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Gabriele
D'Annunzio
Biografia, poesie
famose, libri
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Selezione di poesie di Gabriele
D'Annunzio
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...Odo altro suono, vedo altro bagliore. |
O GIOVINEZZA
O Giovinezza, ahi me, la tua corona
su la mia fronte già quasi è sfiorita.
Premere sento il peso della vita,
che fu si lieve, su la fronte prona.
Ma l'anima nel cor si fa più buona,
come il frutto maturo. Umile e ardita,
sa piegarsi e resistere; ferita,
non geme; assai comprende, assai perdona.
Dileguan le tue ultime aurore,
O Giovinezza; tacciono le rive
poi che il torrente vortice dispare.
Odo altro suono, vedo altro bagliore.
Vedo in occhi fraterni ardere vive
lacrime, odo fraterni petti ansare. |
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L'ALA SUL MARE
Ardi, un'ala sul mare è solitaria.
Ondeggia come pallido rottame.
E le sue penne, senza più legame,
sparse tremano ad ogni soffio d'aria.
Ardi, veggo la cera! E' l'ala icaria,
quella che il fabro della vacca infame
foggiò quando fu servo nel reame
del re gnòssio per l'opera nefaria.
Chi la raccoglierà? Chi con più forte
lega saprà rigiugnere le penne
sparse per ritentare il folle volo?
Oh del figlio di Dedalo alta sorte!
Lungi dal medio limite si tenne
il prode, e ruinò nei gorghi solo. |

...E le sue penne, senza più legame,..
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Or tutta la palude è come un fiore... |
NELLA BELLETTA
(*)
Nella belletta i giunchi hanno l'odore
delle persiche mézze e delle rose
passe, del miele guasto e della morte.
Or tutta la palude è come un fiore
lutulento che il sol d'agosto cuoce,
con non so che dolcigna afa di morte.
Ammutisce la rana, se m'appresso.
Le bolle d'aria salgono in silenzio.
(*) belletta = fanghiglia |
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IN SUL VESPERO
In sul vespero, scendo alla radura.
Prendo col laccio la puledra brada
che ancor tra i denti ha schiuma di pastura.
Tanaglio il dorso nudo, alle difese;
e per le ascelle afferro la naiàda,
la sollevo, la pianto sul garrese.
Schizzan di sotto all'ugne nel galoppo
gli aghi i rami le pigne le cortecce.
Di là dai fossi, ecco il triforme groppo
su per le vampe delle fulve secce.
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...Prendo col laccio la puledra brada... |
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...in cor sentì che il giorno era più
breve. |
LA SABBIA DEL TEMPO
Come scorrea la calda sabbia lieve
per entro il cavo della mano in ozio
in cor sentì che il giorno era più breve.
E un’ansia repentina il cor m’assale
per l’appressar dell’umido equinozio
che offusca l’oro delle piagge salse.
Alla sabbia del Tempo urna la mano
era, clessidra il cor mio palpitante,
l’ombra crescente di ogni stelo vano
quasi ombra d’ago in tacito quadrante |
Gabriele D'Annunzio
biografia
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Gabriele
D’Annunzio nasce nel 1863 da una famiglia della buona
borghesia abruzzese e dal 1874 al 1881 frequenta il Collegio
Cigognini di Prato.

Sono anni in cui acquisisce una robusta
formazione sui classici, che studia con grande impegno, ma
in cui mostra già il suo carattere irrequieto ed
insofferente.
Esordisce assai precocemente nel mondo della poesia con la
raccolta di versi “Primo vere” nel 1879.
Dopo questo primo
successo, si trasferisce a Roma per frequentare la facoltà
di lettere, ma presto abbandona gli studi universitari
inserendosi nella vita mondana e letteraria della capitale
ed abbandonandosi ad una frenetica vita fatta di avventure
galanti, duelli, collaborazioni giornalistiche, produzioni
poetiche e narrative.
Nel 1883, a soli vent'anni, soddisfa
le sue ambizioni aristocratiche sposando la duchessina Maria
di Gallese. La storia con Maria di Gallese, dalla quale ha
tre figli, dura fino al 1890.
Pubblica “Canto Novo” (1882) e le novelle “Terra vergine”
(1882), “Libro delle vergini” (1884) e “San Pantaleone”
(1886) che verranno in seguito riunite nelle “Novelle della
Pescara” (1902).

