Ordine e Organizzazione




Elogio all'ordine, perché l'organizzazione aiuta a vivere meglio

Tema sull'ordine L'ORDINE concorre a produrre SICUREZZA.

La SICUREZZA genera SERENITA'.

La serenità è uno stato fisico e mentale di tranquillità e benessere.

Non ha nulla a che fare con la FELICITA', che può essere solo momentanea ed è classificabile negli stati di forte emozione.

Noi dobbiamo perseguire la serenità, dunque, che è comunque la base dello stato mentale più equilibrato e gratificante, senza nulla togliere ai forti piaceri della vita, che rappresentano i brevi momenti di felicità.

Già, ma cos'è veramente l'ORDINE?

Molti sono portati a considerare l'ordine come qualcosa di fastidioso, inutile, meschino, pesante, confondendolo con la pignoleria, la meticolosità, la pedanteria, che sono le forme estremizzate dell'ordine, totalmente inutili se non dannose.

In effetti l'ordine, invece, se applicato come metodo con intelligenza, genera: EFFICIENZA, SICUREZZA, ECONOMIA.

Efficienza perché in un ambiente ordinato (e pulito!) si opera meglio.

Sicurezza perché agendo con ordine si evitano incidenti di qualsiasi genere.

Economia perché l'ordine fa risparmiare tempo e denaro.

Il disordine in una stanzaL'ordine è il modo in cui si dovrebbe gestire qualsiasi cosa.

Parleremo quindi di ordine negli oggetti, ma anche di ordine mentale, ovvero chiarezza di opinioni e di comportamenti.

Per imparare ad essere ordinati con gli oggetti si deve tenere presente che:

Più è elevata la quantità di oggetti che possediamo o che dobbiamo gestire, più sarà importante pianificare la loro collocazione logica e funzionale, eliminando gli oggetti inutili, guasti, obsoleti, duplicati.

La persona "ordinata" non perde mai tempo a fare ordine, perché le cose che utilizza le ripone dove le ha prese, almeno fino a quando non decide che ci sia un posto migliore dove conservarle da quel momento in avanti.

Questo è il problema più frequente nelle persone cosiddette "disordinate". Prendono un oggetto, lo usano e lo abbandonano dove lo hanno usato. Il loro interesse è concentrato altrove, dunque non si rendono neppure conto di ciò che fanno.

Sono le stesse persone che perdono le chiavi o dimenticano il portafoglio, non trovano mai gli occhiali o cercano per un'ora un documento importante. Sono quelli che hanno le scrivanie con mucchi di carte sparse e che se gli fai notare il disordine ti rispondono che loro in quel casino si ritrovano benissimo, ma non è assolutamente vero!

Disordine in cucina Le persone disordinate ritengono che l'ordine sia solo una perdita di tempo, mentre nella realtà sono loro a perdere un sacco di tempo nella loro vita, con tutte le ricerche di cose che non trovano, che perdono, che rovinano, che si fanno rubare, ecc. ecc.

Per diventare ordinati bisogna fare un certo sforzo iniziale per abituare la mente a guardare le cose un poco più da lontano, ovvero a pensare a cosa si sta facendo, cosa abbiamo attorno, cosa abbiamo usato e dove sta, cosa non ci serve più, ecc. ecc.

Questo leggero distacco non ci distrae dall'attività, ma invece ci consente di controllarla meglio, ampliando il punto di osservazione della nostra attività. Può essere molto utile anche per evitare pericolosi incidenti, quindi non è una cosa da poco!

Veniamo ai metodi da seguire, restando nel campo dell'oggettistica.

Gli oggetti vanno raggruppati in base alla loro tipologia e utilizzo.

Gli oggetti d'uso più frequente devono essere conservati nel luogo più vicino al posto in cui possono servire, e viceversa ovviamente.

Se abbiamo oggetti o sostanze pericolose dobbiamo preoccuparci di tenerle in luoghi sicuri e fuori dalla portata di eventuali bambini o animali.

Così come agli oggetti di valore dobbiamo dedicare ancora più attenzione a non perderli e dobbiamo conservarli in luoghi sicuri, sia in casa, ufficio o addosso a noi quando siamo in giro, per evitare anche facili furti.

Non dobbiamo essere troppo solleciti a gettare una cosa che riteniamo inutile, così come non si deve essere conservatori a tutti i costi.

Ordine in garage Impariamo ad esercitare un certo senso critico. Guardiamo una stanza e rendiamoci conto di come si presenta, di cosa è fuori posto, cosa manca per conservare meglio qualcosa (un armadietto, un ripiano, un cassetto, ecc. ecc.) ed agiamo di conseguenza. Prima di posare un oggetto nuovo, chiediamoci quale sarebbe la sua più giusta collocazione, così in seguito, prima di diventare matti a cercarlo, faremo gli stessi ragionamenti.

Sono tutte cose ovvie quelle qui descritte, ma quanti di noi le applicano regolarmente?

E veniamo all'altro aspetto dell'ordine...quello nella nostra testa.

UNA MENTE ORDINATA

Questo discorso è sicuramente molto più complesso della gestione di oggetti, ma molte persone lasciano pensieri ed opinioni o decisioni in giro per la mente esattamente come fanno con il loro telefonino.

La nostra mente ci porta a giudizi e decisioni che si basano sulle informazioni di cui disponiamo e che nella maggior parte dei casi sono insufficienti! Questo è il vero problema. Tendiamo ad essere superficiali ed a valutare le cose senza dare un peso specifico ad ogni singolo fattore, ma agendo d'impulso, senza pensare in modo razionale.

ANALISI --> ELABORAZIONE --> SINTESI

Senza una sufficiente raccolta di informazioni i ragionamenti e le conclusioni che trarremo saranno facilmente errati.

Senza una corretta elaborazione dei dati raccolti ancora una volta giungeremo a false o deboli conclusioni. Se non terremo conto delle informazioni e dei ragionamenti fatti, allora le conclusioni saranno assolutamente sballate!

A volte la passione ci spinge a fare cose che razionalmente avremmo rifiutato ed è giusto che ciò avvenga, ma non può essere la regola della nostra vita. Non è giusto comportarsi da freddi robot calcolatori, ma è altrettanto sbagliato agire come degli incoscienti o impulsivi in ogni circostanza.

Si deve trovare il giusto equilibrio, in modo da essere sempre in pace con sè stessi e con gli altri il più possibile, anche se non sempre.

Su qualsiasi decisione prendiamoci il tempo occorrente. Raduniamo tutte le informazioni utili e valutiamole per il loro giusto peso, che può anche essere soggettivo e dunque diverso da individuo a individuo.

Di fronte alla schiacciante conclusione non esitiamo a scegliere la strada più saggia, in questo modo non avremo mai alcun rimprovero da farci, anche se il risultato non fosse quello sperato.

Autore: Enrico Riccardo Spelta






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