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Opere Liriche:
Turandot
di Giacomo Puccini
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In Cina, in un mitico "tempo delle favole", viveva una bellissima e
solitaria principessa (Turandot), nella quale albergava lo spirito di
una sua antenata violentata e uccisa. Da ciò nasceva l'orrore di
Turandot per gli uomini.

Il popolo di Pechino e l'Imperatore suo padre (Altoum) le fanno però
pressione affinché si sposi.
Ella alla fine accetta di sposare solamente il giovane nobile che sarà
in grado di sciogliere i tre enigmi da lei proposti: se fallirà, però,
morirà.
L'opera si apre con l'ennesima testa che cade, quella del giovane
Principe di Persia.
Tra la folla è presente in quel momento Calaf, principe tartaro spodestato, che non riesce a resistere alla bellezza di Turandot e
decide di provare a risolvere gli enigmi.
Fra la folla ritrova il vecchio padre (Timur) e la fedele schiava
Liù (da tempo segretamente innamorata di Calaf) che
tentano inutilmente di fargli cambiare idea.
Calaf si ritrova faccia a faccia con la "bella di ghiaccio" di cui
riesce a risolvere tutti e tre gli enigmi.
Turandot è ovviamente disperata e Calef le propone a sua volta un
enigma: se prima dell'alba la Principessa riuscirà a scoprire il suo
nome, egli morirà.
Altrimenti diventerà il suo sposo.
Turandot, riesce a rintracciare Timur e Liù, ma entrambi taceranno, anzi, Liù sentendo di non poter resistere alle torture a cui la stanno
sottoponendo, si suicida.
Alla fine sarà lo stesso Calaf a rivelare alla principessa il proprio
nome, ma solo dopo essere riuscito a darle un bacio appassionato.
Bacio che sconvolgerà nell'intimo Turandot, la quale andrà con Calaf
davanti all'imperatore suo padre ed al popolo, annuncerà trionfante di
aver finalmente scoperto il nome dello straniero: "Il suo nome è "Amor".
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Trama della Turandot di Giacomo Puccini
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Turandot
Turandot è un'opera in 3 atti e 5 quadri, su libretto di Giuseppe Adami
e Renato Simoni.

La partitura pucciniana è rimasta incompiuta a causa della prematura
scomparsa dell'autore, stroncato nel novembre del 1924 da un tumore
maligno alla gola.
Del finale scritto da Puccini restano solo alcuni abbozzi, sparsi su 23
fogli.
La prima rappresentazione di Turandot ebbe luogo al Teatro alla Scala di
Milano, il 25 aprile 1926, sotto la direzione di Arturo Toscanini, il
quale, profondamente commosso, arrestò la rappresentazione a metà del
terzo atto, due battute dopo il verso "Liù, poesia!", sussurrando al
pubblico le parole: "Qui termina la rappresentazione perché a questo
punto il Maestro è morto".
Il libretto dell'opera di Puccini si basa sulla traduzione di Andrea
Maffei dell'adattamento tedesco di Friedrich Schiller da una commedia di
Carlo Gozzi.
L'idea per l'opera venne al compositore in seguito a un incontro con i
librettisti Giuseppe Adami e Renato Simoni, avvenuto a Milano nel marzo
1920.
Nell'agosto dello stesso anno il compositore poté ascoltare, grazie al
suo amico barone Fassini, un carillon con temi musicali proveniente
dalla Cina.
Alcuni di questi temi sono presenti nella stesura definitiva della
partitura.
Alla fine della sua vita creativa, Puccini si cimenta con un soggetto
fiabesco, come gli era già accaduto musicando la scena finale della sua
prima opera, "Le Villi".
Il finale dell'opera costituì, per i musicofili, un grosso problema: il
punto più controverso del materiale lasciato da Puccini, è costituito
dall'episodio del bacio che è il momento clou dell'intera opera: la
trasformazione di Turandot da principessa di gelo a donna innamorata.
Puccini non arrivò a scrivere questa scena, lasciando il sospetto che il
finale dell'opera poteva essere un'altro.
In un primo momento il finale della Turandot venne affidato al
compositore napoletano Franco Alfano e riscritto, in seguito, dal maestro Luciano
Berio nel 2001.
Atto I
Quadro primo - Una piazza
a Pechino, «al tempo delle favole».
Un Mandarino annuncia alla folla che il principe di Persia, non avendo
risolto i tre enigmi proposti da Turandot, sarà decapitato
pubblicamente.
Tra la folla, ci sono un vecchio ammalato e una donna, che chiede aiuto.
Accorre un giovane, che riconosce nel vecchio Timur, suo padre, un re
tartaro spodestato dai cinesi.

