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Americano di origini e italiano di elezione,
John Singer Sargent rimase
per tutta la vita legato al nostro paese, nel quale tornò sempre e che
sempre per lui simboleggiò nutrimento e fonte di ispirazione delle sue
più intime fantasie pittoriche.
Della parte meno conosciuta della sua produzione, dedicata all'Italia,
rimane oggi a testimonianza un cospicuo numero di opere che descrivono,
meglio di ogni parola, l'indissolubile legame che l'artista ebbe con il
nostro paesaggio, la nostra cultura, la nostra arte.
Nato a Firenze nel 1856, figlio del chirurgo americano Fitzwilliam
Sargent (1820-1889) e di Mary Newbold Singer (1826-1906), una donna
colta, appassionata di arte e letteratura proveniente da una agiata
famiglia di Filadelfia, John, secondo di sei figli, di cui soltanto tre
sopravvissuti, cresce in Europa con le due sorelle, Emily e Violet.
La coppia aveva lasciato l'America nel 1854, dopo la prematura morte
della primogenita Mary di soli due anni, a causa della salute
cagionevole della signora Singer, la quale sperava di ritrovare nel
clima mediterraneo una condizione più favorevole per la sua malattia.
Sargent trascorre l'infanzia tra le più affascinanti città europee,
incoraggiato dalla madre alla pratica pittorica già in giovanissima età
e acquisendo, a causa e pregio del continuo viaggiare, quel carattere
cosmopolita che gli rimarrà per tutta la sua vita.
Cresce tra l'Italia, la Francia, la Spagna, la Svizzera e la Germania,
parlando quattro lingue, coltivando la lettura e lo studio del
pianoforte e delle arti figurative.
Nel 1866 conosce Violet Paget - la scrittrice Vernon Lee - coetanea di
John e figlia di espatriati inglesi anche loro curiosi e instancabili
viaggiatori del vecchio continente. Con lei, compagna degli anni
giovanili in Italia e delle prime riflessioni sull'arte, la letteratura
e la musica, si instaura un legame di affettuosa complicità e di sincera
stima che li accompagnerà sempre.
La sua formazione scolastica è discontinua e apparentemente frammentaria
ma, per contro, la ricchezza delle esperienze di vita e la peculiarità
di una istruzione curata privatamente lo arricchiscono profondamente.
Dopo il lungo soggiorno in Germania torna a Firenze dove, in ottobre, si
iscrive all'Accademia di Belle Arti. A seguito di una parentesi di
qualche mese però decide di proseguire e approfondire la sua formazione
a Parigi, ormai capitale indiscussa dell'arte moderna e imprescindibile
trampolino di lancio per chiunque volesse intraprendere la carriera di
artista, trasferendovisi nel maggio del 1874.
Si iscrive all'atelier di Carolus-Duran mentre contemporaneamente si
prepara all'esame d'ingresso dell'Ecole des Beaux-Arts, scelta per
compensare, con uno studio più ferreo del disegno accademico, la
tendenza al puro pittoricismo di Duran.
Negli anni della sua formazione a Parigi fa la conoscenza di alcuni
artisti americani che in seguito lo ricorderanno come un giovane di
indiscusso talento, capace finanche di superare il maestro Duran.
Nel 1876 fa la conoscenza di Claude Monet di cui diviene amico.
Nel 1877 espone per la prima volta al Salon parigino col ritratto di
un'amica di famiglia, Fanny Watts; in quello stesso anno è lo stesso
maestro Carolus-Duran a volerlo accanto a sé nella decorazione murale
del soffitto del Palais du Luxembourg nella quale l'allievo ed il
maestro si ritraggono a vicenda, quasi a voler sottolineare la reciproca
stima che ormai li legava.
Nel settembre del 1878 si reca a Napoli e poi, per un breve soggiorno, a
Capri dove dipinge una serie di studi di Rosina Ferrara; tra questi
Ragazza di Capri viene esposto alla Society of American Artists di New
York.
Il 1879 è un anno importante per la formazione artistica di Sargent;
compie molti viaggi-studio interessandosi all'arte dei maestri del
passato. In inverno è in Spagna dove studia Velázquez, che aveva
imparato ad amare fin dai tempi dell'atelier di Duran; visita Marocco e
Tunisia poi, dopo il ritorno a Parigi, si reca ad Haarlem dove riscopre
i virtuosismi pittorici di Frans Hals.
Nel settembre è a Venezia; la Venezia di Sargent prende vita nelle
suggestive opere di questi anni, memori delle atmosfere respirate in
Spagna: i neri, i grigi e i rossi del quadro spagnoleggiante El Jaleo,
cui sta lavorando e che espone al Salon del 1882, sono quelli che
descrivono la città lagunare, le sue calli buie, i suoi interni
decadenti e le sue donne misteriose e inafferrabili.
A questi anni risalgono alcuni ritratti giovanili di grande freschezza,
ancora liberi dalle costrizioni formali della committenza, quali la
vivida immagine di Vernon Lee, esposta a Parigi alla Galerie Georges
Petit insieme a quattro studi veneziani.
Artista consapevole di ciò che lo circondava nella capitale dell'arte
moderna acquista nel 1884 due schizzi di Eduard Manet alla 'Vendita
all'asta' tenutasi da Drouot, poi si reca a Londra e, con il romanziere
ed amico Henry James, visita gli studi di alcuni artisti tra i quali
J.E. Millais e Frederic Leighton.
