Poesie di Anna Achmatova pag. 2




LA PORTA SOCCHIUSA

Anna Achmatova - La porta socchiusa La porta è socchiusa,
dolce respiro dei tigli...

Sul tavolo, dimenticati,
un frustino ed un guanto.

Giallo cerchio del lume...

Tendo l’orecchio ai fruscii.

Perché sei andato via?

Non comprendo...

Luminoso e lieto
domani sarà il mattino.

Questa vita è stupenda,
sii dunque saggio, cuore.

Tu sei prostrato, batti
più sordo, più a rilento...

Sai, ho letto
che le anime sono immortali.




ULTIMO BRINDISI

Anna Achmatova - L'ultimo brindisi
Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:

all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.
1934




LA MUSA

Anna Achmatova - La musa Quando la notte attendo il suo arrivo,
la vita sembra sia appesa a un filo.

Che cosa sono onori, libertà, giovinezza
di fronte all’ospite dolce
col flauto nella mano? Ed ecco è entrata.

Levato il velo, mi guarda attentamente.

Le chiedo: “Dettasti a Dante tu
le pagine dell’Inferno?” Risponde: “Io”.




E QUEL CUORE PIU' NON RISPONDERA'

Anna Achmatova - E quel cuore che più non risponderà E quel cuore più non risponderà
alla mia voce, esultante e afflitto.

Tutto è finito... E il mio canto risuona
nella notte vuota, ove più tu non sei.
1956




LA SENTENZA

Anna Achmatova - La sentenza E sul mio petto ancora vivo
piombò la parola di pietra.

Non fa nulla, vi ero pronta,
in qualche modo ne verrò a capo.

Oggi ho da fare molte cose:
occorre sino in fondo uccidere la memoria,
occorre che l’anima impietrisca,
occorre imparare di nuovo a vivere.

Se no... Oltre la finestra
l’ardente fremito dell’estate, come una festa.

Da tempo lo presentivo:
un giorno radioso e la casa deserta




ERA GELOSO TENERO APPASSIONATO

Anna Achmatova _ Era geloso tenero appassionato
Era geloso tenero appassionato,
mi amava come un sole divino,
ma perché non cantasse il passato
ha ucciso il mio uccello alburnino.

Entrando nella stanza al tramonto
-"Amami - disse - ridi, scrivi versi!"

E ho seppellito l'allegro uccello
oltre il pozzo tondo, al vecchio ontano.


Ho promesso che non avrei pianto,
ma il cuore mi è diventato di pietra
e ovunque mi sembra di udire
la sua dolce canzone.

(Autunno del 1914)





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