La nascita dell'individualismo

Atleta incoronato,bronzo ritrovato sul fondo del mare Adriatico L'arrivo ad Atene dalla Sicilia del pittore Zeusi fu tanto importante come quello del filosofo Gorgia, anch'esso proveniente dalla Sicilia, che influenzò la nascita della retorica.

Tuttavia, durante la Guerra del Peloponneso (431-404bc), Atene non era il solo centro artistico.

Parrasio stava dipingendo a Efeso, così come suo padre Evenor, e Timante a Kythnos, nelle Cicladi.

Anche se attirato da Atene, questi maestri preferirono viaggiare attraverso la Grecia e i domini circostanti.

Zeusi lavorò nel sud Italia, Efeso, Macedonia, Olimpia, e Samo, e Parrasio lavorò a Lindos, Rodi, Samos, Corinto, e Delos.

La loro era "l'arte per l'arte", per essere apprezzati da altri esperti, e così tecnicamente sicuri di sé che i loro divulgatori sostenevano che avevano trovato la perfezione.

Parrasio si vantava per la sua padronanza della linea e Zeusi per il suo brillante chiaroscuro.

Queste doti si fondavano più sulla libertà creativa che nei segreti di laboratorio.

Situla (vaso) con figura rossa Il culmine dell'arte classica tra la crisi della guerra, il radicalismo del generale ateniese Alcibiade e l'impazienza dei nuovi intellettuali vide la nascita di uno stile di pittura estroverso.

Affermando che avrebbe preferito dipingere per il futuro che per la città, Zeusi ritrasse una vasta gamma di soggetti della vita quotidiana per un circolo di appassionati d'arte indipendente, il che suggerisce che la pittura di genere era popolare tra gli appassionati.

La caduta di Atene (404 a.c.) segnò la fine dell'arte come mezzo di conoscenza esistenziale.

Gli artisti della città persero il loro dono di vedere la natura in termini di forme umane e persero anche la fedeltà di riprodurre la realtà secondo regole riconosciute.

La forma non era più governata da un senso di certezza.

La maggior parte delle opere prodotte prima della morte di Alessandro Magno nel 323 a.c. aveva creatori molto originali che lavoravano in circostanze eccezionali.

Come il ruolo dominante della città venne meno nelle arti, i condizionamenti alla democrazia si affievolirono e gli artisti divennero più consapevoli della loro indipendenza.

Seguendo le orme di Zeusi, la libertà dalle direttive pubbliche li incoraggiò a sostituire l'oggettività della rappresentanza con una scelte più personali.

Gli scultori Eufranore, Silanion e Lisippo si diedero così a sperimenti con i propri sistemi di rappresentazione del corpo umano.




La pittura e scultura di Eufranore

Eufranore, bronzo ritrovato in mare Eufranore: Teseo con bambini salvati dal MinotauroTra i bassorilievi che Plinio attribuì a Eufranore c'è una tavoletta funeraria (c.340a.c.) che mostra un genitore anziano che ricorda i costernati ambasciatori nella sua Pazzia di Odisseo.

In un marmo del Museo Archeologico Nazionale di Atene, i morti sono rappresentati da un uomo nudo che affronta lo spettatore, mostrato in tormento mentre contempla la scena.

Accanto a lui c'è un ragazzo giovane accucciato, che si è addormentato piangendo, con la testa tra le braccia.

I morti appaiono al ragazzo come una visione onirica.

Il bronzo di Paride di Eufranore, figlio del re Priamo e di sua moglie Ecuba, è progettato per incarnare il ruolo dell'eroe come giudice delle dee, marito di Elena e assassino di Achille.

Eufranore ritrae la dignità degli eroi privilegiando un aspetto fisico muscoloso e robusto, in contrapposizione al più ricco ed elegante Teseo di Parrasio.

Il suo dipinto mostra Teseo liberato dal Minotauro, ed è conosciuto oggi grazie ad una copia completata nel primo secolo avanti Cristo. I suoi critici spesso fanno notare la testa relativamente grande delle sue figure.

Teseo con bambini salvati dal Minotauro,
affresco, copia originale di Eufranore da Ercolano



Il Mausoleo

timoteo amazonomachia
Timoteo, Amazonomachia (Alicarnasso)


Mentre dallo stile del fregio del Partenone trasse ispirazione il lavoro di molti artisti, la Amazonomachia sulla tomba di Mausoleo, iniziata ad Alicarnasso nel 360 a.c. circa, mostra un vivo desiderio degli artigiani di far valere le loro caratteristiche individuali.

I rilievi sui quattro lati della tomba sono stati visti come un'opportunità per confrontare il lavoro di diversi artisti - Timotheos, Skopas, Leocare e Bryaxis - e per discutere dei loro relativi valori per scegliere il migliore.

