Odilon Redon_dante_e_beatrice_1914




Biografia e vita di Odilon Redon (Italia 1840-1916)

Ritratto di Odilon Redon 1840
Odilon Redon (il cui nome di battesimo è Bertrand-Jean) nasce in una famiglia benestante a Bordeaux il 22 aprile 1840 ed è il secondogenito di Bertrand Redon e Marie Guérin (nota come Odile), una creola di origine francese che dà alla luce cinque figli: Ernest, Odilon, Marie, Leo e Gaston.

Di costituzione gracile, al punto che pare non possa riuscire a sopravvivere, Odilon, ad appena due giorni dalla nascita, viene portato in campagna a Peyrelebade, nella tenuta agricola di famiglia (situata nelle vicinanze di Listrac, nel Medoc) e consegnato alle cure di una nutrice.

1840-51
Odilon trascorre gli anni dell'infanzia a Peyrelebade. I medici, riconosciuta la sua fragilità fisica e psicologica, sconsigliano qualsiasi "sforzo cerebrale"; questo il motivo per cui Odilon non viene mandato a scuola che molto più tardi. La sua malattia, giudicata molto grave, gli provoca ripetute crisi di tipo epilettico.

Viene condotto più volte in pellegrinaggio alla Madonna di Verdelais e il suo caso figura tra le 133 guarigioni miracolose avvenute in quel luogo tra il 1819 e il 1883. Privo di ogni educazione borghese e allo stesso tempo emarginato da quella contadina non riesce, per debolezza costituzionale, a seguire i coetanei nei giochi e nelle corse campestri. Le sue giornate si svolgono in solitudine, relegato in cortile a "giocare tranquillamente"; passa il tempo a osservare il paesaggio. In questo periodo sviluppa il rapporto con la natura che diverrà in seguito elemento di grande importanza nella sua arte.

Opera di Odilon Redon 1851-56
Ormai undicenne, Odilon è ricondotto a Bordeaux per frequentare il primo anno di scuola. Cresciuto senza regole, prova molto disagio nell'inserirsi in famiglia e in società. Più tardi affermerà che la vita, dagli undici ai diciotto anni, si rivelò essere molto faticosa, contraddistinta da una viscerale insofferenza per lo studio.

In casa soddisfano ogni sua necessità materiale, ma viene al contempo emarginato nella sfera affettiva sia dai genitori (soprattutto la madre) che dai fratelli. Verso i quindici anni incomincia a emergere in lui la predisposizione al disegno che coltiva appassionatamente; inizia così a prendere lezioni dal maestro Stanislas Gorin (di questo artista si hanno pochissime informazioni, pare che tutto sia andato perduto).

1857
Per ordine paterno, Redon si reca a Parigi a studiare architettura. Frequenta l'ambiente studentesco ma resta estraneo all'esuberanza dei suoi coetanei.

Bocciato alla prova orale negli esami del primo anno, abbandona l'idea di diventare architetto e si dedica alla pittura. Inizia anche a scrivere; i suoi sono tentativi incerti, giovanili, romantici. Incontra a Bordeaux il botanico Armand Clavaud, uomo di grande spessore intellettuale che lo inizia alla letteratura, alla storia e alla filosofia. Odilon scopre così la natura attraverso il microscopio, studia le religioni e i poemi orientali, legge le opere di Flaubert, Poe, Baudelaire. Clavaud gli insegna l'estetica, dall'antichità classica al romanticismo.

Dipinto di Odilon Redon
1860-63
Partecipa per la prima volta, presentandosi con i "Paesaggi", alle esposizioni de la Société des Amis des Arts di Bordeaux. Successivamente visita i Pirenei e la Spagna. Questo viaggio segna una tappa fondamentale nella crescita artistica di Redon: è una vera e propria rivelazione. Le emozioni suscitate dal paesaggio, l'intensità delle luci e dei colori lasciano nell'artista una traccia indelebile, ampiamente riconoscibile nella sua opera. Incontra nel 1863, a Bordeaux, il quarantunenne litografo Rodolfo Bresdin, con il quale si lega in grande amicizia e che lo inizia all'acquaforte e alla litografia.

1863-66
Iniziato da Bresdin all'acquaforte, produce la maggior parte delle opere in questo triennio (in seguito riutilizzerà questa tecnica in modo molto sporadico, particolarmente negli anni 1880 e 1882). Soprattutto tra il 1865 e il 1866 l'artista realizza nove acqueforti raffiguranti dei cavalieri in combattimento inscritti in paesaggi inaccessibili e brulli. Le scene si svolgono in un silenzio avvolgente, minacciosamente dominato da grandi massi rocciosi sormontati dal cielo tenebroso. Questa descrizione dura e selvaggia della natura è probabilmente una conseguenza delle emozioni suscitate in Redon dal paesaggio pirenaico e iberico.

