Una casa ispirata al mare può calmare, chiarire i pensieri, rimettere in ordine i gesti quotidiani. In questo progetto firmato Pat Gabò Interiors, la materia guida i sensi e le stanze raccontano una rotta di luce, colore e silenzio.

“La Casa Dai Colori del Mare” nasce da un concept semplice e forte. Sabbia, acqua, riflessi di cielo, accenti di metallo scuro. Il progetto di interior design muove da qui, con cromie rilassanti e un controllo accurato della luce. Non c’è décor ridondante. C’è una grammatica pulita. Ogni volume respira. Ogni dettaglio parla piano.
La materia costruisce il racconto. Legni chiari in legno certificato FSC, intonaci minerali a calce, tessili in lino e canapa. Le finiture usano vernici a basse emissioni (sotto 30 g/L di VOC, valore tipico per le categorie premium). Gli adesivi sono a base acqua, per ridurre l’odore residuo e migliorare la qualità dell’aria interna. Dove serve resistenza, arriva l’acciaio brunito: il contrasto con le tonalità sabbia definisce un ritmo sobrio.
La casa lavora con la luce naturale e con LED dimmerabili ad alta resa cromatica (CRI 90+). In una zona giorno ben progettata, un daylight factor del 2% garantisce comfort visivo per gran parte della giornata. I corpi illuminanti modulano l’intensità serale e riducono i riflessi sulle superfici lucide.
Il silenzio conta tanto quanto il colore: pannelli fonoassorbenti in fibre naturali (NRC 0,8) nascono come quinte discrete dietro librerie e boiserie. I tappeti in lana stabilizzano il tempo di riverbero. Il risultato è un comfort acustico misurabile, soprattutto nelle zone di conversazione. Sui consumi, la sostituzione integrale con LED può ridurre l’energia elettrica fino all’80% rispetto alle lampade a incandescenza. Lo studio non ha diffuso dati energetici specifici; i valori qui riportati sono standard di settore.
Un percorso sensoriale stanza per stanza
Il living è il primo fondale. Pareti color sabbia, pavimento in rovere naturale, note blu-verdi dosate in cuscini e ceramiche artigianali. Il tavolo, in massello oliato, accoglie la luce di una sospensione scura con interno opalino. La cucina evita l’effetto “showroom”. Frontali in legno a poro aperto, top in pietra ricomposta con alte prestazioni igieniche, maniglie sottili in metallo brunito. La palette resta coerente, mai didascalica.
Nel bagno, il racconto si fa tattile: microcemento setoso a pavimento, zellige 10×10 dalle irregolarità lucenti in zona lavabo. La doccia alterna vetro trasparente e profili sottili. La camera da letto lavora sul respiro. Tessuti filtranti a trama fitta, vernici opache soft-touch, comodini essenziali. La tecnologia resta in sottofondo: prese integrate, sistemi di oscuramento con comando silenzioso, dimmer a scena notturna.
Il progetto non imita il mare. Lo distilla. Usa materiali sostenibili, proporzioni calme e accenti scuri per dare profondità. Nulla urla, tutto conduce. È un invito a rallentare e a sentire.
Ho un’ultima immagine: una striscia di luce che avanza sul pavimento, come l’onda che arriva e torna indietro. Quale colore, quale suono del tuo mare interiore vorresti portare a casa, ogni giorno, senza timore di stancarti?





