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Rafael Alberti
Biografia, poesie
famose, libri
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Selezione di poesie di Rafael Alberti
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...e un alto futuro di
stelle.
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HAN SRADICATO UN ALBERO
Han sradicato un albero. Ancora stamani
il vento, il sole, gli uccelli
l’accarezzavano benignamente. Era
felice e giovane, candido ed eretto,
con una chiara vocazione di cielo
e un alto futuro di stelle.
Stasera giace come un bimbo
esiliato dalla sua culla, spezzate
le tenere gambe, affondato
il capo, sparso per terra e triste,
disfatto di foglie
e in pianto ancora verde, in pianto.
Questa notte uscirò - quando nessuno
potrà vedere, quando sarò solo -
a chiudergli gli occhi ed a cantargli
quella canzone che stamani il vento
passando sussurrava. |
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NOTTURNO
Tieni, tieni la chiave di Roma,
perché in Roma c'è una via,
nella via c'è una casa,
nella casa c'è una stanza,
nella stanza c'è un letto,
nel letto c'è una dama,
una dama innamorata,
che prende la chiave,
che lascia il letto,
che lascia la stanza,
che lascia la casa,
che va per la via,
che prende una spada,
che corre di notte
e uccide chi passa,
che torna nella via,
che torna nella casa,
che sale alla stanza,
che entra nel letto,
che nasconde la chiave,
che nasconde la spada,
e Roma resta
senza gente che passa,
senza morte e senza notte,
senza chiave e senza dama
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e Roma resta
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I bambini dell'Estremadura
vanno scalzi
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I BAMBINI DELL'ESTREMADURA
I bambini dell'Estremadura
vanno scalzi
chi ha rubato loro le scarpe?
Li feriscono il caldo e il freddo
chi ha rotto loro i vestiti?
La pioggia
bagna loro il sonno e il letto
chi ha distrutto loro la casa?
Non sanno
i nomi delle stelle
Chi ha chiuso loro le scuole?
I bambini dell'Estremadura
sono seri
Chi è il ladro dei loro giochi?
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IL MARE
Il mare. Solo il mare!
Perché mi hai portato, padre,
in città?
Perché mi hai allontanato
dal mare?
Nei sogni la mareggiata
mi tira il cuore
Se lo vorrebbe portare via
Padre, perché mi hai portato qui?
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Padre, perché mi hai portato qui?
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era una fontana d'acqua
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CANZONE N. 5
Oggi le nuvole mi hanno portato
volando, la cartina della Spagna
Che piccolo sul fiume
e che grande sul pascolo
l'ombra che proiettava!
Si è riempita di cavalli,
l'ombra che proiettava
Io, a cavallo, nella sua ombra
ho cercato il mio paese e la mia casa
sono entrato nel cortile che un giorno
era una fontana d'acqua
anche se non c'era la fonte
la fonte suonava ancora
E l'acqua che non correva
è tornata per darmi acqua |
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Rafael Alberti nasce
nel 1902 a Puerto de Santa Maria, vicino a Cadice, in Andalusia,
passa un'infanzia tranquilla e nel 1917 si trasferisce a Madrid dove
comincia la sua avventura artistica come pittore rimanendo attaccatissimo alla sua terra d'origine.
Nel 1922 i suoi lavori vengono esposti nell’ateneo di Madrid, poco
dopo entrerà in contatto con gli artisti e gli scrittori nella
Residencia de Estudiantes, quelli che saranno in seguito i
protagonisti della Generazione del 27.
Nel 1924, mentre è
costretto a vivere nella sierra (Guadarrama y Rute) a causa di una
malattia alle vie respiratorie, pubblica la raccolta di poesie "Marinero
en tierra", un canto d'amore per il mare, che vince il "Premio
Nacional de Literatura".
Nel 1927 partecipa alle celebrazioni per i trecento anni dalla morte
di Luis de Góngora in omaggio al quale pubblicherà "Cal y Canto".
Sono del 1929 le dolorose liriche "Sugli Angeli" ("Sobre los angeles")
risultato poetico di una profonda crisi personale.
Quegli anni li passa a contatto con Federico Garcia Lorca,
Salvador Dalì
e Pablo Picasso, amici
e compagni di strada, pubblica poi "Sermones y moradas" e "El hombre
deshabitado".
Una nuova fase inizia
con l’avvento della Repubblica franchista.
Nel 1931 entra nel Partido Comunista de España (PCE), studia teatro
nell'Unione Sovietica e dirige con la moglie Maria Teresa Leon,
scomparsa nell'88, la rivista rivoluzionaria "Octubre" e dal '36 al
'39 partecipa alla guerra civile nelle file repubblicane.
Nel 1939, dopo la sconfitta repubblicana, si rifugerà in Francia,
poi in Argentina quindi in Italia a Roma a Trastevere (1963).
Degli anni '60 sono i suoi "Poemi d'amore" i versi per "Roma,
pericolo per i viandanti", "Gli otto nomi di Picasso".
Le rime "Amore in bilico" sono dedicate all'erotismo e alla donna,
alla sua nuova e giovane compagna.
Rientrerà nella sua città in Spagna, solo dopo la morte di Francisco
Franco, nel 1977 e nel 1990 si risposerà con Maria Asuncion Mateo di
quarantaquattro anni meno di lui ed otterrà il Premio Cervantes.
L'ultimo rappresentante della "Generazione 27", il movimento a cui
appartenevano anche Garcia Lorca e Vicente Aleixandre,
muore a Puerto de Santa Maria, per arresto cardiaco, il 28 ottobre
1999.
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