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Medea opera lirica di Luigi Cherubini


Medea

Medea è un'opera lirica di Luigi Cherubini, composta su libretto di Franà§ois-Benoà®t Hoffmann.

La storia si ispira alla tragedia greca di Seneca e Euripide.

La prima rappresentazione risale al 1797 a Parigi ed ottiene grandi consensi, tanto da essere definita: "large, espressive, majesteuse et terrible", mentre la versione italiana risale soltanto al 1909 presso il Teatro la Scala di Milano, tradotta da Carlo Zangarini.

Il successo italiano di Medea si deve soprattutto alla presenza di Maria Callas nel ruolo principale dell'opera.

Personaggi

CREOE, re di Corinto (basso)
GLAUCE, figlia del re(soprano)
GIASONE, condottiero (tenore)
MEDEA, moglie di Giasone (soprano)
NERIS, ancella di Medea (contralto o mezzosoprano)
Un capo delle Guardie (basso)
Due ancelle (soprani)
Argonauti, combattenti e popolo di Corinto
Coro

Trama di Medea di Luigi Cherubini

Su libretto di Franà§ois-Benoà®t Hoffmann

Opera Medea di A. Verdi

La storia di Medea si svolge a Corinto.

Atto I

Opera Medea di Cherubini

Nel Palazzo del Re Creonte, a Corinto, Glauce sta organizzando il suo matrimonio con Giasone, con l'aiuto delle due ancelle.

Giasone odia Medea, un'abile maga e sua precedente moglie perché tempo addietro proprio Medea l'aveva aiutato a rubare il Vello d'Oro, rinnegando la famiglia.

Dal legame fra i due nacquero due figli.

Medea arriva a Palazzo dove incontra proprio l'uomo, supplicandolo di esser riaccolta in famiglia.

Lui rifiuta categoricamente e la maga maledicendolo, giura di vendicarsi.


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Atto II

Opera Medea di Cherubini

Interno del Palazzo del Re, Medea pensa a come vendicarsi con Giasone mentre l'ancella Neris e Creonte cercano invano di farle lasciare Corinto per sempre.

Medea supplica Creonte di poter vedere ancora per un'ultima volta i figli, e il re acconsente.

Si incontra quindi con Giasone e ripensano insiemi agli attimi sereni della loro storia d'amore, ma poi Medea da l'ordine all'ancella di portare in regalo il manto e il diadema avuto da Apollo a Glauce, figlia del Re.





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Atto III

Opera Medea di Verdi

L'ultimo atto si svolge tra il tempio e il palazzo del Re.

L'ancella Neris accompagna i due figli dalla loro madre Medea.

Si sentono lamenti provenire dal tempio, sono gli ultimi respiri prima di morire di Creonte e di Glauce, avvelenati dal regalo ricevuto da Medea.

La gente accusa violentemente Medea ma quest'ultima, prende Neris e i figli per nascondersi nel tempio.

Arriva Giasone, pronto ad arrestare la donna, quando l'ancella esce disperata dal tempio gridando che Medea ha ucciso i loro figli.

Esce Medea, impugnando ancora il pugnale sporco di sangue, e comunica a Giasone di aver finalmente compiuto la corretta vendetta.

Giasone, in preda ad un dolore immenso muore, mentre la maga rientra nel tempio che infuocato sta bruciando.




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