melton. Con May December ha ribaltato l’etichetta da teen idol. Premiato ai Gotham Awards e candidato nelle principali associazioni critiche, ha dimostrato controllo, misura, ascolto. È uno di quei casi in cui la trasformazione è visibile a occhio nudo: dal volto alla voce, ogni dettaglio lavora a favore del personaggio.
Cailee Spaeny. Volpi Cup a Venezia per Priscilla. Il suo minimalismo è una dichiarazione d’intenti: niente orpelli, solo intenzione e ritmo. Ha già attraversato il blockbuster e il racconto intimo, segno di un istinto strategico. Il margine di crescita è ampio e il set la riconosce: gli sguardi attorno si fanno più attenti quando entra in scena.
Mia McKenna-Bruce. Vincitrice del BAFTA Rising Star 2024, emersa con How to Have Sex (Un Certain Regard a Cannes). Porta sullo schermo la vulnerabilità senza farne fragilità. Ha un radar per storie giovani ma universali, e un timing che la critica ha definito “chirurgico” nelle svolte emotive.
Perché proprio loro?
Dati alla mano, sommano tre elementi rari: riconoscimenti già ottenuti, scelte coerenti tra indipendente e grande circuito, una relazione autentica con la macchina da presa. Non è una lista chiusa: i festival di inizio anno possono ancora rimescolare il mazzo, e alcune uscite 2026 non sono ufficiali. Ma l’onda si vede: sono interpreti che spostano i discorsi, non solo i cartelloni.
Il senso del glamour
Forse è questo il senso del glamour quando la musica si abbassa: non l’abito che sfila, ma l’idea che resta. Tra luci e flash, quale sguardo cercherai sul prossimo red carpet: quello che abbaglia o quello che fa vedere meglio?





