Indice divina commedia


Mappa concettuale DIVINA COMMEDIA

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Divina Commedia: GIRONI DELL'INFERNO

Dante Alighieri - Divina Commedia - Gironi dell'inferno

CANTI DELL'INFERNO

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Divina Commedia: PURGATORIO

Dante Alighieri - Divina Commedia - Schema del Purgatorio

CANTI DEL PURGATORIO

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Divina Commedia: PARADISO

Dante Alighieri - Divina Commedia - Schema del Paradiso

CANTI DEL PARADISO

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I PERSONAGGI DELLA DIVINA COMMEDIA

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L'INFERNO video descrittivo



Dante Alighieri: breve biografia, la sua vita e le sue opere

Divina commedia e storia di Dante Alighieri

Tratti biografici su Dante

Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265, da una famiglia della piccola nobiltà fiorentina.

Il suo primo e più importante maestro d'arte e di vita è Brunetto Latini, che in quegli anni ha una notevole influenza sulla vita politica e civile di Firenze.

Dante cresce in un ambiente raffinato e colto, che gli consente di imparare da solo l'arte della poesia.

L'ambiente gli consente di conoscere e stringere amicizia con alcuni dei poeti più importanti della scuola del Dolce Stil Novo: Guido Cavalcanti, Lapo Gianni e Cino da Pistoia, condividendo con loro un ideale di cultura aristocratica e di poesia raffinata.

Ancora giovanissimo conosce Beatrice, a cui Dante si lega con un amore profondo e sublimato dalla spiritualità stilnovistica.

Beatrice muore nel 1290, e questa data segna per Dante un momento di crisi e di svolta: il dolore per la perdita del suo amore inducono Dante ad impegnarsi su altri fronti.

Da questo momento Dante si dedicherà all'impegno morale, alla ricerca filosofica, alla passione per la verità e la giustizia ed infine (a partire dal 1295) deciderà di coinvolgersi attivamente e coscientemente nella vita politica della sua città.

La sua carriera politica raggiunge l'apice nel 1300 quando Dante, guelfo di parte bianca, viene eletto priore (la carica più importante del comune fiorentino).

Il poeta è un politico moderato, tuttavia convinto sostenitore dell'autonomia della città di Firenze, che deve essere libera dalle ingerenze del potere del Papa .

L'anno successivo, il papa Bonifacio VIII decide di inviare a Firenze Carlo di Valois, fratello del re di Francia, con l'intenzione nascosta di eliminare i guelfi bianchi dalla scena politica.


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Dante e altri due ambasciatori si recano dal Papa per convincerlo a evitare l'intervento francese, ma è ormai troppo tardi!

Dante è già partito da Firenze quando Carlo di Valois entra nella città e sostiene il potere dei guelfi.

Il poeta non ritornerà mai più nella sua città natale, è condannato ingiustamente all'esilio.

Per Dante l'esilio rappresenta un momento di sofferenza e di dolore e al tempo stesso uno stimolo per la sua produzione letteraria e poetica.

Lontano da Firenze può vedere in modo più nitido la corruzione, l'egoismo, l'odio che governano la vita politica, civile e morale dei suoi contemporanei.

La denuncia e il tentativo di indirizzare di nuovo l'uomo verso la retta via sono per lui l'ispirazione di una nuova poesia che prende forma nella Divina Commedia.

Negli anni dell'esilio, Dante viaggia per l'Italia centrale e settentrionale, chiede ospitalità alle varie corti (va a Forlì, a Verona, in Lunigiana dai signori Malaspina) continua a sostenere le sue idee politiche nella figura dell'imperatore Arrigo VII, possibile portatore di pace nella nostra penisola (1310); ma di nuovo la speranza svanisce con la morte improvvisa dell'imperatore nel 1313.

Negli ultimi anni visita la corte di Can Grande della Scala, a Verona, e di Guido Novello Da Polenta, a Ravenna (1318).

Dante Alighieri muore a Ravenna nel 1321.

Passa a: tutti i canti e riassunti dell'opera, video e illustrazioni


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Opere di Dante Alighieri cronologia e riassunto

1295: Vita nuova La Vita Nuova nasce dall'amore del giovane Dante per Beatrice ed è una raccolta delle poesie giovanili, collegate da parti in prosa scritte fra il 1293 e il 1295. Si può definire come un'autobiografia spirituale, dove l'amore non è descritto nella sua forma sensibile e terrena , ma come un sentimento che porta a un amore e a un ideale di vita più alti.

1304-1306: De Vulgari Eloquentia Con il trattato De Vulgari Eloquentia, scritto in latino, Dante vuole dare agli scrittori delle regole sull'arte dello scrivere in italiano volgare. In quest'opera, che Dante scrive solo in parte, il poeta apre una questione linguistica molto importante: la lingua volgare può sostituire il latino?

1304-1307: Convivio Dante scrive il Convivio nei primi anni dell'esilio, in lingua volgare, con lo scopo di ricordare alle persone che governano, che lo studio della filosofia e il rispetto delle leggi morali sono una condizione necessaria per la convivenza degli uomini nella società. Il primo trattato introduce l'argomento e le finalità dell'opera; nel secondo, terzo e quarto trattato, Dante commenta sue tre canzoni.

1310-1313: De Monarchia Nel trattato De Monarchia, scritto in latino, Dante affronta il tema a lui più caro: quello politico. Per il poeta, l'unica forma di governo che possa assicurare la pace e la sicurezza, è la monarchia, una monarchia universale, che rifletta nel nostro mondo l'unicità e l'universalità del regno di Dio; l'imperatore deve garantire la pace, la giustizia e la libertà degli uomini.

Le Rime

Le Rime sono una raccolta, ordinata dai posteri, dei componimenti poetici che Dante scrive nel corso della sua vita e che non include nella Vita Nuova e nel Convivio. I temi di queste poesie sono legati alle varie esperienze di vita del poeta: l'amore cortese, la filosofia, la politica, lo stile poetico, l'esilio.

1306-1321: Divina Commedia La Divina Commedia è il capolavoro di Dante e l'opera che racchiude tutta la sua esperienza umana, civile, politica, spirituale e poetica. E' composta da tre cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso), ciascuna delle quali comprende 33 canti, scritti in terzine di endecasillabi, eccetto l'Inferno che contiene un canto in più quale prologo all'intera opera. L'Inferno viene completato probabilmente verso il 1309, il Purgatorio verso il 1312, il Paradiso verso il 1318; tuttavia Dante lavora sulla Commedia fino alla morte.



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