Charles le Brun - biografia e opere

 
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Biografia e Opere di Charles le Brun

Charles Le Brun

 

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Biografia e Opere di Charles le Brun

 

Galleria opere d'arte di Charles Le Brun

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charles_le_brun_alessandro_a_babilonia_1664
Alessandro a Babilonia (1664)
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Adorazione dei pastori (1690)
charles_le_brun_Luigi_XIV_1666
Luigi XIV (1666)
charles_le_brun_Luigi_XIV_1670
Luigi XIV (1670)
charles_le_brun_autoritratto_1686
Autoritratto (1686)
charles_le_brun_ritratto_di_nicolas_lebrun_1635
Ritratto di Nicolas Le Brun (1635)
charles_le_brun_alexander_and_porus_1673
Alexander and Porus (1673)
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Apoteosi di Ercole
charles_le_brun_ espressioni_1698
Espressioni del viso (1698)
     

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Biografia e vita di Charles Le Brun 1619-1690)


Pittore e teorico d'arte, Charles Le Brun nasce a Parigi nel 1619.

Ritratt di Charles le Bru
 Giovanissimo, riceve i primi rudimenti dell'arte pittorica nella bottega di Simon Vouet, famoso pittore parigino che in seguito sarà il principale antagonista di Nicolas Poussin.

A 23 anni si trasferì a Roma per vedere da vicino la pittura italiana, dove si dedicò allo studio dei monumenti antichi, copiando Raffaello e frequentando lo studio del pittore fiammingo Nicolas Poussin, abbracciando in pieno le sue ultime teorie sulla Pittura e sullo scopo di questa.

Tornato a Parigi, quattro anni dopo, nel 1646, partecipò all'istituzione dell'Accademia Reale di Pittura e Scultura (1648).
 
Le Brun era un ritrattista raffinato e un disegnatore estremamente prolifico.

Nel 1662 fu proclamato “Primo pittore del re” e da questi fu fatto nobile concedendogli delle prebende.

Autoritratto di Charles le BrunL'anno dopo, nel 1663, il ministro Colbert, in sostituzione di Nicholas Fouquet, caduto in disgrazia,  nomina Charles Le Brun direttore della Manufacture Royale de Tapisserie des Gobelins, che, destinate non solo alla produzione di arazzi, ma pure di mobili, oreficerie, mosaici e che, sotto la sua guida imporrà per tutto il XVIII secolo il gusto francese.

La produzione dei tessuti per tappezzeria arazzeria che aveva conosciuto nei secoli precedenti un grande splendore, con la fantasiosa opera di Le Brun, conobbero una nuova affermazione con il trionfo dei motivi bucolici, pastorali e campestri, tipici del manierismo tardo Barocco e Rococò, continuati da famosi cartonisti come Francois Boucher (1703-1770) e Jean Honorè Fragonard (1723-1806).

Lo stesso anno, Charles Le Brun, ebbe anche l'incarico, molto importante, di direttore dell'Académie che riorganizzò e plasmò sulla base del classicismo di Pussin per imporre un sistema codificato e ortodosso in materia di arte, dando autorità scritta alla visione che ogni aspetto della creazione artistica può essere ridotto a una regola insegnabile.

Fu proprio per il suo bisogno di "codificare" che spinse Charles Le Brun a scrivere il trattato illustrato “Méthode pour apprendere à dessiner les passions”, dove, riprendeva la classificazione delle espressioni facciali umane iniziata da Cartesio nel trattato "Le passioni dell’anima" e pubblicato postumo nel 1698.
 

Nonostante il classicismo delle sue teorie, il talento di Le Brun si manifestò di preferenza nella realizzazione di grandiosi e sgargianti effetti decorativi. creando modelli di tappezzerie, disegnando anche mobili e statue per il Re e per i castelli dei nobili.

Charles Le Brun lasciò una forte impronta nella storia dell'arte francese, perchè, mentre  contribuiva alla Grandeur di Luigi XIV, gettò le fondamenta dell'accademismo (attaccato con rabbia dai Fauves e dagli Impressionisti due secoli dopo).

Tra le opere più importanti di Charles Le Brun da ammirare restano  la Galerie d'Apollon al Louvre (1663) e la famosa Galerie des Glaces (1679-84);  “le Grand escalier” di Versailles (1671-78) venne purtroppo distrutto nel 1752) e la serie dedicata alle Storie della Vita di Alessandro Magno a Fontainebleau.

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Libri di Charles Le Brun ed il Classicismo Francese

figure delle passioni. Conferenze sull'e

Le figure delle passioni. Conferenze sull'espressione e la fisionomia 
Le Brun Charles, 1992, Cortina Raffaello

 

Introduzione al Seicento francese e al classicismo
Corradi Federico, 2006, Nuova Cultura

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