da_volpedo_pellizza_giuseppe Quarto Stato (1901)




Galleria opere d'arte di Da Volpedo Pellizza Giuseppe

da_volpedo_pellizza_giuseppe Quarto Stato (1901)
Quarto Stato (1901)

da_volpedo_pellizza_giuseppe Quarto Stato (dett)
Quarto Stato (dett)

da_volpedo_pellizza_giuseppe Bucato al sole
Bucato al sole

da_volpedo_pellizza_giuseppe Il sole
Il sole

da_volpedo_pellizza_giuseppe Statue a Villaborghese
Statue a Villaborghese

da_volpedo_pellizza_giuseppe Le due madri
Le due madri

da_volpedo_pellizza_giuseppe La processione
La processione

da_volpedo_pellizza_giuseppe La discussione
La discussione

da_volpedo_pellizza_giuseppe Il morticino
Il morticino

da_volpedo_pellizza_giuseppe Notte d'estate
Notte d'estate

da_volpedo_pellizza_giuseppe Nubi di sera sul Curone
Nubi di sera sul Curone

da_volpedo_pellizza_giuseppe Il ricordo di un dolore
Il ricordo di un dolore

da_volpedo_pellizza_giuseppe Pascolo
Pascolo

da_volpedo_pellizza_giuseppe Membra stanche
Membra stanche

da_volpedo_pellizza_giuseppe L'amore per la vita
L'amore per la vita



Biografia e vita di Da Volpedo Pellizza Giuseppe (Italia 1868-1907)

Giuseppe Pellizza da Volpedo autoritratto Il pittore autore del famoso quadro Il Quarto Stato, Giuseppe Pellizza, nasce a Volpedo nel 1868.

Figlio di piccoli proprietari terrieri che commercializzavano i loro prodotti nell'area dell'alessandrino e a Milano, Pellizza studia presso la scuola tecnica di Castelnuovo Scrivia dove apprende i rudimenti del disegno.

Grazie all'attività dei genitori, l'artista entra in contatto con personaggi di primo piano della cultura milanese dell'Ottocento, come i fratelli Grubicy, mercanti d'arte che sostenevano l'arte contemporanea e che giocheranno un ruolo fondamentale nella vita artistica di Giuseppe, tanto che il pittore si iscrive proprio su loro consiglio all’accademia di Brera.

A Milano Giuseppe frequenta lo studio del pittore Giuseppe Puricelli, che si ispira alla pittura di verità e di natura e successivamente quello di Pio Sanquirico.

Terminato il tirocinio milanese sotto la guida di illustri maestri (come Francesco HayezeGiuseppe Bertini), Giuseppe Pellizza va nel 1887 a Roma, dove si iscrive prima all'Accademia di San Luca e poi all'Accademia di Francia.

Non soddisfatto dell’esperienza romana, nel 1888 Pellizza si sposta a Firenze nel 1888, dove frequenta l'Accademia di Belle Arti, sotto la guida del maestro Giovanni Fattori.

All'epoca Firenze è considerata capitale artistica internazionale, meta di molti pittori e sede di importanti istituzioni culturali, come il Gabinetto Vieusseux.

Alla fine dell'anno accademico, l'artista decide di tornare a Volpedo, pronto ad affrontare la pittura dal vero attraverso lo studio della natura.

Giuseppe Pellizza da Volpedo Mammine Preciso e meticoloso negli studi, Giuseppe decide di perfezionare ulteriormente la sua tecnica e nel 1889 va a studiare per due anni a Bergamo, presso l'Accademia Carrara dove insegna pittura il famoso ritrattista Cesare Tallone.

Nel dicembre del 1889 Pellizza va a Parigi in occasione dell'Esposizione Universale, viaggio fondamentale per accrescere la sua cultura artistica, ma è costretto a tornare a casa per la morte della sorella Antonietta.

Nello stesso anno frequenta per un breve periodo l'Accademia Linguistica a Genova, per perfezionarsi nello studio del paesaggio, al termine di questa ulteriore formazione Pellizza decide di stabilirsi nella sua natale Volpedo.

Nel 1892 si sposa con la giovane Teresa Bidone e da quell’anno inizia a firmarsi aggiungendo al suo cognome il "da Volpedo".

Espone in diverse parti d'Italia presso importanti mostre e inizia ad ottenere fama e seguito. Viaggia per la nazione passando da Milano a Genova. Nel 1894 espone a Milano alla seconda Triennale riscuotendo gran successo.

Durante i suoi spostamenti il pittore conosce diverse tecniche, soprattutto l'arte divisionista di Segantini, Morbelli e Longoni.

Giuseppe Pellizza da Volpedo Lo specchio della vitaTra il 1893 e il 1894 torna per qualche mese a Firenze dove studia presso l'Istituto di Studi Superiori per accrescere anche la sua cultura storica ed umanistica.

In questi anni l'arte di Pellizza Da Volpedo subisce diversi cambiamenti. Abbandona la semplice pittura dal vero, per orientarsi verso un'arte di tipo simbolista.

Nel 1900 torna a Parigi per l'Esposizione Internazionale dove partecipa con l'opera simbolista "Specchio della vita".

Giuseppe Pellizza da Volpedo AlbaNel 1902 espone "Il quarto stato" alla Quadriennale torinese senza ottenere però un grande successo, anzi suscitando discussioni e polemiche tra il pubblico, proprio per i temi trattati nell'opera, quali giustizia sociale, uguaglianza e libertà. Queste polemiche allontanarono da Pellizza gli amici di sempre, si ritrova quindi a dover ricostruire le sue amicizie e frequentazioni, anche a causa della morte del suo più importante punto di riferimento, il massimo esponente del divisionismo: Segantini.

In questi anni Pellizza non viaggia molto, fino al 1904, quando decide di viaggiare verso l' Engadina, per dedicarsi, come Segantini, alla pittura di paesaggio.

Nel 1906 torna a Roma, dove vende alcune sue opere, ma quando sembra essere iniziato un periodo positivo per Pellizza la sua vita è turbata dalla morte del figlio terzogenito e dell'amatissima moglie.

Questi funesti eventi portano l'artista ad una grave depressione, tanto che Pellizza Da Volpedo la mattina del 14 giugno del 1907 decide di togliersi la vita.
 






Annunci e Argomenti correlati




Libri su Pellizza da Volpedo

  Pellizza da Volpedo. Catalogo generale
Scotti Aurora, 1986, Mondadori Electa
  Il Quarto Stato. Pellizza da Volpedo. Catalogo della mostra (Milano, 3 luglio-16 settembre 2007)
cur. Fratelli M., 2007, 24 Ore Cultura
  Il suicidio del socialismo. Inchiesta su Pellizza da Volpedo
Onofri Massimo, 2009, Donzelli
  Giuseppe Pellizza da Volpedo. Disegni. «Lo studio dell'uomo mi condusse alla natura». Catalogo della mostra (Garbagnate Milanese, 1996)
cur. Scotti Tosini A., 1996, Mazzotta