Una Riforma Globale per il vero cambiamento

Definizione di leggi universali valide per tutto il genere umano


Ecco allora che se vogliamo affrontare il futuro con una impostazione realistica delle nostre esigenze di gestione sociale e di comportamento, dobbiamo fare chiarezza su tutti i punti che siano fondamentali per qualunque popolo ed in qualsiasi luogo del nostro pianeta, prima di qualsiasi altra considerazione.

Per fare ciò è necessario mettere a fuoco il livello più elevato delle esigenze umane, cioè partire da quelle indispensabili o irrinunciabili per chiunque viva sul nostro pianeta (o altrove!).

L’impulso primario dell’umanità, così come per tutti gli altri esseri viventi, è sicuramente la SOPRAVVIVENZA DELLA SPECIE.

Questo principio è indiscutibile e da qui si deve partire. Qualsiasi comportamento che minacci la nostra sopravvivenza, anche se vantaggioso a livello inferiore, è da scartare a priori.

Stabilito che il primo comandamento è che gli esseri umani debbano innanzi tutto preoccuparsi della loro sopravvivenza come specie, ancor prima delle libertà del singolo individuo (altrimenti gli altri problemi svaniscono nel nulla), la questione successiva è cosa occorre allora per mantenere fede al primo comandamento.

Gli esseri umani, lo sappiamo tutti, necessitano di alcune condizioni fondamentali per vivere:
Aria
, acqua, cibo e un sano ambiente adatto alle loro esigenze ed alla loro salute fisica.

Per ambiente, inutile girarci attorno con tante differenti definizioni, s’intende tutto ciò che rappresenta il Bene comune o Ecosistema, che non può essere considerato né pubblico né privato, ma semplicemente l’insieme di tutto, animali e piante, sottosuolo e aria compresi, che appartengono a tutti e a nessuno in particolare.

Di conseguenza, se uno o più dei suddetti elementi venisse a mancare o fosse carente, saremmo gravemente minacciati.

Gli elementi necessari a mantenere la vita umana a livelli di accettabilità non sono illimitati, dunque il punto successivo è determinare il fabbisogno dei suddetti elementi, che va stimato in funzione della popolazione umana globale del momento e, per proiezione, del prossimo futuro.

Alcuni prodotti che noi oggi utilizziamo riguardano le energie non rinnovabili, come carbone, gas e petrolio. In questo caso dobbiamo calcolare nel modo più preciso possibile il rapporto tra disponibilità e fabbisogno.

Altri elementi sono rinnovabili, ma non si dovrebbero comunque superare certi limiti produttivi. Ciò vale ad esempio per i prodotti derivanti dalle coltivazioni. I terreni agricoli non sono espandibili a piacere ed un loro eccessivo ampliamento o sfruttamento è sicuramente dannoso all’ecosistema e dunque a noi in ultima analisi.

Quindi, se la popolazione subisse forti crescite, o crescite incontrollate, ci troveremmo prima o poi di fronte alla minaccia di carenza di cibo per tutti ed al deterioramento dell’ecosistema. Se ne deduce che l’umanità si deve preoccupare preventivamente di contenere il proprio sviluppo demografico, per non cadere nella suddetta criticità. In altre parole andrebbe mantenuto un rigido contenimento delle nascite in termini globali, esattamente come fanno molte specie viventi, che consideriamo inferiori a noi.

Il giusto equilibrio tra risorse disponibili e numero di esseri umani è dunque fondamentale.

Che l’umanità non possa crescere all’infinito è evidente per un sacco di motivi, primo tra tutti quello che nulla nell'universo stesso cresce infinitamente. Gli uomini consumano aria, necessitano di acqua bevibile, hanno bisogno di sfamarsi e richiedono un territorio adeguato per vivere, oltre a consumare un sacco di altre ricchezze del pianeta.