Nel
1889 esce il suo primo romanzo “Il piacere” in cui l’autore
si identifica con il protagonista Andrea Sperelli,intellettuale
che vota la propria vita ad un ideale di estetismo decadente
fondato sul “vivere inimitabile”, sul gusto del bello e del
piacere.
D’Annunzio non si esime, però, dal criticare il
proprio alter ego segnalandone la volontà debolissima,
l’arrendevolezza nei confronti degli istinti e
l’inettitudine alla vita.
La vita dispendiosa e mondana che
conduce a Roma lo porta ad accumulare debiti finché nel 1891
è costretto ad abbandonare la città eterna ed a trasferirsi
a Napoli.
Nel capoluogo campano vive due anni in “splendida miseria”
durante i quali collabora con il “Corriere di Napoli” ed ha
una relazione con la principessa Maria Gravina Cruyllas
Anguissola, che è sposata con un ufficiale dell’esercito. I
due amanti hanno una figlia e subiscono una condanna di
lieve entità per adulterio. Nel 1892 esce “L’innocente”,
storia di un infanticidio e di una complicata psicologia
omicida in cui si sente l’influenza di Tolstoj e
Dostoevskij.
Nel 1894 a Venezia incontra Eleonora Duse. Nasce una
travolgente storia d’amore tra i due, quantunque il poeta
sia ancora legato alla Gravina (dalla quale nel 1897 ha un
altro figlio).
L’unione con la grande attrice ha riflessi
anche a livello artistico: a lei si ispira “La città morta”,
“Il fuoco” ripercorre la loro storia d'amore e per il teatro
D’annunzio scriverà una serie di testi (“Sogno di un mattino
di primavera”, “Sogno di in tramonto d’autunno” e “La
Gioconda”) con personaggi femminili tagliati su misura per
la Duse.
Nel 1898 D’annunzio abbandona la vita in famiglia e
si trasferisce a Settignano, sulle colline di Firenze, in
una villa (“la Capponcina”) dove vive fastosamente tra
arredi preziosi mentre la Duse abita in una villetta attigua
(“la Porziuncola”). Intanto con “Le Vergini delle rocce”
(1896), aveva realizzato quello che Carlo Salinari definirà
il “Manifesto politico del Superuomo”.
Nel 1900 compie un gesto clamoroso in parlamento: lascia la
maggioranza e si unisce all’estrema sinistra. All’insegna
del mito del Superuomo progetta la sua opera più ambiziosa
“Le Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi”
divisa in cinque libri: “Maia” (1903), “Elettra” (1904),
“Alcyone” (1903) cui seguirà “Merope” (1912) e “Asterope”
(1934).

In “Maia” magnifica la vita come “dono terribile di
Dio”, canta la gioia di vivere e la prefigurazione di una
rigenerazione dell’umanità attraverso l’industria e il
capitale, “Elettra” attraverso l’esaltazione degli eroi di
guerra,della romanità e del Risorgimento prefigura i futuri
destini coloniali ed imperiali dell’Italia, nell’ “Alcyone”
rappresenta un tuffo di esaltante sensualità nella felicità
e nel calore
della divina estate in una unione panica con la natura.
Il 2
marzo 1904 viene messo in scena a Milano il capolavoro
teatrale di D’annunzio “La figlia di Iorio”, tragedia
ambientata in un mondo primitivo e selvaggio popolato da
pastori “ ’briachi di sole e di vino”.

