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esiste ancora la volgarità


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La volgarità non esiste più?

Precisazione: nel testo faccio un uso molto "censurato" dei termini che considero "volgari o osceni" perché altrimenti la pagina sarebbe bloccata dai motori di ricerca o comunque considerata adatta solo per adulti, mentre io invece, ritengo sia più utile ai ragazzi, che hanno ancora il tempo per cambiare modo di comunicare e di comportarsi o almeno di saper distinguere e fare un uso discreto dei termini, abbinato a comportamenti educati e normali, facilmente distinguibili da quelli decisamente volgari o osceni.
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cartelli volgari nelle strade d italia


Ti sei mai chiesto cosa significhi "volgare" oppure "osceno"?

In epoche remote chi per ignoranza non parlava il latino si esprimeva in una lingua modesta e composta da pochi vocaboli.

Contadini, allevatori, fabbri, maniscalchi, artigiani, soldati, ecc. rientrano in questa categoria di persone che compongono il "popolo".

Persone analfabete o comunque che nella loro vita avevano bisogno di pochi termini per comunicare, che non leggevano, che non si spostavano dal loro paese.

Era tipico del popolo, ovvero del "volgo". Da qui l'estensione del termine a tutto ciò che ogni epoca successiva ha continuato a considerare di basso livello, poco raffinato, indecente, osceno, tipico dell'ignoranza e della mancanza di educazione.

In una parola sola: VOLGARE.

Il linguaggio volgare si fossilizzava, diventando dialetto molto specifico di un luogo. Paesi confinanti già utilizzavano termini diversi per indicare le stesse cose, soprattutto quando si trattava di argomenti delicati, come il sesso, per esempio.

Gli istinti animaleschi avevano bisogno di fare ricorso a termini particolari per manifestare la loro violenza.

La volgarità veniva usata contro i più deboli, le donne in particolare, ma anche verso i propri rivali.

Si alzava la voce e si bestemmiava, in ogni modo possibile.

La bestemmia è considerabile come il più basso e spregevole livello di volgarità espressiva.

Del resto se uno è credente come fa a bestemmiare, se non per ottusa ignoranza...e se uno non è credente, perché mai dovrebbe bestemmiare? Contro chi?

Fino a tutto il Novecento la società era distinta in classi in modo molto chiaro.

I poveri si vestivano in un certo modo e parlavano nel modo a loro più congeniale. I benestanti, i nobili, i preti, i professori, invece, si vestivano diversamente, con eleganza, e si esprimevano con frasi assai complesse e raffinate, evitando nel modo più assoluto di cadere nel turpiloquio e nei comportamenti osceni.

Non dimentichiamo che fino a prima della Seconda Guerra Mondiale in Italia i figli davano del Voi ai genitori, come segno di massimo rispetto.

cartelli volgari nelle strade d italia


E oggi, come siamo messi? Esiste ancora questa differenza di classe?

Direi proprio di no!

Oggi un signore di 70 anni, vestito in modo elegante, giacca e cravatta, entra in un bar dove al banco c'è una ragazza di diciotto anni e si sente chiedere: "cosa prendi?" Ed all'uscita è bollato con un bel "ciao", come fosse suo fratello.

Tutti possono bestemmiare come scaricatori di porto. In Italia dal 1999 la bestemmia non è più un reato penale, è sanzionato con un’ammenda, segno della laicità dello Stato.

Possono esprimersi volgarmente, usare tutta la catena di oscenità possibili e immaginabili, vestirsi o spogliarsi come capita, tatuarsi peggio dei galeotti di secoli addietro, vendere o regalare il proprio corpo, usando il termine "fare sesso" come fosse "fare la doccia" o "fare ginnastica". E tutto questo è "normale", è moderno, è di moda.

Quando si cita la parola "moda" non c'è più possibilità di replica. La moda detta legge! E tu sei una mer.. se non la pensi così.

Sei "vecchio", che è rimasto il peggiore insulto che ti possano recapitare, questo sì è diventato volgare. Vecchio e fuori moda. Il peggio del peggio.

Per questo le mode americane le abbiamo importate tutte. Infiliamo una parola inglese ogni tre in italiano. ("location" ti dice niente?)

Abbiamo importato il fare sesso, l'ubriacarsi, (considerato diritto e piacere sia maschile che femminile) e l'uso sfrenato di tutta la gamma di sostanze droganti e cibi spazzatura. E' di moda, si può...anzi si DEVE fare!

cartelli volgari nelle strade d italia


La volgarità la troviamo nel parlato privato, negli spettacoli televisivi, che magari nello stesso giorno in una rubrica ti mettono il bip per coprire una parolaccia di poco conto e due ore dopo ti sviolinano tutta una serie di vocaboli osceni, da farti rizzare i peli sulle braccia, con la massima disinvoltura.

RAI in testa, ma seguono tutti i serial, i film, le canzoni, i talk show dei mille altri canali privati ed ovviamente il massimo esempio lo troviamo su Web, nei social, ma non solo ed ancora nei giornali. E' di moda!

Ma io dove voglio arrivare con questi discorsi?

Voglio invocare la censura?

Un ritorno ad un passato ormai remoto?

No, niente di tutto questo.

La volgarità e l'oscenità hanno una loro ragion d'essere che gli va riconosciuta, come lo sono la classe, l'educazione, il rispetto, l'eleganza, la nobiltà di pensiero. Servono a distinguere una persona educata e rispettosa da un cafone, un burino, uno zoticone, un rozzo, un ignorante, un becero, un violento.

Io volevo arrivare proprio a questo. A capire la differenza e fare una scelta che sia consapevole.

Voglio arrivare a suggerire di fare un uso moderato ed adeguato alle circostanze di volgarità e oscenità. Solo in casi estremi ha senso utilizzarle, altrimenti perdono la loro carica, no?

Non bisogna perdere la cognizione della differenza. Una società che non faccia distinzioni di sorta è una società in forte declino, nella quale il rispetto è stato sostituito dal massimo liberismo, una società appiattita, grigia, ignorante.

E ci stiamo arrivando anche con la lingua. I ragazzi d'oggi hanno un linguaggio limitatissimo, da come risulta da test effettuati. Non rispettano più il nostro magnifico italiano. Lo hanno imbastardito con un uso sfrenato, spesso inappropriato, di termini inglesi.

E' la società globale e consumistica che ci ha portato a questo. L'uso di alcuni termini tecnici inglesi ha una sua precisa ragion d'essere.

Se usiamo un programma americano diffuso in tutto il mondo non possiamo fare come i troppo nazionalisti francesi. Non si può chiamare "ordinateur" un computer. E noi non possiamo chiamare "schedario" un "file" di dati nel computer. Si farebbe troppa inutile fatica.

Ma da questi termini tecnici insostituibili alla location, all'essere figo, al tu per tutti, all'uso spregiudicato di tutte le parolacce fastidiose entrate nell'uso comune...ne corre!


Autore: Enrico Riccardo Spelta

(gennaio 2020)






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