1870-71
Redon è chiamato alle armi per la guerra franco-prussiana. Il Corpo d'armata al quale appartiene (II Armée de la Loire) è ampiamente impiegato in battaglia; una di queste si svolge il 22 dicembre. Redon ne esce illeso ma in preda a un grave indebolimento fisico. Viene congedato il 21 febbraio 1871, per malattia. Non potendo più partecipare attivamente alle manovre, cerca di rendersi utile entrando nel servizio ausiliario. Apparentemente non riporta segni emozionali da quest'esperienza che tuttavia deve aver operato in modo più sottile una trasformazione interiore. I suoi Neri (carboncini, acqueforti, litografie) abbondano subito dopo la guerra.

Pittura di Odilon Redon 1874-79
Muore il padre e a seguito di questa perdita inizia, per tutta la famiglia Redon, una sorta di declino economico. Nella primavera successiva Odilon si reca a Barbizon (località molto frequentata dagli artisti del suo tempo) per studiare, nella foresta di Fontainebleau, la vegetazione "ad alto fusto" e il sottobosco. Intraprende alcuni viaggi e recatosi in Belgio e in Olanda, visita i musei, rimanendo particolarmente colpito dall'opera di Rembrandt. Fantin-Latour gli insegna la tecnica del "papier report" (sistema che consente di trasporre un disegno su un'altra superficie). Pubblica il suo primo album di litografie ispirate ai Pensieri di Pascal dal titolo: "Dans le rève".

1880
Sposa Camille, una giovane creola dal temperamento estroverso e dinamico. Attraverso il matrimonio Redon raggiunge una maggiore stabilità affettiva ed esistenziale; Camille ha la capacità di guidarlo nei rapporti esterni, appianando tutti quei problemi relazionali e gestionali che lui vive come ostacoli insormontabili. Effettua il viaggio di nozze in Bretagna e in quell'occasione esegue Moulin en Bretagne, il suo primo pastello. Respinto dal mondo accademico lavora con accanimento per potersi far conoscere dal pubblico. Questa spinta vitale deriva con molta probabilità dalla necessità di sopperire ai bisogni materiali sorti in concomitanza alle nuove responsabilità familiari.

1884-86
Questi due anni recano a Redon una serie di disgrazie che lo segnano profondamente: muoiono i suoi fratelli Leo e Maria, poco dopo l'amico Bresdin e infine il piccolo Jean (il suo primo figlio di appena pochi mesi) al quale dedica una serie di ritratti. Indubbiamente il 1886 è per Redon un anno contraddittorio poiché, se dal lato umano, con la morte di Jean, corrisponde a un periodo di dolore, d'altro canto segna una tappa tra le più importanti della sua carriera artistica: espone al Salone di Bruxelles con Gauguin. A questa esperienza significativa seguono i primi contatti con gli artisti e scrittori belgi.

Dipinto di Odilon Redon 1888
Redon lavora alla creazione di una serie di quarantadue litografie (circa un quinto delle sue incisioni) ispirate all'opera letteraria La tentazione di Sant'Antonio, di Gustave Flaubert. Per questo compito, l'artista realizza tre album, nei quali pone la sua immaginazione a servizio del testo pur mantenendo una poetica tutta personale che amalgama sapientemente contenuti macabri, fantastici e originali.

1889-90
Le molte soddisfazioni artistiche maturate in seguito ad anni di lavoro sono coronate da un importante avvenimento di carattere affettivo: nasce il suo secondogenito, Ari'. La paternità probabilmente incide nell'animo dell'artista poiché inizia gradualmente ad abbandonare i Neri per dedicarsi all'uso del colore. A questa nota positiva si aggiunge subito un evento drammatico: la notte del 1° dicembre 1890, Clavaud si suicida. Redon ne è addolorato e consacra all'amico l'album "Les Songes" attraverso cui si immedesima nella disperazione che Clavaud deve aver provato prima, durante e dopo il gesto disperato.

