Per mesi ha scelto di restare fuori dal frastuono, mentre intorno a lei si accumulavano titoli, indiscrezioni e ricostruzioni spesso contraddittorie.
Una scelta che oggi, col senno di poi, appare come una forma di autodifesa. Quando una storia privata diventa di dominio pubblico, il confine tra realtà e spettacolo si assottiglia fino a scomparire.

E non sempre chi resta in silenzio lo fa per debolezza. A raccontarlo ora è Rocío Muñoz Morales, che dopo settimane lontana dai riflettori ha deciso di affidare a un’intervista il suo punto di vista su una separazione diventata, suo malgrado, uno dei casi di gossip più commentati degli ultimi mesi.
Le voci dopo la rottura con Bova e le precisazioni
Dietro la scelta di non parlare subito non c’era strategia, ma protezione. Protezione per le figlie e per una quotidianità improvvisamente travolta dall’esposizione mediatica. «Quello che stava succedendo non mi apparteneva», ha spiegato, descrivendo il clima come “grottesco e sgradevole”. Una pressione che l’ha spinta a chiudersi, mentre all’esterno rimbalzavano dettagli, messaggi privati e ipotesi su tradimenti e doppie vite.
Solo da metà racconto emerge con chiarezza il cuore della vicenda: la fine della relazione con Raoul Bova. «Siamo stati una famiglia fino all’estate scorsa», ha raccontato, fissando un prima e un dopo netto. Il punto di rottura, per lei, è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Alla domanda se avesse mai avuto sospetti, la risposta è stata secca: mai. «La nostra non era una coppia aperta», ha aggiunto, chiarendo ogni possibile ambiguità. L’intervista concessa a Vanity Fair è diventata anche l’occasione per fare ordine sui rumors nati dopo la separazione. Accostamenti, foto, supposizioni: una dinamica quasi automatica quando una donna famosa torna single.
Su Stefano De Martino, Morales ha tagliato corto: amicizia e stima professionale, nulla di più. Un pettegolezzo, spiega, nato da ingressi e uscite interpretati con troppa fantasia. Diverso, ma ancora cauto, il tono quando parla di Andrea Iannone: un incontro recente, quasi casuale, e la scoperta di una persona sensibile. Nessuna etichetta, nessuna corsa in avanti. Il messaggio che resta è chiaro: dopo il crollo improvviso, Rocío Muñoz Morales prova a rimettere insieme i pezzi lontano dalle narrazioni costruite. Senza clamore, senza vendette mediatiche. Solo con la volontà di riprendersi la propria storia, una parola alla volta.





