foto action painting




Storia e definizione della corrente artistica denominata "Action Painting"

In breve, cos'è l'Action painting?

E' l'indirizzo artistico, sorto negli Stati Uniti, fondato sul senso di forza e di azione che il pittore, attraverso la violenza dei colori, la libertà dei segni e la vastità delle superfici, mira a imprimere nel fruitore; diffusosi nel decennio dal 1950 al 1960, e del quale i massimi esponenti sono Pollock, De Kooning e Kline.

Action painting 1

Più in dettaglio:

Action painting, a volte chiamata letteralmente "pittura d'azione", è uno stile di pittura in cui il colore è spontaneamente dribblato, spruzzato o spalmato sulla tela, piuttosto che essere applicato con attenzione. L'opera risultante sottolinea spesso l'atto fisico di per sé, riducendo l'importanza del lavoro finito o dell'impegno dell'artista.

Lo stile si è diffuso dal 1940 fino ai primi anni 1960 ed è strettamente associato con l'espressionismo astratto (alcuni critici hanno utilizzato i termini "action painting" ed "espressionismo astratto" in modo intercambiabile). Un confronto è spesso tracciato tra l'Action Painting americano e il francese tachisme.

Il termine è stato coniato dal critico americano Harold Rosenberg nel 1952, nel suo saggio "I Pittori di azione americani" e ha segnalato un importante cambiamento nella prospettiva estetica della scuola dei pittori e critici della New York School.

Corrente artistica Action painting 2

Secondo Rosenberg la tela era "un'arena in cui agire".

Mentre espressionisti astratti come Jackson Pollock, Franz Kline e Willem de Kooning furono a lungo critici verso questo stile, paragonandolo ad un'arena all'interno della quale venire a patti con l'atto della creazione, altri, invece, mostrarono simpatia e interesse verso questa nuova espressione.

Per Greenberg era la fisicità delle superfici coagulate e incrostate di pittura a rappresentare la chiave per comprendere l'opera d'arte.

La critica di Rosenberg spostò l'enfasi dall'oggetto alla lotta di per sè stessa, dove il dipinto finito era solo la manifestazione fisica, una specie di residuo, del lavoro effettivo dell'artista, che era dato dal processo di creazione del quadro.

La ricerca più recente tende a mettere l'ex surrealista Wolfgang Paalen nella posizione dell'artista e teorico che ha usato il termine "azione" per primo, favorendo la teoria della lotta soggettiva dell'artista verso il suo supporto.

Nella sua teoria dello spazio dipendente dalla visione, e nel quale l'artista "si comporta" come in un rituale estatico, Paalen formula idee di meccanica quantistica, così come di interpretazioni idiosincratiche della visione totemica e la struttura spaziale della pittura di indiani nativi della Columbia Britannica.

Il suo lungo saggio "Totem Art" (1943) ebbe una notevole influenza su artisti come Martha Graham, Isamu Noguchi, Jackson Pollock, Mark Rothko e Barnett Newman.

Paalen descrive una visione altamente artistica dell'arte totemica come parte di una azione rituale con i riferimenti psichici alla memoria generica e del culto matriarcale degli antenati.

Nel corso dei successivi due decenni, la ridefinizione di Rosenberg dell'arte come "atto" piuttosto che "oggetto", come processo piuttosto che prodotto, fu molto influente e gettò le basi per una serie di importanti movimenti artistici, da Happenings e Fluxus al Concettuale, performance d'arte, l'arte dell'installazione e arte della Terra.

E' essenziale, per la comprensione della action painting, porla in un contesto storico.

Come fenomeno del dopoguerra, la rinascita artistica dell'espressionismo in America e più in particolare a New York e la pittura d'azione si sono sviluppate in un'epoca in cui la meccanica quantistica e la psicanalisi cominciavano a fiorire e stavano cambiando la percezione della fisica delle persone e del loro mondo psicologico e la comprensione della civiltà del mondo attraverso una accresciuta coscienza di sé.

La precedente arte di Kandinsky e Mondrian si era liberata dalla rappresentazione di oggetti cercando, al suo posto, di evocare, indirizzare e delineare, attraverso il senso estetico, emozioni e sentimenti all'interno dello spettatore.

L'Action Painting fece un ulteriore passo avanti, utilizzando come fondamento le idee sia di Jung che di Freud relative al subconscio.

I dipinti dei pittori d'azione non erano destinati a ritrarre oggetti di per sé o anche emozioni specifiche.

Invece erano destinati a toccare l'osservatore nel profondo del suo subconscio, evocandone un senso di primordialità e toccando il senso collettivo di un linguaggio visivo.

L'Action painting è stato chiaramente influenzato dal surrealismo.

Esponenti importanti di questa corrente artistica sono stati i pittori Joan Miró e André Masson.

In pratica i pittori d'azione hanno fatto fare un passo avanti a tutto ciò che i surrealisti avevano già fatto.




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