1899-1910
In questi anni Redon lavora incessantemente e le tappe più significative sono le seguenti: esegue l'ultima serie litografica su ordinazione di Vollard, espone al Salon d'Automne nel quale gli viene messa a disposizione un'intera sala. Il museo del Lussemburgo acquista l'opera "Les Yeux clos". Compie un importante viaggio a Venezia, realizza dei disegni per tappezzerie commissionati dalle Manifatture Gobelins, decora la Biblioteca dell'Abbazia di Fontfroide, le sue opere vengono esposte a Chicago, New York e Boston. Mellerio pubblica il catalogo delle sue opere.
1914-16
Scoppia la Prima guerra mondiale e il figlio di Odilon, Ari, viene chiamato alle armi e immediatamente impiegato al fronte. Redon trascorre l'ultimo periodo della sua esistenza nell'ansia di non vederlo tornare ed è così che il suo timore si avvera. Non ricevendo più notizie del figlio si reca nel mese di gennaio 1916 a casa di amici nella speranza di raccogliere informazioni indirette. Il freddo gli procura una banale influenza che gli è fatale. Muore il 6 luglio del 1916, prima del congedo di Ari'.




Galleria opere d'arte di Odilon Redon

slideshow
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Odilon Redon Ragno che piange (1881)
Ragno che piange (1881)

Odilon Redon_Ragno Sorridente (1881)
Ragno Sorridente (1881)

Odilon Redon_spirito_guardiano_delle_acque_1878
Spirito guardiano delle acque(1878)

Odilon Redon_l_occhio
L'occhio

Odilon Redon_cactus_man_1881
Cactus man (1881)

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Il pallone occhio (1878)

Odilon Redon_sopra_il_piano_1879
Sopra il piano (1879)

Odilon Redon_una_maschera_suona_campana_funebre_1882
Una maschera che suona la campana funebre (1882)

Odilon Redon_profumo_bollito_1885
Profumo bollito (1885)

Odilon Redon_cavaliere
Il cavaliere

Odilon Redon_profilo_e_fiori_1912
Profilo e fiori (1912)

Odilon Redon_budda_1905
Budda (1905)

Odilon Redon_la_sfinge_rossa_1912
La sfinge rossa (1912)

Odilon Redon_nuvola_di_fiori_1903
Nuvola di fiori (1903)

Odilon Redon_il_ciclope_1895
Il ciclope (1895)

Odilon Redon_occhi_chiusi_1890
Occhi chiusi (1890)

Odilon Redon_occhi_chiusi_1893
Occhi chiusi (1893)

Odilon Redon_beatrice_1885
Beatrice (1885)

Odilon Redon_la_barca_mistica_1890
La barca mistica (1890)

Odilon Redon_silencio
Silencio

Odilon Redon_dante_e_beatrice_1914
Dante e Beatrice (1914)

Odilon Redon_la_morte_di_orfeo
La morte di Orfeo

Odilon Redon_il_silenzio_1895
Il silenzio (1895)

Odilon Redon_il_sogno_1904
Il sogno (1904)

Odilon Redon_vista_di_una_città
Vista di una città

Odilon Redon_il_calvario
Il calvario

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Papaveri e Volubilis (1866)

025 Odilon Redon
Vaso con fiori

odilon_redon_pegaso_e_muse_1900
Pegaso e le Muse (1900)

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Pegaso (1900)


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Libri su Odilon Redon

  Odilon Redon. Catalogo della mostra (Parigi, 16 ottobre 2007-6 gennaio 2008). Ediz. francese
Salé Marie-Pierre, 2007, 5 Continents Editions
  Odilon Redon. La natura dell'invisibile. Ediz. trilingue
cur. Kahn Rossi M., 1996, Skira
  The Temptation of Saint Redon: Biography, Ideology, and Style in the Noirs of Odilon Redon
Eisenman, Stephen, 1992, University of Chicago Press
  The Dark Side of Nature: Science, Society, and the Fantastic in the Work of Odilon Redon
Larson, Barbara, 2005, Penn State University Press
  Odilon Redon: Crits
2005, Modern Humanities Research Association
  Ich Liebe Edgar Poe Nicht, Er Hat Mir Niemals Plastische Phantasien Vermittelt' (Odilon Redon)
Jergeschew, Natalie, 2009, Grin Verlag
  The Graphic Works of Odilon Redon
Redon, Odilon, 2005, Dover Publications
  I Am the First Consciousness of Chaos: The Black Album
Redon, Odilon, 2010, Solar Book
  The Brush and the Pen: Odilon Redon and Literature
Gamboni, Dario, 2011, University of Chicago Press
  Odilon Redon and Emile Bernard: Masterpieces from the Andries Bonger Collection
Leeman, Fred, 2009, B.V. Waanders Uitgeverji