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Giorgio Bocca
è nato a Cuneo nel 1920. A 18 anni ottiene la tessera del PNF (Partito nazionale fascista), sottoscrive il Manifesto in difesa della razza
italiana, fortemente voluto da Mussolini per compiacere l'alleato tedesco.
Da giovane giornalista fascista nell'agosto del
1942 scrive un articolo in cui imputa il disastro della Guerra alla "congiura ebraica ".
I rovesci della guerra e lo sbarco degli
alleati in Sicilia lo spingono a riflettere sulle sue posizioni politiche e nel 1943 lascia il giornalismo e passa nella Resistenza e milita
nella formazione "Giustizia e Libertà".
A guerra finita si occupa di cronaca e scrive
per la sua formazione partigiana, è redattore per la "Gazzetta del Popolo", quindi per "L'Europeo" nel 1954 a Milano e inviato de "Il Giorno"
di Enrico Mattei, diretto da Italo Pietra. Negli anni sessanta si afferma come inviato speciale con inchieste sulla realtà italiana.
Nel 1975 è tra i fondatori di "Repubblica" e,
oltre all'attività di editorialista sul quotidiano, tiene sull'"Espresso" la rubrica "L'antitaliano".
Per le reti Fininvest, a partire dal 1983, ha
ideato e condotto una serie di programmi giornalistici: "Prima pagina", "Protagonisti", "2000 e dintorni", "Il cittadino e il potere".
Giorgio Bocca è stato anche opinionista di
"Dovere di cronaca" e "Dentro la notizia"e nel 1989 ha condotto, per Canale 5, un'inchiesta giornalistica sul terrorismo italiano e
internazionale degli anni '70-'80 dal titolo "Il mondo del terrore".
Come storico e testimone del proprio tempo ha
pubblicato con Mondadori numerosi saggi, tra i quali: "Storia dell'Italia partigiana", "Palmiro Togliatti", "Il provinciale", "Il viaggiatore
spaesato", "Voglio scendere!", fino al più recente "Il secolo sbagliato.
Dalla pratica del giornalismo, nasce la sua
attività di scrittore che si snoda, con i suoi libri a sfondo sociale e di costume, fino alle aberrazioni del terrorismo, attraverso il clima
della guerra fredda, del Boom economico italiano ed ai momenti di profonda crisi economica.
Nel 2000 vince il premio letterario
Gandovere-Franciacorta nella sezione testimonianze. Profondamente critico nei confronti della globalizzazione. Nelle sue ultime opere dà una
lettura critica dell'ascesa politica di Silvio Berlusconi e della politica statunitense.
Giustamente, una scheda-profilo di Rai
International, lo definisce così: "A oltre 80 anni, Giorgio Bocca è ancora un feroce opinionista politico ed economico. Il suo orrore nei
confronti dei falsi traguardi e di chi promette un fittizio benessere non sembra addolcirsi, o trovare risposte che lo rassicurino.
Si scaglia
con forza ed un pizzico di fatalismo contro la malattia nascosta dal panno bianco della globalizzazione, che, spogliata della sua bella
superficie, rivela il serpeggiare di interessi messi in moto da una potente ed incontrollabile macchina economica. Auspica, affinché si
affaccino dei sintomi di ripresa, un ritorno del pensiero politico".
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