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Filippo Lippi
Pittore affrescatore italiano
Biografia, dipinti,
opere d'arte, quadri, libri, foto sfondi
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I capolavori di Filippo Lippi
(sfondi formato desktop 1024x768
scaricabili gratis) |

Annunciazione (1440) |

Annunciazione
(1443) |

Annunciazione (1445) |

Ritratto di un uomo e una donna |

Annunciazione (1467) |

Madonna con Bambino |

Madonna con Bambino e Sant'Antonio (1480) |

Madonna con bambino (1437) |

Madonna in trono (1430) |

Madonna della cintola |

Madonna con due angeli (1437) |

Madonna con Bambino
Tarquinia (1437) |

Madonna del ceppo (1453) |

Madonna in trono con santi (1445) |

Madonna con San Frediano e Sant'Agostino
(1437) |

Vergine e vita di sant'Anna (1452) |

Incoronazione della Vergine (1441) |
 Adorazione dei magi |

Adorazione dei Magi (1445) |

Adorazione del Bambino (1455) |

Ordine delle Carmelitane (1432) |
 Affresco duomo di Prato |
 Affresco cappella Strozzi |
 Affresco duomo Spoleto |

Visione di Sant'Agostino (1450) |

Dottori della Chiesa (1457) |
 Natività |

Visione di Sant'Agostino (1438) |
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Biografia e vita di Filippo Lippi (1406-1469)
Di umili origini e rimasto orfano, nel 1421
Filippo Lippi prese i voti presso
il convento di Santa Maria del Carmine a Firenze, nei pressi del quale
aveva abitato con la famiglia.
Il giovane frate poté così ammirare gli affreschi che Masolino e
Masaccio negli anni venti andavano compiendo nella cappella Brancacci
nella chiesa annessa al cenobio carmelitano. Tale esperienza fu
determinante per la formazione del Lippi, tanto che “molti dicevano lo
spirito di Masaccio essere entrato nel corpo di Filippo” (Vasari 1568).
Suggestionato da tali influenze affrescò nel chiostro del convento una
grande scena raffigurante la Conferma della regola carmelitana, di
solito identificata con l’affresco staccato tuttora ivi conservato.
Lasciato il convento, nel 1434 il Lippi soggiornò a Padova dove compì
una fondamentale maturazione artistica segnata dall’incontro con gli
interessi archeologici della cultura locale e probabilmente con l’arte
fiamminga.
Derivò invece da Donatello un vivo interesse prospettico e un tenero
plasticismo, quest’ultimo filtrato dalle interpretazioni di Luca della
Robbia intrise di dolce naturalismo.
Dalla fine degli anni trenta, il Lippi aprì bottega a Firenze,
dimostrando subito di essere molto apprezzato.
In una lettera del 1° aprile del 1438 indirizzata a Piero de’ Medici,
Domenico Veneziano ricorda che Filippo Lippi e l’Angelico erano i
migliori pittori del momento.
Filippo realizzò dipinti di soggetto religioso corredati di raffinate
simbologie: i temi più ricorrenti sono la Pietà, l’Annunciazione,
l’Adorazione del Bambino.
Fu anche ritrattista approntando una formula, che poi sarebbe stata
ripresa nei decenni successivi.
Dagli anni quaranta il Lippi manifesta uno stile più aulico, con un
cromatismo più acceso e smaltato con ambientazioni più complesse e
ariose, in sintonia con le commissioni più impegnative di tale periodo,
perlopiù avanzate dai Medici e dai loro affiliati.
Per Cosimo il Vecchio dipinse la pala con l’Adorazione del Bambino per
l’altare della cappella di Palazzo Medici (entro il 1459).
Dal 1452 al 1466, il Lippi si cimentò nella sua impresa più ambiziosa:
gli affreschi con le Storie dei santi Stefano e Giovanni Battista nel
coro della cattedrale di Prato.
Negli anni del soggiorno pratese conobbe Lucrezia Buti, suora del
convento di Santa Margherita, con la quale ebbe una relazione.
Filippo e Lucrezia si poterono sposare grazie all’intercessione di
Cosimo de’ Medici presso papa Pio II, che concesse a entrambi lo
scioglimento dei voti monastici.
Da tale unione nacque Filippino, che seguì le orme del padre divenendo
un importante artista.
Nel 1467, Filippo Lippi si trasferì a Spoleto con la propria bottega,
incaricato di affrescare le Storie della Vergine nell’abside del duomo.
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Vi lavorò fino alla morte sopraggiunta nell’ottobre del 1469.
In seguito, nel medesimo duomo spoletino dove il Lippi era stato
sepolto, Lorenzo il Magnifico fece erigere il monumento sepolcrale al
pittore realizzato su disegno di Filippino con una iscrizione
celebrativa dettata da Agnolo Poliziano.
Fra i suoi allievi e collaboratori, ci furono Fra Diamante, Filippino
Lippi e Sandro Botticelli. |
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Filippo Lippi
Paolucci Antonio, 2007, Giunti Editore
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Filippo Lippi. Un trittico ricongiunto. Catalogo della mostra
2005, Allemandi
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Filippo Lippi. Gli ingegni rari sono forme celesti
Winspeare Massimo, 2003, Sillabe
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Filippo Lippi. Those of rare genius are heavenly forms
Winspeare Massimo, 2003, Sillabe
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Fra Filippo Lippi. Ediz. inglese
Ruda Jeffrey, 2002, Phaidon
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