memorandum italia cina 2019




Riflessioni critiche sui nuovi accordi tra Italia e Cina

L'accordo-memorandum Cina-Italia dai sondaggi pare veda favorevole il 70% degli italiani.

La cosa mi lascia perplesso e sorpreso, per le considerazioni che non so quanti italiani stiano facendo. Vediamo i vari punti discutibili:

1) Una iniziativa italiana che non avviene sotto l'egida della UE e che non è pertanto gradita da molti Stati europei non ci aiuta.

2) Non piace neppure agli USA, quindi siamo riusciti a dare fastidio a 2 continenti e a tutti i nostri alleati storici.

3) Sento odore di ingenuità, leggerezza, superficialità nell'accordo con un Paese che rappresenta ormai la più grande potenza economica del pianeta.

4) Se l'accordo fosse equilibrato, ovvero tanti guadagni in importazione e altrettanti in esportazione, alla fine non ci guadagnerebbe nessuno. Se invece fosse a nostro sfavore, ancor peggio!

Leggiamo attentamente l'interessantissima tabella degli scambi Italia-Cina 2018 e forse ci renderemo conto di come stanno le cose.
(in rosso dove ci guadagna la Cina)

tabella import export tra Cina e Italia 2018

Io, che non sono un economista, tra ciò che paghiamo ai cinesi e ciò che loro ci ritornano, vedo una differenza di soldi che restano nelle tasche dei cinesi pari a 17,378 miliardi di euro!

Facendo un calcolo approssimativo a 1500 euro x 13 mensilità... si darebbe lavoro a circa 1 milione di italiani, più l'indotto, ovviamente! ( e come dirò in seguito sull'inquinamento non sarebbe l'unico vantaggio)

(Cio txt)


(Cio txt)


Viene voglia di attivare subito le dogane o no? Altro che offrire i nostri porti a meganavi che vanno e che vengono!
Dalla tabella si deduce facilmente che i prodotti carenti o introvabili nel Paese che importa, sono davvero pochi in termini di scambio commerciale.

5) E nessuno, dico nessuno, (almeno così mi pare) s'è posto il problema più grave e importante, cioè che stiamo ancora operando pensando ad incrementare il commercio intercontinentale, senza porci alcun problema sulle conseguenze ambientali che il trasferimento di grandi masse di merci provoca al pianeta. Siamo ancora al W la globalizzazione???

Noi mandiamo in Cina un nostro prodotto, che la Cina potrebbe benissimo prodursi da sola e la Cina ci inonda di tanti altri prodotti da loro fabbricati e magari di dubbia qualità (vista la storia e le esperienze personali), che ovviamente saremmo in grado di procurarci con le nostre fabbriche e le nostre maestranze. Ma perché???

Chi ci guadagna realmente mi pare chiaro e in aggiunta saranno altri milioni di tonnellate di merci che per muoversi inutilmente e dannosamente sulle lunghe distanze produrranno milioni di tonnellate di CO2!

Non dimenticando che oggi la Cina è già il più grande Paese inquinatore della Terra!

L'unico saggio accordo che avrei visto favorevolmente e con grande entusiasmo sarebbe molto diverso!

Si dovrebbero stabilire delle tariffe basate sui chilometri percorsi da un container, prescindendo dal valore delle merci in esso contenute.

E' il trasporto a container che crea inquinamento, quindi il container va penalizzato!

In pratica così facendo si tiene conto del volume occupato dal prodotto e dei chilometri che gli facciamo percorrere (inquinando) prima di giungere a destinazione finale.

A questo punto un paio di mutande cinesi non lo comprerebbe più nessun europeo, e ciò stimolerebbe nuovi imprenditori locali a buttarsi sul business.

Solo così si porrebbe un freno all'inquinamento da trasporto merci e si tornerebbe ad incrementare la produzione locale, quella che negli ultimi decenni ci siamo persi a causa del basso costo manodopera dei Paesi più arretrati e più schiavisti.

La Cina non ne risentirebbe più di tanto, perché ha un bacino di "consumatori" composto da più di un miliardo di cittadini.

Produca e venda nei suoi confini e rispetti il più possibile le esigenze di porre rimedio all'enorme inquinamento che sta producendo negli ultimi decenni!

Esattamente come abbiamo fatto noi europei negli ultimi 70 anni!

Altro che via della seta!

Vista così a me sembra più la" via della supposta", con nessuno che alza un cartello di protesta mentre politici e imprenditori restano abbagliati dal luccichio del denaro!

Ma c'è poi anche un grandissimo punto di cui si dovrebbe tenere conto: la progressiva dipendenza da un Paese straniero che -viste le reciproche dimensioni- non può che considerarci come sua piccola colonia.

Nel tempo queste manovre producono infiltrazioni anche in tutti i centri di potere nazionale, condizionano qualsiasi futura scelta.

Non saremmo più padroni di decidere secondo le nostre idee, la nostra cultura, tradizioni, convenienze. (beh...già non lo siamo!)

Nel dopoguerra ci siamo affidati agli USA, che ci hanno considerato come loro colonia, inondandoci di prodotti spazzatura e sottocultura disgustosa.

Poi ci siamo fatti influenzare dal grande modello sovietico, quindi ci siamo aperti al mondo arabo ed ora è la volta della Cina!

Per fortuna non s'è ancora vista ombra di marziano!


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