Ai primi chiarori lunari, entra il corteo che accompagna il condannato
ed alla sua vista la folla, prima eccitata, si commuove e invoca la
grazia per il condannato.
Turandot allora entra , glaciale, ordina il silenzio alla folla e, con
un gesto, dà l'ordine al boia di giustiziare l'uomo.
Calaf, impressionato dalla regale bellezza di Turandot, decide di
tentare di risolvere i tre enigmi per conquistare la mano della
principessa.
Timur e Liù tentano di fermarlo, ma lui si lancia verso il gong
dell'atrio del palazzo imperiale, dove anche i tre
ministri del regno, Ping, Pong e Pang, tentano di fargli cambiare idea sottolineando
l'insensatezza dell'azione che sta per compiere. Ma Calaf, quasi in una
sorta di delirio, si libera di loro e suona tre volte il gong, invocando
il nome di Turandot.
Atto II
Quadro secondo: Notte in un padiglione vicino alla reggia
È notte.
I tre ministri si lamentano di come, in qualità di sudditi, siano costretti ad assistere alle esecuzioni delle troppe
sfortunate vittime di Turandot, mentre preferirebbero vivere
tranquillamente nei loro possedimenti in campagna.
Quadro terzo: Vasto cortile del palazzo dominato da una scalea di
marmo
Sul piazzale della reggia, tutto è pronto per l'infernale prova dei tre enigmi.
L'imperatore Altoum invita il principe ignoto, Calaf, a desistere, ma
quest'ultimo insiste.
Il mandarino fa dunque iniziare la prova mentre entra Turandot.
La bella principessa spiega il motivo del suo comportamento: molti anni
prima il suo regno era caduto nelle mani dei tartari, in seguito a ciò,
una sua antenata era finita nelle mani di uno straniero che l'aveva
violata ed uccisa.
In ricordo della sua morte, Turandot aveva giurato che non si sarebbe
mai lasciata possedere da un uomo: per questo, aveva inventato il
rito degli enigmi, convinta che nessuno li avrebbe mai risolti.
Ma
Calaf riesce a risolvere gli enigmi e la principessa, disperata, si
getta ai piedi del padre, supplicandolo di non consegnarla allo
straniero.
Per l'imperatore la parola data è sacra, la figlia sposerà il giovane.
Turandot si rivolge allora al Principe e lo ammonisce che, in questo modo,
egli avrà solo una donna riluttante e piena d'odio.
Calaf, che l'ama, la scioglie allora dal giuramento proponendole a sua volta una
sfida: se la principessa prima dell'alba riuscirà ad indovinare il suo
nome, egli si sottoporrà alla scure del boia.
Il nuovo patto è accettato, mentre risuona un'ultima volta, solenne,
l'inno imperiale.
Atto III
Quadro quarto: É notte nel giardino della reggia

In lontananza si sentono gli araldi che portano l'ordine della
principessa: quella notte nessuno deve dormire: il nome del principe
ignoto deve essere scoperto ad ogni costo prima dell'alba.
Calaf intanto sogna ad occhi aperti le labbra di Turandot, finalmente
libera dall'odio e dall'indifferenza (aria "Nessun Dorma").
Giungono Ping, Pong e Pang, che offrono a Calaf qualsiasi cosa per il
sapere il suo nome.
Nel frattempo, Liù e Timur vengono portati davanti ai tre ministri.
Appare anche Turandot, che ordina loro di parlare. Liù, per difendere
Timur, afferma di essere la sola a conoscere il nome del principe
ignoto, ma dice anche che non svelerà mai questo nome.
Subisce delle torture, ma continua a tacere, riuscendo a stupire
Turandot: le chiede cosa le dia tanta forza per sopportare le torture, e Liù risponde che è l'amore a darle questa forza.

