Logica e deduzione

Logica e creatività La logica è quel meccanismo che ci consente di fare ragionamenti razionali per giungere a conclusioni esatte il più possibile.

L'uomo non sempre è capace di applicare la logica ai suoi problemi perché confuso dal suo temperamento, dal carattere, dai sentimenti, dalle contraddizioni e dall'approssimazione, oltreché dall'ignoranza.

Inoltre, come risulta ormai certo, la nostra mente è divisa in due emisferi che operano in modo totalmente diverso: il sinistro è logico-razionale mentre l'emisfero destro è artistico-creativo.

La logica viene insegnata troppo poco.

Qualcosa si fa per insegnare le teorie degli insiemi, ma poco o nulla per abituare i ragazzi ai processi logici del ragionamento.

L'uomo non può essere indotto a ragionare sempre come una macchina, è vero, ma è anche vero che spesso applica i sentimenti a problemi esclusivamente razionali e concreti, così come applica la logica razionale a situazioni che invece sarebbero da valutare principalmente in termini sentimentali.

Aristotele fece chiarezza sulla logica analitica, definendo tutte le componenti del ragionamento.

La filosofia riuscì, nei secoli successivi e fino ai giorni nostri, a creare un'enorme confusione anche sui concetti più semplici del nostro mondo, fino a mettere in discussione persino ciò che vediamo.

Cartesio comprese che siamo spesso chiamati a risolvere problemi complessi e che in essi è assai facile perdersi o trarre conclusioni errate, perché basate su presupposti a loro volta errati.

Così suggerì un metodo semplice quanto geniale: bisogna sempre fare lo sforzo di scomporre i problemi complessi nelle loro componenti più semplici.

Boole riuscì a fare ulteriore chiarezza, definendo matematicamente le forme logiche composte da premesse vere o false che producono una risposta che a sua volta non può che essere vera o falsa.

Lo schema delle operazioni logiche booleane è stato poi con successo trasferito pari pari nei computer, garantendo i risultati delle elaborazioni.

Le aree principali della logica matematica includono la teoria dei modelli, la teoria della dimostrazione e la teoria della ricorsione. A queste talora viene aggiunta anche la teoria degli insiemi.

La logica utilizzata dal computer, logica classica, è molto solida e ben fondata: da determinate premesse ne conseguono, in maniera stringente, determinate conseguenze, tutte ricavabili da una catena consistente di cause ed effetti precisi.

tabella decisionale Ma a volte la verità non è così semplice da raggiungere, le cose non sono sempre o vere o false. Ci sono mezze verità e mezze falsità, ovvero verità o falsità sfumate o soggettive o temporanee. Il pensiero umano è assai più complesso e sofisticato dei semplici calcoli di un computer, soprattutto quando si spinge nei ragionamenti astratti, come ad esempio nelle valutazioni della bellezza.

Per fare un esempio pensiamo ad un uomo che misuri 1,70cm di altezza. Come lo consideriamo, alto o basso? Il concetto è relativo, com'è facile capire. Per un cinese sarà sicuramente alto, ma per uno svedese può benissimo non essere vero.

A questo proposito per il calcolo elettronico è nata la Logica Fuzzy (logica sfumata), che non si basa su valori assoluti, ma su insiemi di valori percentualizzati.

Nella logica Fuzzy, dunque, non si considera che un uomo misuri 1,70cm di altezza, bensì la proprietà "alto" o, ancora, quanto si avvicini al concetto di alto (o di basso)  secondo i limiti stabiliti a priori.

In un insieme Fuzzy ad ogni persona verrebbe dato, al posto di una appartenenza completa o nulla, un cosiddetto "grado di appartenenza", che possiamo considerare in percentuale da 0 (non alto, ovvero non appartenente all'insieme degli "alti") al 100% per la massima appartenenza. Molto meglio che considerare 1,70cm "alto". Perchè, in questo caso, 1,6999999cm sarebbe esclusivamente "basso", il chè è assurdo.

E' ovvio che in certe circostanze questo metodo possa produrre risultati informatici molto più sofisticati di quelli che applichino i semplici valori di vero o falso.

Lo stesso meccanismo dovrebbe funzionare anche nella nostra mente. Ma ovviamente ognuno di noi stabilisce personali criteri di valutazione (come il suddetto cinese e svedese a proposito del concetto di "altezza") e ciò può produrre incomprensioni e scontri nei dibattiti tra più persone.

Per questo motivo così spesso ci perdiamo in discussioni che non approdano a nessun accordo. Le premesse o i criteri di valutazione non sono identici, oppure le informazioni del proprio bagaglio personale non corrispondono a quelle del nostro interlocutore. In questi casi l'incomprensione è inevitabile. Esperienze e quindi premesse diverse possono portare facilmente a conclusioni e pareri diversi o addirittura opposti.

In questi casi può essere molto utile applicare il suggerimento di Cartesio: confrontare le esperienze reciproche che hanno portato a consolidare opinioni diverse. Dal confronto può emergere il motivo delle differenze e si potrebbe trovare un punto in comune da cui ripartire col discorso, visto che a premesse uguali, applicando la logica, si dovrebbe pervenire sempre a conclusioni uguali. A questo proposito è molto utile imparare ad ascoltare gli altri e farsi un'idea precisa delle loro conoscenze ed esperienze, prima di esprimersi con critiche rozze o deboli.

Testo scritto da: Enrico Riccardo Spelta




Argomenti correlati


Vetrina ANNUNCI e CONSIGLI