Faggeta del Cimino Viterbo guida per visitare e foto




Guida di Faggeta del Cimino

Come arrivare alla Faggeta nel Cimino

La maggior parte del territorio occupato dai Boschi Cimini ricade nei Comuni di Viterbo, Vitorchiano, Soriano nel Cimino, Canepina, Vallerano, Vignanello, Caprarola, Ronciglione, Capranica e Vetralla.

Alcuni di essi poi sono inclusi nella Comunità Montana dei Monti Cimini.

In auto:
Da Soriano nel Cimino seguire le indicazioni stradali,  dista circa 5 Km. (vedere come arrivare a Soriano nel Cimino).


Per saperne di più:
http://www.tusciaviterbese.it/natura/cimini.html





Faggeta del Cimino cenni storici

Faggeta nel Cimino Gli storici romani ci hanno lasciato diverse testimonianze sulle fasi di conquista del territorio etrusco da parte delle legioni romane: assai suggestivo è il racconto di Tito Livio riguardo all'impenetrabilità della "Silva Cimina", la foresta che copriva le pendici vulcaniche dei Monti Cimini e che fermò a lungo le legioni di Quinto Fabio Rulliano alla fine del IV secolo avanti Cristo.

Gran parte dei secolari boschi che ricoprivano queste alture si è oggi conservata, contribuendo ad arricchire il patrimonio forestale della Tuscia viterbese.



Faggeta del Cimino - La Geologia

Faggeta nel Cimino L'aspetto della Faggeta con i suoi grandi massi tondeggianti è legata all'attività vulcanica di  un milione e trecentocinquantamila anni fa.

Il periodo attivo dei vulcani cimini ha lasciato nelle valli il "peperino tipico del viterbese", utilizzato sin dall'antichità per l'edilizia, ancora oggi coltivato in numerose cave a cielo aperto nei dintorni di Vitorchiano.

Le formazione visibili vulcaniche visibili nella Faggeta, sono i "domi" ammassi di magma molto viscoso che si presentano come delle piccole alture coniche con grossi massi tondeggianti sulla cima.

Faggeta del Cimino - La Vegetazione

Faggeta nel Cimino La Faggeta del Monte Cimino, circa 60 ettari ricoperti da una foresta di faggio il cui folto manto impedisce spesso la crescita di arbusti, rappresenta un Biotopo di grande valore naturalistico.

La poca luce solare che riesce a penetrare la folta chioma dei faggi permette ad un notevole numero di cespugli che in primavera con i loro splendidi fiori rivestono il sottobosco di colori e di vita.

Dai 1053 metri della cima, la foresta di faggio (Fagus sylvatica) scendendo di quota, tra i 950 ed i 600 metri, si mescola a castagni, cerri, carpini neri e bianchi, riveste di un fitto manto il Monte Palanzana (802 metri), il Monte Fogliano (965 metri).

Faggeta del Cimino - La Fauna

Faggeta nel Cimino La ricchezza della flora e la difesa dell'ambiente, ha favorito la presenza di animali selvatici.

Tra i mammiferi protetti dalla caccia, vive la lepre, il cinghiale, il riccio, il ghiro e lo schivo gatto selvatico.

Nelle faggete si sente il martellio dei picchi verde e rosso e si può osservare il silenzioso volo di diversi rapaci diurni di piccole dimensioni, adattatisi alla caccia veloce tra gli alberi come lo sparviere e l'astore.

Nella Faggeta del Cimino nidifica la poiana e nelle pareti di roccia vulcanica il gheppio, con i rapaci notturni, il gufo comune, l'assiolo, il barbagianni, la civetta e l'allocco.

Faggeta del Cimino - Curiosità

Faggeta nel Cimino Nella Faggeta c'è un grande macigno ovoidale che si regge in bilico, da secoli, su una stretta base di appoggio, detto "sasso menicante" (o "naticarello")

È sufficiente far leva con un bastone per farlo oscillare sensibilmente.

Già Plinio il Vecchio lo definì un «miracolo della natura», mentre per Varrone era "totius mundi portentum".





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