Il legame con James, al quale deve l'introduzione nei circoli londinesi,
influenzerà non poco il lavoro di Sargent riflettendosi nell'intensità
psicologica della sua ritrattistica. Lo stesso anno espone al Salon il
famoso ritratto di Madame X , bellissima e facoltosa donna dell'alta
società parigina del tempo. Il ritratto, originariamente intitolato con
il vero nome della effigiata, aveva suscitato profondo scandalo, sia per
l'arditezza della soluzione pittorica dell'incarnato perlaceo sia per
l'abbigliamento giudicato lascivo nel dettaglio della spallina
distrattamente abbassata, che costrinse l'autore prima a modificarne
l'aspetto e poi a lasciare definitivamente il mercato parigino.
Alla fine dell'estate del 1885 a causa di un piccolo incidente avvenuto
mentre nuotava è costretto a trattenersi per un periodo nel
Worcestershire, in Inghilterra. Inizia un periodo di fervida creatività
e di riflessione sulla pittura en plein air francese.
Il Sargent ritrattista ha ormai conquistato il mercato anglosassone e il
1888 è l'anno della sua prima personale a Boston che riscuote un
successo trionfante mentre su "Art Journal" appare un articolo a lui
interamente dedicato. Monet gli fa visita nell'ottobre a Londra.
Nel 1890 espone alla Expo Universelle ed è insignito della carica di 'Chevalier
de la Légion d'Honneur'. Questo è un anno importante per il pittore che
riceve l'incarico per la decorazione murale della Biblioteca Pubblica di
Boston. Inizia così un viaggio-studio a ritroso nell'iconografia
religiosa delle antiche civiltà verso il recupero di una semplificazione
formale dall'intensa comunicativa, improntata agli insegnamenti della
tradizione classicista della scuola murale francese.
Questo ciclo di pitture, dedicato alla storia della religione, dal
paganesimo all'ebraismo, alla nascita del cristianesimo, è il primo dei
tre grandi incarichi pubblici che nell'insieme lo impegneranno per più
di un trentennio, protraendosi fino alla sua morte nel 1925.
Inizia una serie di lunghi viaggi di ricerca e di ricognizione formale
nell'arte del passato che lo conducono in Egitto, Grecia, Turchia,
Siria, Spagna e ancora in Italia. Nel luglio del 1891 è Parigi per le
nozze della sorella Violet con Francis Ormond.
Nel 1894, a soli 38 anni, viene eletto membro della Royal Academy con
l'appoggio dell'allora presidente, Sir Frederic Leighton. In questo
periodo le commissioni dei ritratti subiscono uno straordinario
incremento, tanto da renderlo il ritrattista più ambito
dell'establishment anglosassone.
Nell'aprile del 1895 è a Boston per sovrintendere all'installazione
della Fine dell'Ebraismo, prima parte del suo ciclo murale. Nel 1896 gli
viene commissionato un ritratto da parte del Metropolitan Museum of Art
di New York. Nel 1898 è a Venezia: dipinge Un interno a Venezia. Nel
febbraio 1899 è la volta della sua seconda personale a Boston.
Nel 1903 si reca a Boston per proseguire l'installazione del ciclo
murale.
Riprendono a pieno ritmo i viaggi di studio e di ricognizione: nel 1901
la Norvegia, nel 1905 la Palestina, nel 1903, 1908 e 1912 la Spagna e
poi ancora e sempre l'Italia.
Adesso sono giardini e vedute montane ad attirare il suo sguardo: i
parchi, le statue le fontane raccontano della sua mai tramontata
passione per l'arte rinascimentale e manierista; le valli, i sentieri, i
ruscelli, colti da angolature audaci e strutturati da potenti effetti di
luce confessano il desiderio di impadronirsi dei più sfuggenti spazi
aperti della pittura 'en plein air'.
La tecnica dell'acquerello è ora il mezzo più indicato a catturare e
restituire l'immediatezza della sensazione ottica del pittore.
A partire dal 1904 partecipa regolarmente alle esposizioni della Royal
Water-Colour Society di Londra; nel 1909 il Brooklyn Museum acquista ben
83 dei suoi acquerelli; nel 1912 è il Museum of Fine Arts di Boston a
comprane un lotto di 45 mentre nel 1915 il Metropolitan ne acquista un
gruppo direttamente da lui.
Nel 1907 il Re Edoardo VII lo propone alla carica di 'cavaliere', titolo
che non acquisisce soltanto perché non è cittadino britannico mentre
dalle maggiori università consegue lauree ad honorem.
Tra il 1916 e il 1918 è a Boston dove riceve l'incarico per la
decorazione della rotonda del Museum of Fine Arts. Durante questo
soggiorno americano accetta, dopo circa un decennio, di ritrarre
nuovamente due importanti personaggi: sono infatti datati 1917 i
ritratti del magnate del petrolio John D. Rockefeller e del presidente
della Croce Rossa Woodrow Wilson.
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Ma la sua concentrazione va tutta alle grandi commissioni ufficiali - la
Widener Memorial Library dell'Università di Harvard - e alle
commemorazioni pittoriche della Grande Guerra.
Nel marzo del 1925 termina il ciclo murale di Boston. La mattina del 15
aprile, dopo una cena di commiato con alcuni vecchi ed intimi amici
organizzata dalla sorella Emily a Londra, viene trovato morto nel suo
letto in Tite Street.
Il 3 novembre il Museum of Fine Arts di Boston dedica al pittore
scomparso la prima retrospettiva. |
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