Progetto per la Riforma globale della politica pag. 1




Una Riforma Globale per il vero cambiamento

Cosa si propone questo studio?

La domanda a cui tento di dare una risposta con questo studio è questa:

Si può immaginare qualcosa di meglio della Democrazia, come la viviamo oggi?

Riforma globale - dopo la democrazia Ieri nei vecchi regimi il più prepotente sceglieva da solo di comandare,

oggi, nelle democrazie, i più prepotenti (e incapaci) ci danno l'illusione di essere scelti da noi,

in futuro vorremmo semplicemente assegnare il governo del Paese ai più competenti e onesti cittadini


(E.R. Spelta)

La forte delusione espressa da Platone nella Lettera VII, dove dichiara di essere addirittura rimasto “nauseato” dall’esperienza siciliana lo spinse, tornato ad Atene, da una parte a fondare nel 387 a.C. l’Accademia e dall’altra ad occuparsi in modo prevalentemente teorico delle questioni politiche. A seguito di tutti questi avvenimenti Platone si convince della necessità di una riforma globale dell’esistenza umana e non di un semplice mutamento delle forme governative che lo porterà alla stesura de La Repubblica. Socrate precisa che la città ideale mira al benessere della collettività, non di una singola classe; perciò deve evitare l'eccesso sia della povertà sia della ricchezza, che crea divisioni interne, e avere una giusta estensione territoriale. L'ignoranza è mancanza di conoscenza, la scienza è conoscenza dell'essere, l'opinione è uno stato intermedio.

Cosa c'è che non funziona nel sistema politico attuale?

il panino imbottito del potere La maggior parte dei cittadini italiani (ma non solo) credo si sia resa conto che c'è qualcosa di molto grave che intralcia a tutti i livelli la gestione politica del Paese.

1) Non funzionano come ci si aspetterebbe i governi nazionali, così come non funzionano i governi locali (regioni, provincie, comuni). Non funziona la gestione della "cosa pubblica", così come non funzionano molti meccanismi dell'impresa pubblica e privata e i comportamenti dei singoli cittadini.

2) I tempi di reazione della politica sono troppo lunghi, le decisioni sono intrise di compromessi per non cadere nell'impopolarità.

3) Non funziona bene il mondo del lavoro e non funziona per niente bene il nostro rapporto con l'ambiente.

4) Sono problematici anche i nostri rapporti con gli altri Paesi, che a loro volta cercano di accaparrarsi tutti i privilegi. E' la legge del più forte che vince, non la saggezza ed il buonsenso generale.

5) Incapacità, instabilità, mal costume regnano sovrani e di conseguenza i problemi non vengono risolti e siamo lungi dall'avere conseguito lo stato di benessere per tutti indistintamente.

6) Sopra la politica c'è una fascia di poteri forti che ne condizionano terribilmente le scelte.

7) Ogni dibattito si perde in futili quanto fastidiose schermaglie e critiche il cui unico scopo è quello di gettare fango sugli esponenti di altri partiti o su altri rappresentanti di categorie.  Nessun dibattito, infatti, ha come soggetto uno dei tanti problemi da risolvere e dei pregi/difetti di possibili soluzioni.

8) La democrazia viene difesa ad oltranza e nello stesso tempo negli ultimi anni abbiamo avuto solo governi scelti dal presidente della Repubblica e non dai cittadini. Ma anche quando andiamo a votare non siamo noi a scegliere i candidati, quindi non abbiamo alcun potere decisionale neppure nello stabilire chi ci debba rappresentare!

Ciò è a mio avviso vero per l'Italia, ma lo è anche per quasi tutti gli altri paesi democratici e -peggio ancora- non democratici.

Ma, se un meccanismo non funziona, la cosa più saggia non sarebbe quella di pensare a come si potrebbe fare per migliorarlo?
O dobbiamo continuare ad illuderci confidando che le cose cambino da sole?


Avete mai letto nella storia che un potere ad un certo punto abbia deciso da solo di farsi indietro perché fortemente criticato? Basti pensare agli ultimi attuali dittatori ed alla loro tenacia nel conservare il posto di comando, anche se contestati da tutto il loro popolo, per rendersi conto che il potere in carica non lascerà mai il passo ad un diverso potere, se non con la forza (non intendo solo quella fisica) o il lento deterioramento.

I cittadini avrebbero un enorme potere...se solo decidessero di utilizzarlo davvero!

Potrebbero condizionare la politica così come le imprese. Basta che lo vogliano. Non lo dimentichiamo prima di dire che sono tutte utopie e teniamo a mente che la metà dei cittadini non si reca neppure a votare e di chi invece lo fa una discreta parte si tappa il naso!

Ecco allora che in questo studio io cerco di mettere a fuoco, in modo razionale e distaccato da qualsiasi influenza politica, religiosa, classista, ecc., le reali esigenze, i punti incontrovertibili, le basi su cui erigere una nuova soluzione che risolva (o almeno tenti di farlo) tutte le debolezze e inefficienze del sistema attuale. E' un passaggio promettente dalla società capitalistica e consumistica (che ha fatto il suo tempo), governata dalla partitocrazia, ad una società responsabile, sensibile e saggia.

