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Costantino
Kavafis
Biografia, poesie
famose, libri
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Selezione di poesie di Costantino Kavafis
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E guardo avanti le candele accese
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CANDELE
Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde e vivide.
Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.
Non le voglio vedere: m'accora il loro aspetto,
la memoria m'accora il loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.
Non mi voglio voltare, ch'io non scorga, in un brivido,
come s'allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente. |
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LE FINESTRE
In queste tenebrose camere, dove vivo
giorni grevi, di qua di là m'aggiro
per trovare finestre (sarà
scampo se una finestra s'apre). Ma
finestre non si trovano, o non so
trovarle. Meglio non trovarle forse.
Forse sarà la luce altra tortura.
Chi sa che cose nuove mostrerà. |

In queste tenebrose camere, dove vivo
giorni grevi
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Avevo da fare tante
cose là fuori
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MURA
Senza riguardo, senza pudore né pietà,
m'han fabbricato intorno erte, solide mura.
E ora mi dispero, inerte, qua.
Altro non penso: tutto mi rode questa dura sorte.
Avevo da fare tante cose là fuori.
Ma quando fabbricavano fui così assente!
Non ho sentito mai né voci né rumori.
M'hanno escluso dal mondo inavvertitamente. |
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MONOTONIA
Segue a un giorno monotono un nuovo
giorno, monotono, immutabile. Accadranno
le stesse cose, accadranno di nuovo.
Tutti i momenti uguali vengono, se ne vanno.
Un mese passa e un altro mese accompagna.
Ciò che viene s'immagina senza calcoli strani:
è l'ieri, con la nota noia stagna.
E il domani non sembra più domani.
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Tutti i momenti uguali vengono, se ne vanno.
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Ha letto appena per dieci minuti.
Poi basta.
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E' VENUTO
PER LEGGERE
E' venuto per leggere. Aperti,
due, tre libri, di storici e poeti.
Ha letto appena per dieci minuti.
Poi basta. Sul divano
sonnecchia. E' tutto intero dei suoi libri
- pure, ha ventitré anni; è molto bello.
E questo pomeriggio è passato l'amore
nella carne stupenda, nella bocca.
Nella sua carne ch'è tutta beltà
corsa è la febbre della voluttà.
Senza grottesche remore alla forma del piacere…
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