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Il Museo del Barocco romano a Roma


museo del barocco romano a palazzo Chigi di Ariccia


Il museo del barocco romano è ospitato all’interno del Palazzo Chigi di Ariccia.

Quest’ultimo costituisce un esempio davvero incredibile di abitazione barocca che è rimasta inalterata nel corso del tempo per quanto riguarda il suo arredamento tipico dell’epoca.

Il Palazzo Chigi di Ariccia fu acquistato dalla famiglia Chigi, una nobile famiglia romana a cui appartenne anche Papa Alessandro VII.

Inizialmente non era deputato ad una dimora barocca, ma poi fu trasformato e restaurato tra il 1661 e il 1672 secondo il progetto voluto dal Bernini e dal suo allievo Carlo Fontana.

Scopriamone di più su questo palazzo e sul museo del barocco romano, che, come abbiamo detto prima, è ospitato al suo interno.

Che cosa troviamo all’interno del museo del barocco romano

All’interno del museo del barocco romano, che si trova ospitato nel Palazzo Chigi di Ariccia, troviamo importanti donazioni che formano diverse collezioni, come per esempio la collezione Lemme, Fagiolo e Laschena.

In particolare su queste opere d’arte il professor Vittorio Casale, attualmente titolare della cattedra di Storia dell’arte moderna presso l’Università Roma Tre, ha scritto il libro dal titolo “Il museo del barocco romano.

La collezione Lemme a Palazzo Chigi in Ariccia”.

Queste collezioni sono davvero molto interessanti, perché ci permettono di saperne di più sulla pittura romana che si è sviluppata tra il Seicento e il Settecento. Un periodo storico davvero fervido anche dal punto di vista della storia dell’arte.

Infatti fra le opere che fanno parte delle collezioni che abbiamo nominato precedentemente troviamo anche capolavori di Mattia Preti, di Pietro da Cortona, di Sebastiano Conca, di Pompeo Batoni, di Domenico Corvi, di Giacinto Brandi e di Corrado Giaquinto.

All’interno di questo capolavoro dell’arte barocca si sono girati numerosi film molto conosciuti. Fra questi dobbiamo ricordare sicuramente “Il Gattopardo” di Luchino Visconti.

Qualcosa in più sul Palazzo Chigi di Ariccia

Il Palazzo Chigi di Ariccia è situato su una grande piazza, che si chiama Piazza di Corte.

Qua è collocata anche la chiesa dell’Assunta, che il Bernini progettò e realizzò per Papa Alessandro VII.

Il Palazzo Chigi è uno dei più noti esempi architettonici che riguardano il barocco romano.

A questo palazzo è collegato anche un ampio parco di 28 ettari, all’interno del quale possiamo trovare la vegetazione originaria dei Colli Albani, soprattutto il bosco misto di latifoglie.

Il parco è di una bellezza incredibile, perché è composto di tanti elementi, tra i quali le fontane del Seicento e l’Uccelleria risalente ai Savelli.

Le stanze sono meravigliosamente arredate.

Per esempio possiamo trovare parati in cuoio, dipinti, sculture, affreschi e ogni tipo di arredamento messo a punto dai più importanti esponenti del barocco, tra cui possiamo ricordare lo stesso Bernini, Baciccio, Maratta, Pier Francesco Mola e Salvator Rosa.

Quali sono le stanze visitabili del Palazzo Chigi

A parte il museo del barocco romano annesso a questo splendido palazzo, esso merita una visita soprattutto per alcune stanze.

Per esempio le Stanze del Cardinale e il Piano Nobile sono rimasti integri di tutti gli arredamenti originari.

Le Stanze del Cardinale nello specifico si trovano al pian terreno. Si tratta di nove stanze, all’interno delle quali sono situate opere pittoriche del Seicento e ogni tipo di arredamento appartenente allo stile del barocco.

Il Piano Nobile è composto da venti stanze.

Qui si trova la Collezione Chigi, che è formata da opere della pittura e della scultura di vari maestri del barocco, come Bernini e Baciccio.

Il contributo del professore artista Vittorio Casale

Come abbiamo già detto, il professore artista Vittorio Casale ha scritto un libro molto interessante sul periodo barocco dell’arte romana.

Casale ha concentrato i suoi studi soprattutto sull’arte dei secoli XVII e XVIII, analizzando soprattutto il periodo del romano e dell’Italia centrale.

Ha preso parte alla ricognizione della pittura del Sei e Settecento in Umbria, che è stata messa in evidenza attraverso la mostra “Pittura del Seicento. Ricerche in Umbria”, che si è tenuta a Spoleto nel 1989.

Il professor Casale si è occupato anche di pubblicare due busti inediti di Bernini che sono stati ritrovati da lui stesso nel Duomo di Foligno.

Molto proficue sono state le sue ricerche che si sono concentrate su un filone che fino a quel momento non era presente negli studi.

Si tratta della produzione artistica per canonizzazioni. A questo proposito si è occupato di sistemare il volume “La produzione artistica per canonizzazioni: il Seicento”.

Spicca la passione non soltanto dello studioso, ma anche dell’artista, e per quanto riguarda l’Italia centrale e soprattutto l’Abruzzo, Casale si è interessato di pubblicare le maioliche cinquecentesche della chiesa di Collarmele.

Ha analizzato, inoltre, le opere d’arte di Pescocostanzo, soprattutto quelle che riguardano l’altare di Cosimo Fanzago.

Il libro “Il museo del barocco romano. La collezione Lemme a Palazzo Chigi in Ariccia” rappresenta un punto di riferimento per tutti gli studiosi del barocco romano e della storia del tempo.

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