Nel 1910 esce “Forse che sì forse che no” in cui i simboli
della modernità (automobile ed aeroplano) diventano i mezzi
per l’espansione dell’ego del nuovo superuomo, il coraggioso
pioniere della velocità, automobilista ed aviatore.
Ma la
sua dispendiosa vita presenta il conto allo scrittore e
poeta abruzzese costringendolo a riparare in Francia per
fuggire dai creditori. Tra il 1911 ed il 1914 invia al
Corriere della Sera “Le faville del maglio”.
Ma ormai lo
scoppio della prima guerra mondiale offre al vate
l’opportunità di fare della sua esistenza un’opera
straordinaria attraverso il compimento di gesta eroiche che
lo consegnino alla storia della patria: partecipa alla beffa
di Buccari (10-11 febbraio 1918) ed è protagonista del volo
su Vienna (9 agosto 1918).
Del periodo che va dal 1919 al
1920 è, invece, l’impresa di Fiume. Nel 1921 si ritira a
Gardone, chiudendosi nello splendido isolamento della
villa del “Vittoriale
degli italiani”, da dove guarda con simpatia all’avvento
del fascismo e dove si spegne il 1° marzo 1938. |
Libri di Gabriele D'Annunzio
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L'Italia e la «grande vigilia». Gabriele D'Annunzio
nella politica italiana prima del fascismo
2007, Franco Angeli
€ 25,00 |
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Barbarella. Il grande romanzo d'amore di Barbara
Leoni e Gabriele D'Annunzio
Oppo Gabriele T., 2005, Tabula Fati
€ 14,00 |
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Sarah Bernhardt e Gabriele D'Annunzio. Carteggio
inedito 1896-1919
Minnucci Franca, 2006, Ianieri
€ 16,00 |
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Gabriele D'Annunzio. Una vita d'eccezione
2004, Skira
€ 16,00 |
 |
La figlia di Iorio. «Era mia, era mia e me l'hanno
presa!». Lettere inedite di Eleonora Duse a Gabriele
d'Annunzio
2005, Ianieri
€ 12,50 |
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Gabriele D'Annunzio. Le immagini di un mito
Traina Augusto, Veroli Patrizia, 2003, L'Epos
€ 58,00 |
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Lettere d'amore a Barbara Leoni
D'Annunzio Gabriele, 2008, ES
€ 18,40 |
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Notturno
D'Annunzio Gabriele, 2008, Garzanti Libri
€ 7,60 |
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Lettere a Barbara Leoni (1887-1892)
D'Annunzio Gabriele, 2008, Carabba
€ 28,00 |
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Favole di Natale
D'Annunzio Gabriele, 2007, Solfanelli
€ 7,00 |
 |
Al «candido fratello». Carteggio
D'Annunzio Gabriele, Tenneroni Annibale, 2007,
Carabba
€ 21,00 |
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Versi d'amore e di gloria. Vol. 1
D'Annunzio Gabriele, 2006, Mondadori
€ 12,90 |
 |
Versi d'amore e di gloria. Vol. 2
D'Annunzio Gabriele, 2007, Mondadori
€ 12,90 |
 |
Lettere a Nietta negli anni del tramonto
D'Annunzio Gabriele, 2005, Salerno
€ 11,00 |
 |
«La rosa della mia guerra». Lettere a Venturina
D'Annunzio Gabriele, 2005, Marsilio
€ 24,00 |
 |
Il fiore delle lettere. Epistolario
D'Annunzio Gabriele, 2005, Edizioni dell'Orso
€ 60,00 |
 |
Alcyone
D'Annunzio Gabriele, 2006, Garzanti Libri
€ 11,00 |
 |
Elegie romane
D'Annunzio Gabriele, 2005, Mondadori
€ 8,80 |
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Prose di ricerca
D'Annunzio Gabriele, 2005, Mondadori
€ 78,00 |
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Il befano alla befana. L'epistolario con Luisa
Baccara
D'Annunzio Gabriele, 2004, Garzanti Libri
€ 8,50 |
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Il fastello della mirra
D'Annunzio Gabriele, 2004, Vallecchi
€ 20,00 |
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Il piacere
D'Annunzio Gabriele, 2004, Garzanti Libri
€ 8,50 |
 |
Scritti giornalistici
D'Annunzio Gabriele, 2003, Mondadori
€ 78,00 |
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Scritti giornalistici (1889-1938). Vol. 2
D'Annunzio Gabriele, 2003, Mondadori
€ 39,00 |
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