Plinio scrive che, dopo la morte di Artemisia (351 a.c.), che aveva assunto il progetto per la costruzione del Mausoleo "i quattro uomini non smisero di lavorare fino a quando non fu finito, perché si resero conto che sarebbe stato un monumento al loro talento ed alla loro gloria".

amazonomachia 2amazonomachia 1I volti dei soldati di Timoteo mostrano una classica compostezza, la calma determinazione degli antichi eroi, mentre l'aggressività nelle sculture di Skopas, li separa dalla sensibilità aristocratica. Le figure nude sono violente, le loro bocche spalancate, le loro narici e gli occhi lampeggianti sotto la fronte accigliata.




Amazonomachia, dal Tempio di Bassae



L'equilibrio perfetto

apollo belvedereIl lavoro di Leocare (c.390-325 a.c.) mostra come egli abbia mantenuto un delicato equilibrio nella sua scultura tra le varie tendenze contemporanee.

La leggerezza del suo Apollo Belvedere si combina con le ridotte proporzioni dei guerrieri scolpiti da lui sul Mausoleo.

Poiché egli non ha concentrato la tensione in un arto specifico, il peso della figura è distribuita equamente tra le due gambe, mentre la flessione del ginocchio sinistro riempie tutto il corpo di energia.

I contorni ondulati riflettono il senso della vita e la mobilità fisica viene esaltata dalla vivacità della modellazione formale, più che nel lavoro di Fidia.

Apollo che sorge da un abisso profondo è un esempio supremo della parusia ("presenza"). E' generalmente riconosciuto che era un arciere, dato che con la mano sinistra trattiene l'arco dal quale ha appena scoccato una freccia. Nel linguaggio enigmatico usato da Leocare, il dio rappresenta un equilibrio perfetto tra la spietatezza dell'arciere e il Dio del sole.


Apollo Belvedere
Copia romana dall'originale di Leocare




Filosofia nell'Arte

ade e persefone sul carro
Ade e Persefone sul carro
Tomba della regina Euridice, Vergina, Grecia


Lo spiritualismo individuale si confermava tramite la fede nei "misteri" che, influenzata dai cambiamenti sociali e politici, promette la salvezza personale.

I dipinti dei misteri eleusini, che si trovano sulla ceramica Attica, avevano una qualità metafisica e seducevano gli iniziati con la visione degli esseri benevoli della vita ultraterrena.

A Vergina (Macedonia), una decorazione del trono di marmo di Euridice, madre di re Filippo, mostra lo scettro e Persefone con ornamenti dorati a rilievo, una tecnica utilizzata anche su ceramica Attica contemporanea.

L'uso dell'oro portò alla scoperta di ciò che Plinio chiamava "splendore", un riflesso che mascherava il colore originale attraverso l'intervento della luce solare.

La Filosofia incoraggiava la gente ad aspirare al pensiero astratto: Platone stimolava una ascesa verso una maggiore consapevolezza e Prassitele ne segui l'esempio, tornando ai modelli ideali.

Le sue statue danno forma tangibile alle qualità invisibili ad occhio nudo e le donne assumono un ruolo definitivo nell'arte per la prima volta.

Frine, cortigiana e amante di Prassitele, fu il suo modello per un monumento alla bellezza assoluta contemplata dallo spirito prima della reincarnazione.

Il suo nudo Afrodite di Cnido, è una rappresentazione della dea dell'amore, della bellezza e fertilità, ma fu anche descritto da Plinio come "La più bella statua non solo di Prassitele, ma di tutto il mondo".

Silanion, nell'ambito dell'Accademia, esplorò il concetto di «pazzia divina» con il suo bronzo Ritratto di Apollodoro, il cui soggetto era un discepolo di Socrate, anch'esso scultore.

Silanion fece suo lo sdegno con cui Apollodoro, chiamato popolarmente Manikos, fracassava le sue statue ogni volta che non riusciva a raggiungere la perfezione.

In particolare, Lisippo ritrasse Alessandro nell'atto e nel gesto coraggioso di cacciare un leone in combattimento ed in varie pose eroiche, ed a volte anche in pose ed atteggiamenti divinizzati (ritratto di Alessandro Magno).

Con queste sue rappresentazioni artistiche, Lisippo creò così un nuovo stile, una nuova scuola di scultura; quella del ritratto fisionomico e individuale che, riproducendo l'aspetto esteriore del soggetto, ne suggeriva anche le implicazioni psicologiche ed emotive.

Lisippo fu un artista molto prolifico della statuaria greca. La tradizione parla, a proposito delle sue opere, di un'enorme produzione, che alcune fonti stimano in circa 1500 statue, la maggior parte delle quali in bronzo. Molte sono le statue degli atleti vincitori dei Giochi olimpici, e si ha inoltre notizia di numerose quadrighe in marmo ed in bronzo. Negli ultimi anni della sua vita, eresse a Taranto una statua alta circa 17 metri di Zeus, raffigurato in posizione eretta vicino ad un pilastro sormontato da un'aquila e nell'atto di scagliare una folgore.

Di questo immenso lavoro, che egli sviluppò e produsse operando a Sicione, Olimpia, Corinto, Rodi, Delfi, Atene, Roma e Taranto, non è rimasto alcun originale, ma solo copie romane.






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