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Selezione di poesie di Pablo Neruda
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Lentamente muore
(Martha Medeiros) |

Ho fame della tua bocca |

Il tuo sorriso |

Ode al giorno felice |

E' bello amore sentirti |

Non ti amo |

Nuda |
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Neruda nasce a Parral nel 1904, da famiglia modesta e trascorre l'infanzia nel piovoso, malinconico e selvaggio sud del Cile. Frequenta le
scuole fino al liceo nella cittadina di Temuco e poi all'Università di Santiago.
Dal 1926 al '43 gira il mondo come rappresentante diplomatico del suo paese.
Nel '36-'37 vive l'esperienza della guerra civile spagnola non soltanto da spettatore interessato. L'incontro o meglio la scoperta della
Spagna fu per Pablo Neruda un fatto di estrema importanza.
Neruda, favorito dalle circostanze, mette un pur lieve scompiglio nella letteratura spagnola facendosi paladino della "poesia impura",
opponendosi alla linea purista di Juan Ramon Ramirez. Allora la sua influenza non fu preponderante, ma si fece sentire più tardi e ancora
perdura in qualche modo presso le generazioni intermedie e recenti.
Dopo aver subito il fascino dell'incontro con la poesia spagnola, il poeta cileno è travolto nell'appassionata vicenda della guerra
civile: prende subito posizione a favore della Repubblica aggredita; è scosso dalla tremenda fucilazione di Lorca e con Cesar Vallejo, un
poeta peruviano, fonda il Gruppo ispano-americano d'aiuto alla Spagna.
La guerra civile determina un mutamento profondo nell'animo, nelle convinzioni, nella cultura, nella poesia del poeta. La sua fu una vera
e propria conversione al prossimo e la sua poesia diviene quella dell'uomo con gli uomini cioè una poesia sociale e di lotta politica, di
adesione e di repulsione rispetto al prossimo, di sostegno e di esecrazione, di speranza e di rabbia, d'azione.
Quando, cessata la guerra civile e sconfitte le armi repubblicane, tanti spagnoli sono costretti all'esilio o muoiono fucilati o in
carcere, quel "legame materno" con la Spagna si fa per Pablo Neruda drammatico.
Se uno dei sentimenti più forti dell'anima moderna è quello di un continuo e cocente esilio, di una imprecisata perdita esistenziale, la
Spagna è stata per Neruda quella perdita, quell'esilio; un vuoto angoscioso e accorato che si ripercuote nel suo virile grido di poeta dal
lontano '39 a oggi.
Nel 1944, torna in Cile, s'iscrive al partito comunista cileno e viene eletto senatore.
Dal '48 al '52 è perseguitato e costretto all'esilio per la sua presa di posizione contro il neodittatore Gonzalez Videla; così torna a
viaggiare per il mondo.
Nel 1971 guadagna il premio nobel per la letteratura, nel 1973 torna in Cile e in quello stesso anno muore a Santiago subito dopo il colpo
di Stato del generale Pinochet.
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