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Guercino
Francesco Barbieri
Artista italiano Barocco
Biografia, dipinti,
opere d'arte, quadri, libri, foto sfondi
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Galleria opere d'arte di Guercino Barbieri
(sfondi formato desktop 1024x768
scaricabili gratis) |
 Aurora (1621) |

San Filippo Neri (1656) |

Rennes le chateau et in Arcadia |
 Seneca si svena |

Il battesimo di Gesù (1600) |
 Gesù e la samaritana |
 Santa Cecilia |
 Flagellazione |
 Sibilla Samia |
 Madonna con bambino |
 Il ritorno del figliol prodigo (1619) |
 Sibilla Persica (1647) |
 Angeli piangenti sul Cristo morto (1618) |
 Cristo risorto appare alla Vergine (1629) |

San Luca (1653) |

Susanna e i vecchioni |

Flagellazione di Cristo (1657) |

Deposizione di Cristo (1656) |

Santi patroni di Modena (1652) |

Saul attacca Davide (1646) |

San Romualdo (1641) |

Allegoria della pittura e scultura (1637) |

Maddalena e due angeli (1622) |

Aurora (1621) |

Sansone catturato dai filistei (1619) |

Parabola della dracma perduta (1622) |

Maria Maddalena in penitenza |

San Francesco con angelo che suona il
violino |

Santa Margherita |

Martirio di Santa Caterina (1653) |

Venere Marte e Cupido (1633) |

Uomo nudo sdraiato (1618) |
Biografia e vita del Guercino (Francesco Barbieri 1591-1666)
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Giovan Francesco Barbieri, pittore italiano Barocco, nasce a Cento, nel
Ducato di Ferrara, il 2 febbraio 1591 ed il soprannome di Guercino gli deriva dal notevole difetto agli occhi e forse il suo difetto può avere
influenzato la sua resa pittorica delle forme e nello spazio.
Nel suo paese natale da un pittori locali apprende da bambino le prime nozioni di disegno e di affresco, ma già a dieci anni viene mandato
dalla famiglia, colpita dalla sua innata capacità di pittore, a Bologna dove può osservare da vicino ed imitare le opere dei Carracci.
Il pittore stesso dirà anni dopo di aver tratto profitto dallo studio della Conversione di Paolo di Ludovico Carracci, allora nella chiesa di
San Francesco Bologna e da altre tele.
Lo stile pittorico del Guercino, già all'inizio si distingueva dallo Stile Barocco allora in voga che tendeva ad abbellire nelle forme e nei
colori il soggetto ripreso, preferendo dipingere in maniera più realista, utilizzando una forte luce che cadeva dall'alto ed espletando la sua
sensibilità cromatica in sorprendenti effetti chiaroscuri.
Nel 1617 la sua fama e bravura è tale da poter aprire a Cento una propria Scuola, la sua Accademia del nudo, che al tempo raccolse fino a 23
alunni, dove il Guercino disegnava generalmente "l'ignudo col carbone, in carta leggermente tinta.
Il viaggio a Venezia e l'incontro con Galleria opere d'arte di Tiziano Vecellio e Jacopo Bassano concludono la formazione giovanile del pittore.
Lo stile giovanile del Guercino è espressa chiaramente neGalleria opere d'arte giovanili “Susanna e i vecchioni” (1617), in cui il cielo plumbeo e
l’oscurità notturna sono illuminati dal candore del corpo della fanciulla, lo straordinario “Et in Arcadia Ego” (1618) con la sua profonda
riflessione sulla morte, e la “Vestizione di San Guglielmo d’Aquitania” (1620) dove la linea del disegno e il contorno delle figure si fondono
con l’ambiente circostante grazie ai colori caldi e agli effetti luministici che sfaldano le forme.

Nel 1621 sireca a Roma con l'incarico di decorare il casino di Villa Ludovisi.
L’opera che il Guercino realizza, l'"Aurora" nella volta e le allegorie del "Giorno e della Notte" nelle lunette laterali, è caratterizzata
dagli audaci scorci in sottoinsù e dell’esuberante dinamismo dei cavalli che trascinano il carro, donando un impeto travolgente a tutto
l’affresco che riceve la sua bellezza dai vibranti e mobili effetti di luce.
Sempre a Roma il pittore di Cento dipinge la monumentale pala della “Sepoltura di Santa Petronilla” (1622-1623), che misura più di
sette metri per quattro, e che mostra un’attenzione particolare alla
linea del disegno e un equilibrio compositivo di ascendenza classica, suggerendo il ritorno ad uno stile più tradizionale e
idealizzante.
Il 1623 il Guercino lascia Roma; il questo periodo il gusto artistico del pittore si sposta verso il classicismo e l’eleganza di
Guido Reni.
Da questo nuovo gusto nasce il capolavoro “Apparizione di Cristo alla madre” (1629), in cui il gruppo piramidale di Cristo e la
Madonna mostra una precisione del designo e un’armonia, molto ammirate dai contemporanei.
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Molto lodata è anche la pala d’altare con “La visione di San Bruno” (1647), opera caratterizzata dalla potenza e bellezza del colore.
Nel 1649 l’esistenza del pittore è immalinconita dalla scomparsa del fratello Paolo Antonio e nel 1661 Guercino subisce un infarto che
anticipa il malore a causa del quale morirà a Bologna il 22 dicembre 1666. |
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Libri su Guercino Barbieri
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Intorno Alla Vita E Alle Opere Di Gianfrancesco Barbieri Detto Il Guercino Da Cento: Commentario (1861)
Centese, Gaetano Atti, 2010, Kessinger Publishing |
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Guercino: Stylistic Evolution in Focus
Prasad, Shilpa, 2007, Timken Museum of Art |
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Le stanze del Cardinale. Caravaggio,
Guido Reni, Guercino, Mattia Pret
cur. Sgarbi V., Papetti S., 2009, Silvana |

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Guercino. La scuola, la maniera. I disegni agli Uffizi
cur. Turner N., 2008, Olschki |
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La Madonna del presepe. Da Donatello a Guercino. Una
devozione antica e nuova nella terra di Cento
2007, Minerva Edizioni (Bologna) |
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L'eredità del Guercino.
L'inventario legale di Giovan Francesco e Filippo Antonio Gennari
Negro Emilio, Roio Nicosetta, 2008, Artioli |
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Guercino. Il
san Francesco ritrovato. Catalogo della mostra
cur. Gonzales F., Vitiello R., 2006, Skira |
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Pinacoteca Nazionale di Bologna. Catalogo generale. Vol. 3: Il Seicento: gli Incamminati, Reni, Guercino, la scuola
bolognese. |
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La scuola del Guercino
Negro Emilio, Pirondini Massimo, Roio Nicosetta,
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La Madonna del
presepe. Da Donatello a Guercino. Una devozione antica e nuova nella terra di Cento |
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Guercino
Ficacci Luigi |
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L'eredità del Guercino.
L'inventario legale di Giovan Francesco e Filippo Antonio Gennari
Negro Emilio, Roio Nicosetta |
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