Poesie di Guillaume Apollinnaire

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FOTOGRAFIA

Poesie di Guillaume Apollinaire - Fotografia
M'attira il tuo sorriso come
Potrebbe attirarmi un fiore
Fotografia tu sei il fungo bruno
Della foresta
La sua bellezza
I bianchi sono
Un chiaro di luna
In un pacifico giardino
Pieno d'acque vive e d'indiavolati giardinieri
Fotografia sei il profumo dell'ardore
La sua bellezza
E ci sono in te
Fotografia
I toni illanguiditi
Vi si sente
Una melopea
Fotografia tu sei l'ombra
Del sole
Tutta la sua bellezza.


CAPOSEZIONE

Poesie di Guillaume Apollinaire - Caposezione
La mia bocca avrà ardori da Geenna
La mia bocca sarà per te un inferno di dolcezza e seduzione
Gli angeli della mia bocca troneggeranno sul tuo cuore
I soldati della mia bocca ti prenderanno d'assalto
I preti della mia bocca incenseranno la tua bellezza
La tua anima si agiterà come una regione durante il terremoto
I tuoi occhi saranno carichi di tutto l'amore che si
è accumulato negli sguardi degli uomini dalla creazione
La mia bocca sarà un esercito contro di te un esercito pieno di contrasti
Diverso come un Mago che sa variare le sue metamorfosi
L'orchestra e il coro della mia bocca ti diranno il mio amore
Te lo sussurra di lontano
Mentre gli occhi fissi sull'orologio attendo il minuto stabilito per l'assalto.


LA PARTENZA

Poesie di Guillaume Apollinaire - La partenza
E i loro volti erano pallidi
Spezzati i loro singhiozzi.

Come la neve dai petali puri
O le tue mani sui miei baci
Cadevano le foglie autunnali.

1909

La signora aveva un vestito
In ottomano viola scarlatto
E la sua tunica ricamata d'oro
Era composta di due pannelli
Che s'attaccavano sulle spalle
Gli occhi danzanti come angeli

Rideva rideva
Aveva un viso dai colori di Francia
Gli occhi blu i denti bianchi e le labbra molto rosse
Aveva un viso dai colori di Francia

Era scollata in rotondo
E pettinata alla Recamier
Con belle braccia nude

Non si sentirà mai suonare la mezzanotte
La signora nel vestito di ottomano viola scarlatto
E in tunica ricamata d'oro
Scollata in rotondo
Portava a passeggio i suoi riccioli
La sua fascia d'oro
E trascinava le scarpette con le fibbie


Era così bella
Che non avresti osato amarla

Amavo le donne atroci nei quartieri enormi
Dove nasceva ogni giorno qualche essere nuovo

Il ferro era il loro sangue la fiamma il cervello

Amavo amavo il popolo abile delle macchine
Il lusso e la bellezza sono solamente la sua schiuma

Quella donna era così bella
Che mi faceva paura.




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Guillaume Apollinaire biografia

Biografia di Guillaume Apollinaire Wilhelm Apollinaire de Kostrowitsky, più conosciuto con il suo pseudonimo di Guillaume Apollinaire, nasce a Roma il 26 agosto 1880.

Figlio naturale di un ufficiale italiano e di una nobile polacca, della famiglia de Kostrowitzky, portò dapprima il nome della madre con la quale, ancora bambino, dopo aver abbandonato l'Italia, vagabonda seguendo la passione di questa per i tavoli da gioco di mezza Europa prima di stabilirsi a Parigi.

Non seguì studi regolari, ma si appassionò alla letteratura ed alla poesia, affastellò molte conoscenze ed imparò alla perfezione alcune lingue, da perfetto cittadino del mondo.

A causa delle ristrettezze economiche si trovò molto giovane nella necessità di lavorare, utilizzando il suo bagaglio culturale e la sua educazione divenne precettore in ricche famiglie che, secondo il costume dell'epoca facevano lunghi viaggi, approfittando così ad ampliare le sue conoscenze.
Biografia di Guillaume Apollinaire
A ventidue anni, precettore in una famiglia tedesca, cominciò a scrivere novelle e poesie che spedì a Parigi sperando che fossero pubblicate, poi, lasciata la Renania tornò a Parigi per dedicarsi alla scrittura.

All'inizio Guillaume Apollinaire lavorò in banca, ma poi cominciò a lavorare come giornalista pubblicando una piccola rivista, Le festin d'Ésope, sulla quale scrisse un lungo racconto in prosa: L'enchanteur pourrissant, che risentiva ancora l'influenza del simbolismo.

Le sue frequentazioni ed amicizie lo portarono verso artisti che sarebbero diventati famosi nel campo della pittura e della letteratura, facendogli scoprire la propria vocazione di artista alla ricerca di un personale modo di esprimere i complessi sentimenti che lo animavano.

Nel 1910 Guillaume Apollinaire raccolse i suoi sedici racconti fantastici in un volume intitolato L'Hérésiarque et Compagnie il che ebbe qualche attenzione dei critici.

Nel 1911 pubblica le poesie di "Bestiario o corteggio di Orfe" e nel 1913 il fondamentale "Alcools", raccolta delle migliori poesie composte fra il 1898 e il 1912, che costituisce uno dei testi di poesia più importanti del secolo scorso.

Autografo di Guillaume Apollinaire Quest'opera rinnova profondamente la letteratura francese ed è oggi considerata, con Calligrammi il capolavoro del poeta.

Le sue poesie raccontano dei suoi amori sfortunati, del tempo che passa, dell'oscuro futuro che lo atterrisce, ripercorrendo i temi, incrociandoli in versi piacevoli e commoventi.

Assunto al Mercure de France diventa il più importante personaggio di Montmartre, l'intenditore artistico più sensibile verso i movimenti artistici più avanzati, scrivendo di pittura (I pittori cubisti) e impegnando la sua fantasia nel romanzo Il poeta assassinato ed in una farsa surrealista (Les mamelles de Tirésias, 1917).

Poeta tra i più autentici del primo Novecento portato a vivere forti sentimenti, nel 1914, parte volontario per la prima guerra mondiale, e in omaggio alla sua patria fa pubblicare su La voce di Firenze la lirica A l'Italie.

Ferito in battaglia alla testa, sembra superare la trapanazione del cranio e guarire, ma l'epidemia di "febbre spagnola", lo uccide all'ospedale italiano di Parigi, il 9 novembre 1918, una delle cinquanta milioni di vittime che morirono nell'arco di sei mesi fra la fine dell'ottobre 1918 e l'aprile 1919.



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