Istinto e Ragione pag. 2




Cap. 2: Cos'è e come funziona l'amigdala

amigdala intelligenza emozionale

In questo piccolo organo sta il segreto della condizione umana, la sentinella della sopravvivenza, la molla dei nostri comportamenti.

Menomazioni, patologie, difetti dell'amigdala cambiano radicalmente il rapporto con il mondo esterno, modificando in pratica il nostro comportamento con l’ambiente e con gli altri esseri.

Così come forti carenze nell’istruzione e/o nella formazione educativa sociale creano grossi vuoti o visioni distorte nella parte razionale della nostra mente, ovvero nella neocorteccia, portandoci a compiere azioni o ragionamenti completamente sbagliati.

Alcuni difetti dell’amigdala possono impedire di riconoscere, nelle situazioni, nei gesti o addirittura nello sguardo degli altri, quei segnali sottili che fanno scattare il meccanismo del "fuggi o combatti", presente in tutti gli animali superiori, dai rettili in su.

Da qui abbiamo già capito che questa ghiandola è decisamente importante, no?

Quando parliamo genericamente di “istinto”, anche se non lo sappiamo, ci riferiamo proprio al ruolo che svolgono gli automatismi dell’amigdala! L’istinto non è qualcosa che abbiamo sparso dentro di noi, sta solo lì, in quelle ghiandole preposte appunto a tenere al sicuro la nostra persona.

La contro prova è che la mancanza dell'amigdala ci renderebbe semplicemente incapaci di avere paura, così come, ad esempio, un daltonico totale è incapace di vedere i colori.

La storia dell'evoluzione umana sa bene che senza la fedele paura, innesco formidabile dell'intelligenza e della creatività, la nostra specie non sarebbe sopravvissuta al mondo ostile e feroce in cui siamo nati noi e tutti i nostri avi.

amigdala funzioni

L'amigdala è ben collegata alla corteccia cerebrale che regola la vita di relazione con il mondo esterno. Anzi, alcuni sensi sono proprio collegati direttamente a lei e quindi possiamo affermare che noi vediamo e ascoltiamo con l’amigdala e sentiamo gli odori con questo organo, prima ancora che l’informazione possa giungere alle altre parti più evolute della nostra mente.

Ciò porta ad avvantaggiare l'emozione “paura” sulle altre, al punto che le risposte automatiche di paura potrebbero essere più forti rispetto alle nostre capacità razionali di inibirle volontariamente.

Sono state identificate due vie d'attivazione della paura: una RAPIDA che proviene dalle percezioni esterne (vista, udito, olfatto), e che non fa capo alla consapevolezza cosciente.

La seconda, invece, prima d'arrivare all'amigdala, passa dalla corteccia, ed è per questo che è resa conscia e tende a valutare meglio l’informazione.

L'emozione può essere suscitata da situazioni di cui la persona è inconsapevole.


Segue a pag. 3 col capitolo "AMIGDALA PRIMA DI TUTTO IL RESTO"
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Autore: Enrico Riccardo Spelta







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