Turandot è turbata da questa dichiarazione, ma, tornata ad essere la solita
gelida principessa, ordina ai tre ministri di scoprire ad ogni costo il
nome del principe ignoto.
Liù, capendo che non riuscirà a tenerlo nascosto ancora, riesce a
prendere un pugnale e ad uccidersi, cadendo esanime ai piedi di Calaf.
Il corpo senza vita di Liù viene portato via seguito dalla folla che
prega.
Turandot e Calaf restano soli e lui la bacia.
La principessa dapprima lo respinge, ma poi ammette di aver avuto paura
di lui, la prima volta che l'aveva visto e pur essendo travolta dalla
passione lo supplica di non volerla
umiliare.
Calaf le fa il dono della vita e le rivela il nome: Calaf,
figlio di Timur.
Quadro quinto: Cortile d'onore della reggia. Un ampio scalone del
palazzo imperiale
Il
giorno dopo, davanti al palazzo reale, davanti al trono imperiale è
riunita una grande folla.
Il cortile d'onore della reggia con l'immensa scala accoglie ancora
l'assemblea di funzionari per la suprema prova davanti al sovrano.
Squillano le trombe e Turandot afferma di conoscere finalmente il nome
dello straniero, ma, quando tutti attendono che lo sveli per mandare
l'audace alla morte, la principessa, fissando Calaf, esclama, ardendo
della nuova fiamma: "il suo nome è ...Amore".
Calaf ripete quanto appena udito e sale d'impeto la scalinata per
raggiungere Turandot.
Un abbraccio li unisce, mentre la folla acclama, e prorompe in un canto
di gioia.
Tra le grida di giubilo della folla, Turandot abbraccia Calaf abbandonandosi tra
le sue braccia.
Altre notizie su
Opera Turandot
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Opera lirica Turandot CD DVD delle interpretazioni più famose
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Giacomo Puccini. Turandot
Warner Music Italy, 2008
Regia di Giuliano Montaldo, Brian Large
Principali interpreti: Ghena Dimitrova, Nicola Martinucci,
Cecilia Gasdia, Maurizio Arena, Orchestra Arena di Verona,
Giacomo Puccini |
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Turandot
Giacomo Puccini,Orchestra Filarmonica di Strasburgo,
Alain Lombard (direttore)Montserrat Caballé
(cantante), Mirella Freni (cantante), José Carreras
(cantante)
EMI Classics, 2 CD, 2008 |
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Giacomo Puccini. Turandot
Universal Music, 2003
Regia di Franco Zeffirelli, Kirk Browning
Principali interpreti: Eva Marton, Placido Domingo, Leona
Mitchell, Paul Plishka, Samuel James Levine, Giacomo Puccini |
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Turandot
Giacomo Puccini,Roberto Abbado (direttore),Eva Marton
(cantante), Jan-Hendrik Rootering (cantante), Ben Heppner
(cantante), Margaret Price (cantante)
RCA Red Seal, 2 CD, 2009 |
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Giacomo Puccini. Turandot
Jupiter Classics, 2003 Widescreen
Principali interpreti: Valery Gergiev, Vienna Philharmonic
Orh., Vienna State Opera Chorus, Gabriele Schnaut, Robert
Tear, Johan Botha, Boaz Daniel, Giacomo Puccini |
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Turandot
Giacomo Puccini,Orchestra del Teatro alla Scala,
Tullio Serafin (direttore),Maria Callas (cantante),
Elisabeth Schwarzkopf (cantante), Eugenio Fernandi
(cantante)
Naxos, 2 CD, 2009 |
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Giacomo Puccini. Turandot
Warner Vision International, 2001
Regia di Brian Large, David Hockney, Peter McClintock
Principali interpreti: Eva Marton, Michael Sylvester, Lucia
Mazzaria, Kevin Langan, San Francisco Opera Orche, Donald
Runnicles, Giacomo Puccini |
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Turandot
Giacomo Puccini,Orchestra del Teatro alla Scala, Tullio
Serafin (direttore),Maria Callas (cantante), Elisabeth
Schwarzkopf (cantante), Eugenio Fernandi (cantante)
EMI Classics, 2 CD, 2007 |
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Puccini Giacomo. Turandot nella città proibita
Sony - BMG, 1999
Regia di Hugo Kach
Principali interpreti: Zubin Mehta, Giacomo Puccini |
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Turandot
Giacomo Puccini,Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma,
Erich Leinsdorf (direttore),Birgit Nilsson (cantante),
Renata Tebaldi (cantante), Jussi Björling (cantante)
Living Stereo, 2 Super Audio CD ibrido, 2006 |
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Per una ricerca più completa di LIBRI - FILM - MUSICA CD/DVD: |
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