|
Hikmet nasce a Salonicco nel 1901.
Hikmet è una
delle più importanti figure della letteratura turca del Novecento e
uno dei primi poeti turchi ad usare i versi liberi.
Hikmet diventa,
ancora da vivo, uno dei poeti turchi più conosciuti in Occidente e i
suoi scritti sono stati rapidamente tradotti in diverse lingue.
Condannato per
marxismo è il solo scrittore d'importanza ad evocare i massacri armeni del 1915 e 1922.
Nato a Salonicco
(attualmente in Grecia) dal funzionario Nazim Hikmet Bey e dalla
pittrice Aisha Dshalila studia nel liceo francese di Galatasaray
(Istanbul) e nell'Accademia della Marina militare, che deve però
lasciare per ragioni di salute.
Durante la
guerra d'indipendenza, si schiera subito con Atatürk (Mustafa Kemal)
in Anatolia e lavora come insegnante a Bolu. Studia poi sociologia
presso l'università di Mosca (1921-1928) e diventa membro del
partito comunista turco negli anni venti.
Dopo il suo
ritorno in Turchia nel 1928, senza visto, Hikmet scrive articoli,
scenari ed altri scritti. E' condannato alla prigione per il suo
ritorno irregolare, ma amnistiato nel 1935.
Nel 1938, è
condannato a 28 anni e 4 mesi di prigione per le sue attività
anti-naziste e anti-franchiste e per essersi opposto alla dittatura
di Kemal Ataturk.
Grazie
all'intervento di una commissione internazionale della quale
facevano parte, tra gli altri, Pablo Picasso, Paul Robeson,
Jean-Paul Sartre sconta "solo" 12 anni e nel 1950 viene liberato.
Si sposa con
Münevver Andaç, una bravissima traduttrice in francese e polacco.
Nel 1951, a causa delle costanti pressioni, è costretto a ritornare
a Mosca, ma la moglie e il figlio non possono seguirlo ed egli
trascorre il suo esilio in tutta Europa, perdendo la cittadinanza
turca per diventare poi polacco.
Nel 1960 si
innamora della giovane Vera Tuljakova e la sposa.
Ma muore il 3
giugno 1963 a causa di una crisi cardiaca mentre si trova in esilio
a Mosca.
Cerca altre notizie su:
Nazim
Hikmet
|