L’eccessivo addensamento di esseri umani rende instabile il loro comportamento, porta a guerre, inquina il territorio e rende più disastrosa qualsiasi imprevedibile epidemia.

Su questo punto ovviamente bisogna considerare il fatto che il pianeta non è uniformemente vivibile in qualsiasi latitudine. Abbiamo zone troppo aride e zone troppo fredde e dunque inospitali.

In una visione teorica ideale l’umanità avrebbe dovuto distribuirsi occupando equamente tutte le zone più adatte alla vita, senza eccessivi ammassamenti o isolamenti.

Con un semplice calcolo, destinando 300mq a famiglia composta da 4 persone, il fabbisogno abitativo mondiale sarebbe di appena 52 milioni di ettari. Le terre emerse, escludendo i ghiacciai, sono pari a 13 miliardi di ettari.

E' ovvio che ci starebbero le foreste, le colture e l'esclusione di tutte le zone impervie o inospitali.

In pratica sino ad oggi abbiamo fatto il contrario. Siamo andati ammassandoci nelle regioni più ricche, creando all’interno di queste regioni borghi diventati poi grandi città ed infine megalopoli con trenta e più milioni d’abitanti. Oltre ad espandersi a macchia d'olio sul territorio, ma in forme concentrate, nel tempo queste città si sono allungate anche verticalmente e in futuro si progetta di estenderle anche nel sottosuolo!

Tutto ciò è assolutamente insensato e pericoloso, sotto molti punti di vista, oltre ad essere innaturale per l’uomo vivere al centocinquantesimo piano per aria o a cento metri sottoterra.

Per quanto riguarda i consumi, stiamo saccheggiando tutto ciò che troviamo sul nostro pianeta, senza scrupoli e senza limiti. E da questi eccessivi consumi derivano poi svariate forme d’inquinamento o depauperamento che minacciano la nostra salute e perfino la stessa sopravvivenza del genere umano, oltre che di altre specie.

Le nostre società moderne, a cui si ispirano profondamente anche quelle orientali, sono basate sulla crescita continua e inarrestabile, alimentata dal consumo continuo e sempre più ampio di qualsiasi genere di beni e servizi.

Nella mia visione c'è dunque spazio per comprendere le idee di Decrescita, come proposto da diversi studiosi, tra cui Serge Latouche.

Da tutte queste considerazioni, che conosciamo benissimo perché divulgate dagli studiosi da decenni, dobbiamo trarre una sintesi comportamentale la cui applicazione sia da noi adottata spontaneamente e dobbiamo assolutamente farlo nell’arco di pochi decenni.

Nessun continente, nessuna nazione, nessuna comunità può ignorare queste leggi a discapito di sé stessa o anche di altre popolazioni.

Riepilogo delle leggi universali che dovrebbero essere valide per l’intera Umanità


1 - difesa della sopravvivenza della specie e di tutti i suoi componenti

2 – contenimento dello sviluppo demografico

3 – riduzione del consumo delle risorse naturali non rinnovabili e sostituzione delle stesse con risorse rinnovabili, ma in un'ottica di stile di vita diverso

4 – riduzione della produzione e dei consumi delle risorse rinnovabili

5 – controllo e riduzione di tutte le forme d’inquinamento ambientale e di distruzione o sfruttamento dell’ecosistema, non appellabili alle esigenze del primo e terzo punto

6 – controllo e riduzione del fenomeno espansionistico delle grandi città

7 – attuazione del principio secondo cui ogni essere umano debba avere parità di diritti (dignità) e di doveri (responsabilità) nei confronti di tutti gli altri, prescindendo da sesso, razza, cultura, lingua, religione (o scelta ateistica).

8 - destrutturazione di tutti i centri di potere, politici, economici, religiosi, produttivi (abbattimento del potere concentrato e detenuto da pochi individui)

Tutte le leggi di portata inferiore a questi principi basilari non possono andare contro di essi.

Autore: Enrico Riccardo Spelta

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