In una operazione del genere tutti i cittadini alla fine ci devono guadagnare qualcosa. Ma quando parlo di "guadagno" ovviamente non mi riferisco al denaro!

Ciò che scrivo non si rivolge solo all'Italia, ma penso sia applicabile a qualsiasi Paese che sicuramente soffre più o meno degli stessi difetti e che abbia la volontà di orientarsi verso un cambiamento radicale del proprio governo, pensando al futuro, memori di tutti gli errori del passato. Del resto oggi siamo così concatenati agli altri Paesi, grazie (o per colpa?) alla globalizzazione, che è impossibile pensare di sganciarsi intraprendendo una nuova strada che non sia seguita in tempi brevi dalle altre nazioni. E questo rende le scelte ancor più difficili.

Però, mano a mano che procedevo nel fare le mie considerazioni sui difetti del sistema politico nazionale, e nel cercare possibili rimedi, mi rendevo conto che esistevano problemi e confusione ai livelli più elevati e che si ripercuotevano, poi, sulle mie valutazioni e successive proposte.
In pratica mancava un ideale, un principio ispiratore inattaccabile al quale si ispirassero tutte le strutture sottostanti, oltre a mancare un progetto complessivo e armonico. Il massimo che la classe politica riesce ad affrontare è qualche misera e parzxiale riforma settoriale, assolutamente sganciata da tutto il resto e senza alcun riferimento a principi di etica consolidata.

Ciò mi ha costretto a mettermi prima di tutto a fare il ritratto generalizzato del singolo individuo, cioè come siamo fatti noi esseri umani e cosa ci si può aspettare dalle persone per poi passare a tutto il genere umano nel suo insieme, per non cadere nell'errore di riferirmi ad una società individualista, com'è quella attuale.

Queste esigenze danno luogo a dei "Principi Universali ispirati all'Umanismo".

Se non si partisse da questo punto ogni proposta e soluzione successiva risulterebbe criticabile e dunque fragile.

Ci saranno sicuramente tanti concetti discutibili, idee da approfondire, proposte da valutare diversamente, ma quel che conta è mettere sul tavolo tutti i problemi allo scopo di trovare -insieme- le soluzioni migliori. Chi si assumesse questa iniziativa potrebbe contare sulla possibilità di convincere un italiano su due, che oggi non fa neppure la fatica di andare a votare!

Lo sviluppo del progetto

Nelle pagine che seguono sono affrontati i vari temi del progetto.

Caratteristiche del singolo essere umano
La situazione umana

Definizione di leggi universali valide per tutto il genere umano

Da cosa nasce la cattiva politica?

In cosa consiste il nuovo progetto politico di Riforma Globale

L'obiettivo del benessere per tutti i cittadini

Problemi e compiti dei singoli ministeri:

L'ambiente e il territorio

La Famiglia

La salute

La scuola e la cultura

Il lavoro

La sicurezza

La Giustizia

La cosa pubblica

I rapporti con le altre nazioni


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Libri che trattano l'argomento "Meritocrazia e Decrescita"

 

Dopo la politica. Democrazia, società civile e crisi dei partiti
cur. Zola D., 2008, Edizioni dell'Asino

  Il tempo della decrescita. Introduzione alla frugalità felice
Latouche Serge, Harpagès Didier, 2011, Eleuthera
  La fine del sogno occidentale. Saggio sull'americanizzazione del mondo
Latouche Serge, 2010, Eleuthera
  Come si esce dalla società dei consumi. Corsi e percorsi della decrescita
Latouche Serge, 2011, Bollati Boringhieri
  La scommessa della decrescita
Latouche Serge, 2009, Feltrinelli
  Breve trattato sulla decrescita serena
Latouche Serge, 2008, Bollati Boringhieri
  L'invenzione dell'economia
Latouche Serge, 2010, Bollati Boringhieri
  Il pensiero creativo contro l'economia dell'assurdo
Latouche Serge, 2002, EMI
  Il mondo ridotto a mercato
Latouche Serge, 2000, Edizioni Lavoro
  Mondializzazione e decrescita. L'alternativa africana
Latouche Serge, 2009, Dedalo
 

Dopo la democrazia
Dahrendorf Ralf, Polito Antonio, 2003, Laterza

  CyberDemocrazia. Saggio di filosofia politica
Lévy Pierre, 2008, Mimesis
  Meritocrazia
Palumbo Crocco Cristina, 2007, Rubbettino
  Merito? No, grazie. Meritocrazia ed egualitarismo nella scuola italiana
Bianco Anna, 2010, Bonanno
  Democrazia alla prova. L'Italia dopo Berlusconi
Lazar Marc, 2007, Laterza
  Meritocrazia. Quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro paese più ricco e più giusto
Abravanel Roger, 2008, Garzanti Libri
  Critica della Democrazia
Spirito Ugo, 2008, Rubbettino
   

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