Morte ai vecchi




Morte ai vecchi?

Difendiamo i vecchi o difendiamo i giovani?

Le età dell'uomo
Basta, non è possibile andare avanti così!

Tutti i giorni ci sentiamo dire che i giovani sono senza lavoro e che la colpa è degli anziani (anzi, dei vecchi) che non lasciano liberi i posti e non muoiono mai.

In certi paesi i dirigenti dopo i cinquant'anni sono "allontanati", eufemismo che vale a dire silurati, bruciati, liquidati, insomma licenziati.

Questo è ciò che dobbiamo metterci in testa: i giovani hanno tutto il diritto di avere subito il loro impiego, sicuro, duraturo, ben remunerato, di prestigio.

Il guaio è che col progredire della scienza medica, delle cure ospedaliere, dei trapianti, dei farmaci, dell'alimentazione sana, dello smettere di fumare, ecc. ecc., i vecchi non muoiono più. Campano in eterno, aggrappati alla loro esile e futile vita. Arrivano ai cent'anni e quasi quasi vorrebbero ancora lavorare!

Io credo sia giunto il momento di risolvere drasticamente questo problema e per ciò propongo di mandare in pensione tutti a 50 anni, uomini e donne, dagli operai ai dirigenti.

Ed inoltre, al fine di non far fallire subito il sistema pensionistico, per tale categoria propongo di abolire l'assistenza sanitaria e vietare qualsiasi prescrizione di farmaci.

In questo modo i giovani non dovranno più restare in penosa attesa che si liberi un posto. Le spese per malattie e degenze ospedaliere e le enormi spese dei ricoveri in istituti per anziani saranno ricondotte a dimensioni accettabili o eliminate del tutto, con benefica ricaduta proprio sui nostri adorati giovanotti laureati e smaniosi di fare i dirigenti d'azienda, gli imprenditori, i politici, i presidenti.

Il paese cambierà. Le enormi capacità intellettuali dei ragazzi daranno una svolta decisiva al progresso economico. Nuove invenzioni, brillanti idee, efficienti sistemi di gestione dell'impresa faranno risalire il nostro povero paese (oggi invaso da così tanti vecchi rimbambiti e incapaci) ai vertici di massima dignità e capacità che si merita.

...O NO?

Ma vi rendete conto delle assurdità a cui perviene la nostra società?

Siamo tutti propensi a elargire denaro per la ricerca scientifica, siamo orgogliosi dei traguardi raggiunti dalla scienza medica, citiamo con orgoglio l'incredibile aumento delle aspettative di vita...e poi ci piangiamo addosso perché i poveri giovani non riescono a trovare un impiego decente, a causa degli anziani che lavorano ancora?

Dov'è l'errore? E' dunque sbagliato fare in modo che la vita si prolunghi, che sia più serena e appagante, sana e duratura? Ma non è ciò che anche ogni giovane si aspetterebbe dal suo futuro?

Siamo condannati dal fronte politico- religioso a vivere a qualsiasi costo, perché la vita "è sacra" (e non ci appartiene), quindi per carità che non si parli di eutanasia o testamenti biologici...e poi lo stesso presidente della repubblica e lo stesso papa ci spronano a fare largo ai giovani?

Ascolto e leggo il rammarico con cui si dichiara che l'Italia è un paese che "invecchia". Siamo tra le popolazioni più longeve, accidenti! E ciò viene ribadito facendo riferimento a tutti i problemi che ciò comporta, non al magnifico dono di lunga vita offerto ai cittadini.

Dovremmo andare orgogliosi della nostra crescita zero e sbandierarla ai quattro venti, cercando di convincere, col nostro saggio buon esempio, anche tutti quei paesi che invece sfornano neonati a ritmi industriali, non avendo poi alcun ché da offrir loro, a volte neppure un vaccino o un pezzo di pane.

L'umanità non ha l'istinto di sopravvivenza che ci viene così chiaramente insegnato dal mondo animale.

Sappiamo benissimo che quando tra pochi decenni saremmo in 10 o 20 miliardi di persone, non ci sarà cibo per tutti (visto che scarseggia già oggi, per almeno un miliardo di esseri umani) e ci sarà una massa di milioni di individui stipati in megalopoli spaventose.

Sappiamo benissimo che ogni salto in avanti sul piano demografico ci espone sempre più a rischi di pandemie ingovernabili. Sappiamo che il nostro piccolo pianeta ha risorse limitate e dunque esauribili, ma condanniamo l'uso degli anticoncezionali e consideriamo umiliante avere una crescita vicina o sotto lo zero. Che poi significa semplicemente che una coppia mette al mondo più o meno due figli che ne prenderanno il loro posto in futuro.

Non è l'equilibrio verso il quale qualsiasi società moderna, laica e responsabile dovrebbe tendere, visto che siamo già cresciuti come popolazione in modo preoccupante?

La nostra magnifica razza intelligente sarà tale solo e quando affronterà con determinazione questo enorme problema, il più grande di tutti direi, sapendo che ogni giovane di oggi -se sarà fortunato- può solo sperare di diventare un venerabile vecchio di domani.

Le età della donna
Ogni contributo critico, ma costruttivo sarebbe molto gradito.
Anzi, proprio questo è lo scopo di questo scritto, dal titolo provocatorio!

Autore: Enrico Riccardo Spelta






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